Intervista a Cecilia Dart-Thornton

Ed eccovi la tanto attesa intervista a Cecilia Dart-Thornton, scrittrice che io amo particolarmente.
Se non avete letto nulla di suo, beh, potete sempre rimediare. La sua Bitterbynde Trilogy è stupenda ed è formata dai volumi: La ragazza della torre, La dama delle Isole e La signora di Erith. Mentre le sue Crowthistle Chronicles sono composte da: L’albero di ferro, Il pozzo delle lacrime, La maga delle tempeste e Fallow Blade, che forse in Italia non arriverà mai (ma per la qui pubblicazione potete firmare QUESTA PETIZIONE).

Ma non cincischiamo e leggete intervista, che è meglio!

Benvenuta Cecilia nel mio blog.
Giusto per iniziare, puoi raccontarci qualcosa su di te, specialmente per quelli che ancora non ti conoscono?
Per tutta la mia vita ho scritto storie. Entro la fine del 1999 avevo già scritto tre romanzi lunghi: la Bitterbynde Trilogy. Non l’avevo mostrata a nessun editore, e a dire la verità proprio a nessuno, eccetto un caro amico, perché:
a) li avevo scritti puramente per divertimento personale
b) non avevo idea se potessero essere abbastanza buoni per la pubblicazione, e

c) odiavo l’idea di esporre il mondo interiore della mia immaginazione al pubblico esame, per paura che potesse essere guastato da delle critiche dure.

Poi sentii di un workshop di scrittura online organizzato da Del Rey, un editore americano di fantasy e fantascienza che ammiravo da tempo. Gli scrittori emergenti potevano caricare dei lavori in corso affinché venissero recensiti dai colleghi scrittori.
Il sito era gestito da veri editor che assegnavano un premio Scelta dell’Editor ogni mese a quei pezzi che consideravano degni di nota. Pensai che finché veri editor gestivano la cosa, potevo testare le acque proponendo una piccola parte del mio lavoro sul sito. Il vantaggio aggiuntivo, per un’iper-sensibile come me, era che tutte le critiche sarebbero arrivate dal cyber spazio, e questo mi permetteva di fingere che ogni critica severa fosse solo di una persona virtuale e che non esistesse realmente.
La prima parte del primo capitolo del primo libro venne caricata nel Dicembre 1999. Nel Gennaio 2000 vinsi il premio Scelta dell’Editor. Mi sembrò di buon auspicio, quella data era l’inizio del nuovo millennio e tutti erano sopravvissuti al Millenium Bug…
Fortemente incoraggiata, sottoposi ancora materiale e vinsi un altro premio in Febbraio. Subito dopo uno degli editor mi scrisse un’e-mail in privato dicendo: “Non dovresti essere in questo workshop. Il tuo lavoro è pubblicabile.” Poi continuò dandomi dei contatti di un agente letterario del New Jersey.
L’agente mi fece firmare subito, con mio piacere. Qualche settimana dopo, Time Warner di New York aveva comprato tutti i miei libri con largo anticipo. E non solo, ma annunciò anche che avrebbe pubblicato tutti e tre i libri con copertina rigida, cosa che non aveva mai fatto con un nuovo autore.
La vita mi sembrava un bellissimo, incredibile sogno. Infatti ci misi quasi diciotto mesi per accettare quello che mi stava accadendo.
Da quel momento ho viaggiato in tutto il mondo per firmare i miei libri e ho visto il mio lavoro recensito su pubblicazioni prestigiose come il Washington Post e il Times. I miei romanzi sono arrivati in cima alle classifiche dei best seller e sono stati tradotti in italiano, tedesco, olandese e russo. Per ‘colpa’ di internet, sono passata dallo stare seduta davanti al monitor di un computer in una piccola stanza di casa mia, all’essere un’autrice internazionale. La mia vita è cambiata olte ogni immaginazione!

Cecilia, quando hai capito che la scrittura era più di un semplice hobby, per te?
Scrivere è sempre stata la mia passione. Ricordo che, quando ero una bambina di sei o sette anni circa, ogni volta in cui i grandi mi chiedevano cosa volevo fare da grande, rispondevo sempre: “Mi piacerebbe scrivere e illustrare i miei libri”. E quei libri, decisi, sarebbero sempre stati libri fantasy. Ma fino ai miei vent’anni non avevo mai creduto che i miei scritti fossero abbastanza buoni da essere pubblicati.

E la passione per la letteratura fantasy? Com’è nata?

Mio padre ci leggeva abitualmente delle storie per bambini, ogni sera prima di andare a dormire, quando eravamo piccoli. Quelle storie avevano sempre delle caratteristiche da favole, per esempio i famosi libri di Winnie the Pooh, o i libri di Peter Coniglio. Mia madre amava il fantasy e la fantascienza e faceva parte di un club del libro fantascientifico. Molte pareti di casa nostra erano riempite di librerie, e ogni volta che eravamo annoiati sceglievamo un libro e andavamo a raggomitolarci in una poltrona per leggerlo. Di norma questi libri erano pieni di magia, favole e leggende da tutto il mondo, o anche di magnifici racconti di fantascienza dell’era classica della fantascienza. Questi libri hanno alimentato la mia immaginazione e mi hanno anche dato un luogo dove scappare dalla realtà per un po’.

