Commento al libro: "Everlost"

Nick sta andando al matrimonio del cugino quando la Mercedes del padre va a schiantarsi contro la Toyota sulla quale viaggia Allie, in quel momento impegnata a discutere con i genitori sul volume della musica che sta ascoltando. Molto tempo dopo, che per Nick e Allie dura solo un attimo, i due si risvegliano. Sono morti, eppure sono rimasti qui, nel mondo. Il mondo, pero, non si accorge più di loro. Per un motivo sconosciuto sono rimasti incastrati fra la vita e la morte,in quella specie di limbo che si chiama Everlost. È pericoloso, è spaventoso ma non è disabitato. Molti altri vivono, se così si può dire, in quella sospensione del tempo e del giudizio, ma nessuno di loro è adulto. A Everlost ci sono solo ragazzi, tutti cristallizzati nell’attimo in cui sono morti. Stessi vestiti, stesse abitudini, stesso linguaggio. Stessa angoscia, almeno all’inizio. Poi l’abitudine prende il sopravvento e tutti si rassegnano a perdere la memoria del proprio passato. Ci si dimentica della propria famiglia, dei propri amici; persino del proprio nome. Tutti gli abitanti di Everlost si rassegnano e dimenticano. Tutti, tranne due.
Per fortuna esistono libri come “Everlost”. Per fortuna!
Per fortuna esistono ancora libri originali, pieni di vita, che hanno qualcosa di nuovo da raccontare. Per fortuna!
Per fortuna esiste Neal Shusterman, che ha saputo scrivere un libro che davvero mi ha dato qualcosa. Per fortuna!
“Everlost” è un romanzo per ragazzi, ma che può tranquillamente essere letto anche dagli adulti. Racconta l’avventura di due giovani adolescenti che muoiono in un incidente stradale e, invece di arrivare dove c’è la luce, in fondo al tunnel, si fermano prima, a Everlost.
Non si sa bene cosa sia questo posto, anche se probabilmente si tratta di una sorta di limbo. Qui ci finiscono solo i fantasmi di bambini e ragazzini, perché gli adulti sanno sempre dove sono diretti e quindi non rischiano di perdersi prima di raggiungere la luce. E questo limbo si trova nello stesso mondo degli umani, in qualche modo sovrapposto. Attenzione però, gli spiriti fanciulli posso rimanerci solo se sostano su zone morte, pena la caduta verso il centro della terra.
Sì, anche da morti si corre qualche rischio… il bello è che, e avolte, i pericoli si nascondono dove meno ci si aspetta.
“Everlost” è un romanzo ricco di avventura e di idee geniali, interessanti e fresce. Allo stesso tempo è un romanzo di formazione. I protagonisti imparano a crescere e ad affrontare le sfide che la vita (la morte?) ci mette davanti. E crescendo si impara che ci sono valori più importanti e alti dei desideri personali.
“Everlost” è un romanzo sul coraggio e sull’amicizia. Ma è anche un libro che parla della strada che ognuno deve imparare a percorrere. Crescere significa anche diventare indipendenti e imparare a fare le proprie scelte, portino esse a risultati buoni o cattivi. L’importante è essere consci di quello che si è fatto e che si sta per fare.
In conclusione, questo libro è stato una sorpresa inaspettata, che mi ha entusiasmato fin dalle prime pagine e che mi ha fatto trattenere il fiato fino alla fine.
Ora devo solo gettarmi voracemente sul secondo volume “Everwild”!
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2 pensieri su “Commento al libro: "Everlost"

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