Speciale I figli di Atlantide: Atlantide

Continua lo speciale dedicato a I figli di Atlantide, thriller di Mario De Martino, in uscita per Casini Editore il 23 febbraio.
Oggi vi farò una breve, ma interessante, lezione di storia/mitologia, parlandovi della mitica Atlantide!


Atlantide, come immagino tutti voi sappiate è una leggendaria isola scomparsa, il cui nome significa “figlia di Atlante”. Quello che forse non sapete, però, è che questo nome compare per la prima volta nei dialoghi Timeo e Crizia scritti da Platone.

In questo testo, Atlantide viene descritta come una potenza navale situata “oltre le Colonne d’Ercole” che conquistò molte parti dell’Europa occidentale e dell’Africa 9mila anni prima il tempo di Solone (approssimativamente nel 9600 a.C.).
Dopo avere fallito l’invasione di Atene, Atlantide sprofondò nell’oceano, “in un singolo giorno e notte di disgrazia”.

Il nome dell’isola deriva da quello di Atlante, il leggendario governatore dell’Oceano Atlantico, che sarebbe stato anche, sempre secondo Platone, il primo re dell’isola.

Essendo una storia funzionale ai dialoghi di Platone, Atlantide è generalmente vista come un mito concepito dal filosofo greco per illustrare le proprie idee politiche.
Ma benché la funzione di Atlantide sembri chiara alla maggior parte degli studiosi, essi disputano su quanto e come il racconto di Platone possa essere ispirato ad eventuali tradizioni più antiche. Alcuni argomentano che Platone si basò sulla memoria di eventi passati come l’eruzione di Thera o la Guerra di Troia, mentre altri insistono che egli trasse ispirazione da eventi contemporanei come la distruzione di Elice nel 373 a.C. o la fallita invasione ateniese della Sicilia nel 415–413 a.C.

La possibile esistenza di un’autentica Atlantide venne poi attivamente discussa durante l’antichità classica, ma fu generalmente rigettata e occasionalmente parodiata da autori posteriori.
Durante il Medioevo viene un po’ tralasciata, ma la storia di Atlantide fu riscoperta dagli umanisti nell’era moderna. La descrizione di Platone ha ispirato le opere utopiche di numerosi scrittori rinascimentali, come La nuova Atlantide di Bacone.

Ma com’era Atlantide?
Beh, sempre secondo Platone :

Possiamo immaginare l’isola come un’enorme “Triplice cinta”di terra e di acqua. […] I sovrani di Atlantide anzitutto gettarono ponti sugli anelli di mare che circondavano l’antica metropoli, e fecero una strada che permetteva di entrare ed uscire dal Palazzo reale, che fin da principio eressero nella dimora del dio e dei loro antenati, e seguitarono ad abbellirlo di generazione in generazione, dato che ciascun re superava – all’apice della gloria – colui che l’aveva preceduto, sino a fare dell’edificio una meraviglia a vedersi, sia in ampiezza che in bellezza. E, partendo dal mare, scavarono un canale largo trecento piedi, profondo cento, lungo 50 stadi, che arrivava alla zona più esterna creando un varco dal mare fino a che essa divenne un porto; e il varco era abbastanza ampio da permettere l’entrata alle navi più grandi. Inoltre – a livello dei ponti – aprirono gli anelli di terra che separavano gli anelli di mare, creando uno spazio sufficiente al passaggio di una trireme per volta da un anello all’altro e ricoprirono questi canali facendone una via sotterranea per le navi; infatti le rive furono innalzate di parecchio sopra il livello dell’acqua. Ora, la più grande delle zone – cui si poteva accedere dal mare tramite questo passaggio – aveva una larghezza di tre stadi e la zona di terra che veniva dopo era altrettanto larga; ma le due zone successive, l’una d’acqua e l’altra di terra, erano larghe due stadi e quella che circondava l’isola centrale era di uno stadio soltanto. L’isola su cui sorgeva il palazzo aveva un diametro di cinque stadi…

