Le uscite della settimana

Ho deciso di dare nuova linfa alla rubrica che, fino a qualche tempo fa, dedicavo alle pubblicazioni più promettenti del mese in arrivo. E ho deciso di darle nuova linfa stravolgendo un po’ tutto.
A partire da oggi, infatti, pubblicherò un post ogni venerdì in cui riassumerò le uscite più interessanti (almeno secondo me) della settimana appena trascorsa. A volte ci saranno poche cose. A volte forse niente. Di sicuro sarà un modo per cercare di non farmi scappare nulla, perché si sa che sono un ingordo.
Comunque, oggi troverete una lista di una certa lunghezza, perché ho deciso di inserire anche alcuni titoli usciti la settimana scorsa. Giusto per condividere con voi i volumi che hanno tentato con maggior ferocia di liberare il mio portafogli di qualche banconota.

Partiamo!

la-vita-coniugale-d192Il primo libro che vi segnalo è repêchage che la mia amata Nottetempo fa dal suo catalogo, riportando in libreria un titolo che pare estremamente ghiotto. Già il solo incipit mi ha fatto impazzire. Ma ne riparleremo con calma.

La vita coniugale, di Sergio Pitol
Nottetempo, 13,00 €, 160 pagine

Jacqueline e Nicolás, una coppia di sposi che si odia di vero amore, escogitano un modo sicuro per non separarsi mai: mentre lui si contenta di tradirla periodicamente, lei periodicamente tenta di ucciderlo e ogni volta, nel corso dei trent’anni della loro unione, è il caso a sventare i suoi piani e a lasciarla un po’ piú provata e malridotta. Questo romanzo di umorismo nero è anche una parodia: una naturalistica fisiologia del matrimonio che è il resoconto di una spietata ascesa sociale borghese.

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11709423_933411943364822_3409423133849567577_nQuesto titolo è invece basato su una storia vera, ma una storia che ha quel sapore di mito, di leggenda, di avventura grande e ai limiti del possibile. Una storia che trasuda fascino, forse anche grazie alle ambientazioni ‘esotiche’.

Padiglioni lontani, di M. M. Kaye
E/O, 22,00 €, 1146 pagine

Siamo nell’India britannica, nel pieno della rivolta dei Sepoy del 1857. Ash è solo un bambino quando perde entrambi i genitori, lei indiana e lui inglese. Sarà la sua balia hindu a salvarlo. Per un caso fortunoso il piccolo Ash salva la vita al giovanissimo Marajà ed entra al suo servizio, fra intrighi di palazzo e peripezie di ogni genere. Fino a quando, ad appena dodici anni, sarà costretto a fuggire per sottrarsi a una fine orrenda. In qualità di ufficiale delle Guide, un corpo scelto dell’esercito britannico, cercherà di difendere la sua terra tanto dai soprusi dei suoi fratelli inglesi quanto dalla violenza di quelli indiani, sempre in cerca di se stesso, lacerato fra le sue due identità. Fra intrighi, tempeste di sabbia, assedi e inseguimenti nella giungla, dovrà superare culture e religioni per incontrare l’amore e cambiare per sempre il destino dell’India.

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3350377-Sheperd_Poppins_300dpi-278x431C’è poi un gradito ritorno, ovvero il secondo libro delle avventure di Mary Poppins. Sì, perché la tata più famosa del mondo non è mica finita in libreria una volta sola! E io spero vivamente che BUR sia del tutto intenzionata a permetterci una volta ancora di leggere tutte le storie vissute da Mary e dai gemelli Banks.

Mary Poppins ritorna, di P. L. Travers
BUR, 9,00 €, 304 pagine

Finalmente è tornata! Portata dal vento dell’est, Mary Poppins è di nuovo in Viale dei Ciliegi 17. Che festa per i gemelli Banks, l’avventura ricomincia!

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Ecue-yamba-o-bQuesto titolo lo segnalo perché ha un’aura di particolarità e unicità che lo attornia. Sembra una storia che vale la pena di leggere, di non farsi scappare. Una pietra miliare inspiegabilmente mai arrivata fino a noi. Da scoprire!

