Le mappe dei miei sogni

Le mappe dei miei sogni lo presi appena uscì, quindi un paio d’anni fa, circa. Me lo ricordo bene perché l’avevo visto in rete e poi, appena lo trovai in libreria, rimasi sconcertato dal formato in cui era stato pubblicato, che è atipico e fuori dagli standard. Inoltre, una volta aperto, scoprii che quasi ogni pagina aveva delle note, o dei disegni a margine. Insomma, era un prodotto strano.
Forse per questo pensai che avesse tutte le carte in regole per rivelarsi un ottimo romanzo. E un’ottima esperienza.
Alla fine, Le mappe dei miei sogni si è rivelata come una nuova pugnalata al mio ego da aspirante scrittore. Sì, perché in queste pagine io ho trovato davvero del genio. Una scrittura mirabolante e idee, anche meta-testuali, degne di attenzione. Io non riuscirei mai a pensare a un libro come questo. Mai! Ma leggerlo… oh, leggerlo è stata un’avventura unica e irripetibile!


La storia è quella di TS, un ragazzino che potremmo definire prodigio, che passa il suo tempo a disegnare mappe. Con mappe, lui non intende semplicemente la cartina geografica di un paese, o di una città, lui intendo uno schema che inquadra tutto quello che potete immaginare. Ci sono mappe su come si muove il padre per bere una birra, sulla raccolta delle pannocchie, ecc.

Mappa dei miei pensieri in subbuglio per la stupenda storia con lieve digressione sullo sfogliare un libro.


Ha una mamma, TS, la Dottoressa Clair che insegue da una vita un coleottero quasi mitologico, detto dai denti a sciabola, senza aver ancora ottenuto nessun risultato. Ha un padre cowboy, una sorella che sogna di fare l’attrice, un fratellino morto da poco e un cane di nome Moltobene.
Le sue mappe, però, potrebbero cambiargli la vita. Lo Smithsonian Institute l’ha infatti scelto come vincitore di un prestigiosissimo premio, che TS intende ritirare a tutti i costi, anche se gli toccherà di partire da solo, di nascosto, su un treno merci come un vagabondo.
Come reagiranno gli scienziati nel trovarsi un bambino dinanzi? E cosa porterà, questo viaggio?
C’è qualcosa, nella misurazione della distanza tra un qui e un là, che ridimensiona il mistero di ciò che si nasconde nel mezzo, e per un bambino con una limitata esperienza empirica il mondo ignoto che poteva celarsi tra il qui e il là poteva essere terrificante. Come molti bambini, io non ero mai stato là. Ero stato a malapena qui.
Una volta chiuso il volume mi sono ritrovato a pensare che TS, in realtà, non sia affatto un piccolo genio, ma piuttosto un bambino che si è appassionato davvero molto ad una cosa, una cosa che diventa la sua chiave per capire il mondo.
Il mondo, in effetti, è un qualcosa che difficilmente si può davvero comprendere. Nessuno di noi è davvero in grado di farlo, e in parte la scienza serve proprio a questo, o no? Quindi non è un caso che TS sia una sorta di scienziato.
Inoltre, però, anche la famiglia del protagonista è piuttosto difficile da capire: con un padre che sembra non amare TS, con una madre che sembra indifferente, con un fratello la cui morte forse pesa anche sulle spalle del protagonista… Sì, non è proprio una famigliola facile e serena.

Fin da quando avevo scarabocchiato quella mappa sulla possibilità di stringere la mano a Dio, avevo imparato che la rappresentazione non deve essere confusa con la realtà, ma anche che, in un certo senso, lo scarto è ciò che rende le rappresentazioni così significative: la distanza tra una mappa e il territorio che descrive ci lascia lo spazio per respirare e capire in quale punto ci troviamo.

Il modo in cui tutto questo mappare, e questo viaggiare è raccontato è un qualcosa di straordinario. Che mi ha travolto con una potenza incredibile. E anche se a volte il libro risultava piuttosto complesso da leggere, (per via del formato e delle continue note che sono parte integrante della storia), il tutto è volato via in un attimo di poesia. C’è una delicatezza, e una spensieratezza… ma anche gravità, e passione, e grinta!


Esempio (sfocato e storto) di nota a margine del romanzo.

 … ma gli animali posseggono una rara qualità che alcune persone – tra cui mio padre – sarebbero pronte a bollare come ignoranza, ma che, secondo me, è molto più simile al perdono.

La storia di questo ragazzino ti fa vedere le cose sotto una luce diversa.
Io sono stato tramortito dalla sincerità di TS. Dalla sua passione. Dal suo approccio alla vita. Dalla scienza! Sì, dalla scienza! Perché la scienza appare in un’immagine così bella, tra queste pagine… che non ho potuto resisterle. E sarà che nel mentre, in televisione, ho avuto la fortuna di vedere un paio di documentari splendidi che mi hanno dato informazioni sorprendenti, ma io ho dovuto alzarmi dal divano e gridare: “Il prossimo libro che compro sarà un manuale scientifico!”

Una mappa non si limita a fotografare l’esistente, ma formula e dischiude proposte di senso; crea ponti fra luoghi distanti, fra idee diverse che non sospettavamo fossero connesse. E far questo correttamente è molto difficile.

E sì, di nuovo mi ritrovo a pensare di aver scritto frasi a caso, in questo post.
Perché scrivere commenti ai libri che più ci piacciono risulta così difficile?

Di certo, posso dire che questa è una storia di crescita. Anzi, no.
Questa è una storia di ricerca. No! Non è neanche questo.
Questa è una storia di ritrovamenti. TS, nella sua avventura, ritroverà se stesso, le sue origini, le origini della famiglia e ritroverà anche la sua vera famiglia, nel senso sentimentale del termine.

Le mappe dei miei sogni è un racconto in cui le emozioni vengono esplicitate molto poco, ma la botta emotiva che ci si ritrova addosso è pesantissima. E forse il vero genio dell’autore sta in questo, non nell’aver confezionato una storia originale, sorprendente, piena di note a margine e disegni da studiare, ma l’aver saputo dire una miriade di cose senza mai nominarle.

Gli adulti sono ricettacoli di vecchie emozioni inutili.

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8 pensieri su “Le mappe dei miei sogni

  1. Lo avevo visto in libreria appena uscito e volevo prenderlo, poi… boh me lo son perso, sepolto in fondo alla lista dei milioni di libri da comprare. Penso proprio che lo farò risalire..
    Sì, sì!

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