Ma forse Atlantide non è solo un semplice mito. Vi riporto un estratto da Le Dimore Filosofali dell’ermetista Fulcanelli:

Alcune constatazioni sembrano dare ragione a coloro che credono nella realtà di Atlantide. Infatti, dei sondaggi effettuati nell’Oceano Atlantico hanno permesso di riportare in superficie dei frammenti di lava la cui struttura prova irrefutabilmente ch’essa si è cristallizzata all’aria. Pare dunque che i vulcani espulsori di questa lava si elevassero su delle terre emerse non ancora inghiottite dalle acque… Noi, per quel che ci riguarda, non vediamo niente di impossibile nel fatto che l’Atlantide abbia potuto avere un posto importante tra le regioni abitate, nè in quello che la civiltà si sia sviluppata fino a raggiungere l’alto grado che Dio sembra abbia fissato come limite del progresso umano… Limite al di là del quale si manifestano i sintomi della decadenza e si accentua la caduta, quando la rovina non è accelerata dal subitaneo scoppio d’un flagello improvviso.

Sta di fatto che Atlantide scomparve. Platone, al riguardo, afferma:

… vi furono degli spaventosi terremoti e dei cataclismi. Nello spazio di un giorno e di una sola terribile notte, la vostra armata fu inghiottita d’un sol colpo e anche […] l’Atlantide si inabissò’ nel
mare e scomparve. Ecco perché ancora oggi quell’oceano […] é difficile e inesplorabile per l’ostacolo dei fondi melmosi e bassi che l’isola inabissandosi vi ha formati.

E dopo tutto questo, ditemi… voi credete o no ad Atlantide?
E Mario De Martino? Ci crede o no? Beh, lo scoprirete solo leggendo I figli di Atlantide!

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9 pensieri su “Speciale I figli di Atlantide: Atlantide

  1. Mi avete davvero incuriosito. E sono molto contento che abbiano cambiato la copertina, perchè quella che avevo visto io tempo fa aveva un cartiglio in alto che spezzava la pagina in due, che a mio avviso era un po' anti estetico.

  2. Molto interessante il mito di Atlantide, sicuramente in grado di affascinare 🙂
    Ottimo speciale, Voce!

    P.S. fra i vari testi hai ripetuto due volte quello della descrizione dell'isola da parte di Platone – immagino una svista 🙂

  3. Che dire? Il mito di Atlantide (ma era proprio un mito?) mi ha sempre affascinata e non vedo l'ora di leggere il romanzo. Bravo Voce, sei riuscito a suscitare ancora più interesse sul libro di Mario!Buon week end:))

  4. E' un mito molto molto affascinante… e ci sono anche delle interessanti teorie che li collegano poi ai druidi.
    Sinceramente, io penso che dietro questo mito qualcosa di vero ci sia… ^^ ma non mi sono mai informata a fondo.
    Avevo letto anche un po' di libri di Hancock… non sapendo nulla di archeologia è facile intortarmi, non ho elementi per discernere realtà e fantasia, ma sognare è sempre bello.

  5. Ci credo? Be', io sono dell'idea che “nulla nasce dal nulla” e che un fondo di verità c'è sempre, in qualsiasi “mito” 🙂
    Bellissimo post! Grazie Voce!!^^

  6. Non mi sono mai informata moltissimo riguardo ad Atlantide, però non lo prendo molto sul serio.
    Penso anch'io che in alcuni miti e in alcune leggende ci sia un fondo di verità che può derivare dalle più svariate cause, ma considerata anche l'abitudine di Platone di ricorrere al mito per esporre le sue teorie, e considerato che non è nemmeno stato l'unico a ricorrere a questo stratagemma per esporre un modello di civiltà…
    Tuttavia, questo non toglie naturalmente il suo fascino 🙂

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