Ecue-Yamba-O, di Alejo Carpentier
Lindau, 21,00 €, 228 pagine

Scritto nel 1927 nel carcere dell’Avana e poi pubblicato a partire dal 1933 in diverse versioni rivedute e corrette, “Ecue-Yamba-O” è il primo romanzo di Alejo Carpentier. Novela afrocubana, secondo la definizione che ne diede lo stesso autore, è la storia di Menegildo, nato in una misera capanna all’ombra di un enorme zuccherificio il cui respiro detta i ritmi dell’intero villaggio. In un romanzo di formazione che passa dalla dura realtà contadina al misticismo tribale, seguiamo le sue peripezie dalla nascita all’età adulta, dalle prime scoperte alla conquista dell’amore, in un turbinìo di emozioni che vanno dalla rabbia alla paura, dall’estrema devozione al desiderio di mostrarsi un vero uomo. Pietra miliare della letteratura ispanoamericana, caratterizzato da una scrittura avanguardista, ricca ed evocativa, che concilia tradizione e surrealismo, “Ecue-Yamba-O” è un testo fondamentale per comprendere la realtà cubana di inizio ‘900 e presenta il seme della futura produzione letteraria di Alejo Carpentier. Vi si ritrovano infatti temi a lui cari come la musica e le tradizioni afrocubane, ma soprattutto quell’amore per la parola, quella ricercatezza lessicale che lo rendono uno degli scrittori più influenti del suo genere.
Vi lascio inoltre il link a un post scritto da una delle due traduttrici del volume. Mi sembra un articolo davvero interessante, quindi leggetelo cliccando QUI.

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adamsbergÈ poi la volta dell’ultima pubblicazione targata Iperborea. Una storia che vuole indagare l’animo umano, scavare nei recessi degli uomini…

La notte del professore Andersen, Dag Solstad
Iperborea,16,00 €, 176 pagine

Solo nel suo appartamento, il professor Andersen, cinquantacinquenne divorziato, docente di letteratura all’università di Oslo, sta festeggiando con solennità il Natale: l’albero decorato, l’abito elegante, la cena tradizionale. Mentre medita sul senso di appartenenza che gli dà abbandonarsi con «semplicità infantile» a quel rito collettivo, vede da una finestra della casa di fronte un uomo che strangola una donna. Afferra il telefono per avvertire la polizia, ma poi riaggancia, non chiama, e giorno dopo giorno continua a rimandare, finché la sua esitazione si trasforma in una totale paralisi della volontà. Perché è incapace di denunciare un omicidio? Perché è sempre più affascinato dall’assassino e ne spia ogni movimento, fino al momento in cui si troveranno faccia a faccia? Un inizio da Finestra sul cortile alla Hitchcock per quello che diventa un geniale «giallo di inazione», in cui la suspense è data non dall’indagine sul delitto, ma dalla crisi del testimone e dalla sua ossessiva autoanalisi che finisce per coinvolgerci in una spirale di provocatori interrogativi. Esiste un fondamento assoluto alla morale? La letteratura e l’umanesimo sono ancora in grado di influire sulla coscienza? Non consegnare un assassino vuol dire contravvenire a uno dei cardini della società o rifiutarsi di scagliare la prima pietra? Con un romanzo esistenziale tra Čechov e Thomas Bernhard, Dag Solstad indaga sui temi di colpa e responsabilità, radicalismo e compromesso, ribellione e omologazione, chiedendosi qual è il ruolo dei valori culturali, filosofici, religiosi e morali nell’uomo e nella società di oggi.

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51+Me3a0nYLE poi, così all’improvviso, è uscito anche Lindqvist, e io non posso perdermelo. Non ho letto molto di suo, ma quello che ho letto è sempre stato un misto di stupore, e terrore, e scrittura meravigliosa.

Musica dalla spiaggia del paradiso, di John Ajvide Lindqvist
Marsilio, 18,50 €, 426 pagine

Una mattina d’estate, un gruppo di ospiti di un campeggio non lontano da Stoccolma si risveglia in mezzo al nulla. Ogni cosa è stata cancellata, gli alberi, il lago, gli scogli e il chiosco, è tutto scomparso. Intorno ai villeggianti increduli – dieci persone, un cane e un gatto – c’è solo una landa desolata, ricoperta da un prato perfettamente rasato e sovrastata da un cielo blu e senza sole, così uniforme da apparire artificiale. Ogni contatto con la realtà è interrotto. Non rimane che il segnale di una misteriosa stazione radiofonica, che trasmette senza sosta le canzoni di Peter Himmelstrand, uno dei più noti cantautori svedesi di musica leggera. Musica pop a ripetizione, Abba in testa. Com’è possibile che queste persone siano finite lì con le loro roulotte? Sono state spostate oppure è la realtà a essere svanita? In questo luogo surreale, capace di scatenare le reazioni più violente e irrazionali, ogni adulto si troverà a fare i conti con gli spettri del passato. Sovvertendo gli schemi classici della “camera chiusa” della letteratura del terrore, Lindqvist non intrappola i suoi personaggi in uno spazio angusto e senza via d’uscita, ma li cala in un luogo sconfinato e senza ostacoli, da cui tuttavia è impossibile fuggire. Perché non esiste un altrove se non l’abisso altrettanto minaccioso della coscienza. Agorafobico e metafisico, “Musica dalla spiaggia del paradiso” si spinge nei recessi più oscuri della psiche umana, dove conflitti irrisolti e traumi insuperati prendono corpo e reclamano spietati il proprio pegno di sangue.

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Storia-della-danza2Per ultimo, vi lascio il titolo di un saggio. Un prezioso volume che ripercorre la storia della danza, ripercorrendo così anche la storia dell’uomo e dell’arte.

Storia della danza, di Curt Sachs
Il Saggiatore, 28,00 €, 503 pagine

La danza è la madre delle arti. Così la descrive Curt Sachs: madre delle arti, eruzione di forze represse, estasi del corpo che fa l’uomo partecipe dell’aldilà, del mondo dello spirito e di dio. Non sorprende che Siva crei il mondo danzando, che dalla danza rituale i cinesi facciano nascere i pianeti e l’armonia del l’universo, che persino la teologia ebraico-cristiana – altrimenti ostile a questa forma d’espressione del sé – rappresenti la visione dei giusti in una danza sacra intorno al trono sfolgorante di dio. Pubblicata a Berlino nel 1933, alla vigilia della promulgazione delle leggi razziali che valsero l’esilio al suo autore, Storia della danza rimane ancora oggi un’opera insuperata dal punto di vista della trattazione teorica e della formulazione normativa. Curt Sachs si muove con sicurezza dalle danze convulse – intese come identificazione con l’animalità e graduale distacco da questa – a quelle folkloriche, dall’Africa all’Australia, dall’antichità greco-romana al ventesimo secolo, in cui la danza si spoglia degli elementi mitici e cultuali per divenire spettacolo e divertimento. Con chiarezza ed esaustività, Sachs descrive procedimenti coreutici, gesti, passi, ritualizzazioni, occasioni e funzioni di quest’arte, attento a cogliere di ogni snodo le più sottili trasformazioni stilistiche e le metamorfosi sociali che lo accompagnano. Vicina nello spirito a opere capitali del pensiero occidentale come Storia della civiltà africana di Frobenius e Il ramo d’oro di Frazer,Storia della danza – strumento imprescindibile per chiunque ami questa disciplina – inquadra e squadra le complesse relazioni che in ogni epoca e in ogni luogo si intessono fra il corpo, lo spazio che esso determina e l’età in cui si muove. Giungendo a una verità di cui ogni spettatore fa esperienza, pur senza rendersene conto: forse non sappiamo più pregare danzando, ma racchiudiamo ancora in noi, come germe spirituale, la nozione sublime che la danza è movimento sovrannaturale e sovrumano.

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