Per Cecilia Dart-Thornton essere una scrittrice è…
… come respirare. Non posso immaginare di non farlo, e non sopravvivrei senza. Quando non c’è carta e matita scrivo storie nella mia testa.

Quando stai scrivento, segui dei rituali particolari? Per esempio, ascolti musica o fai qualcos’altro?
Non ascolto musica quando sto scrivendo perché amo la buona musica e quando l’ascolto focalizzo su di essa la mia attenzione escludendo tutto il resto. O potrebbe essere che io sia una persona incapace di multi-tasking! Detto questo, preferisco sentire il canto degli uccellini fuori dalla mia finestra mentre sto scrivendo. Il loro canto e il silenzio sono gli accompagnamenti della saga che sta prendendo posto nella mia immaginazione.
Mi piace anche essere comoda mentre scrivo, né troppo caldo né troppo freddo, vestita con abiti comodi. E, cosa più importante di tutte, mi piace che le persone che mi stanno attorno mi concedano il tempo di scrivere senza interruzioni!

La prima cosa che mi viene in mente quando penso ai tuoi libri è la forte presenza delle creature folkloristiche. Com’è nata questa passione? E quanti studi hai fatto per poter scrivere di questo nei tuoi libri?
Amo i miti e le leggende di ogni paese, ma nella Bitterbynde Trilogy mi sono concentrata sul folklore britannico e quello delle terre celtiche. Le creature del folklore inglese sono spesso sorvolate dagli autori fantasy in favore di draghi, elfi, nani e troll scandinavi ecc. Quando ho scoperto i personaggi britannici me ne sono innamorata e ho voluto includerli nel mio mondo fantasy.
Sento che la mente umana è fortemente interessata alle creature delle favole. Molte di loro (i cavalli d’acqua, per esempio) appaio in storie di tutto il mondo. Questo indica che qualsiasi cosa essi rappresentino (il pericolo della profondità, l’acqua fredda, per esempio) è un tema potente in tutte le culture. Inoltre, queste favole sono molto antiche. Sono state tramandate di generazione in generazione, spesso puramente tramite passaparola. La gente si è preoccupata di preservarle e non l’avrebbero fatto se non ci fosse stata grande fascinazione per questi racconti.
Il mio amore per il folklore è nato durante la mia infanzia, quando leggevo tutti quei libri di racconti folkloristici e di favole da tutto il mondo. Non ho dovuto fare molta ricerca mentre stavo scrivendo perché mi ero già impossessata di molti libri su quel soggetto e perché le mie letture di piacere mi avevano dato una grande quantità di informazioni.

Puoi raccontarci com’è nata la Bitterbynde Trilogy?
Da quando ho letto i libri di Narnia e Il signore degli anelli ho voluto creare il mio mondo letterario. Un giorno mi sono seduta ad un tavolo e ho iniziato a descrivere questo mondo, e poi ho semplicemente continuato ad andarci. La storia è cresciuta raccontandola e alla fine ho capito che stava diventando la lunga storia che avevo sempre voluto scrivere. Sapevo poi che avevo bisogno di una trama, e non è così facile trovare quella giusta! Ho provato molte trame differenti, mentre continuavo a costruire a parole il mio mondo fantasy privato. Alla fine ho trovato la direzione giusta da prendere e sono stata finalmente capace di finire la storia.

E le Crowthistle Chronicles?
Questa serie è stata scritta perché volevo continuare a scrivere fantasy, e perché i miei adorati editori mi chiedevano altri manoscritti. Le idee di questa seconda serie sono state con me per lungo tempo, scritte su frammenti di carta qui e là. Ho revisionato le idee ed espanse in una serie di quattro libri.

Quale dei tuoi libri è il tuo preferito, se ne hai uno?
La ragazza della torre è il mio preferito perché è stato il mio primo e, credo, il mio migliore.

E quale dei tuoi personaggi?
Penso che Imrhiel (protagonista della Bitterbynde Trilogy, ndr.) sia il mio personaggio preferito. Lei sopporta così tanto, e prova così fortemente, e lei è gentile e affettuosa.

Ho letto che sei stata scoperta tramite internet. Tu hai postato una tua storia in rete e qualcuno ti ha contattato per la pubblicazione. E’ vero?
Sì! Vedi la risposta alla tua prima domanda.

Quanta Cecilia Dart-Thornton c’è nei libri di Cecilia Dart-Thornton?
Beh, un autore deve cercare di vedere la vita dalla prospettiva di ogni singolo personaggio quindi, in un certo senso, c’è un po’ di me in ognuno di loro, ma penso che ci sia più della me reale in Imrhiel che in qualsiasi altro personaggio. I suoi valori e la sua morale sono identici ai miei.

Hai un autore in particolare che ti ha ispirata per il tuo lavoro?
La mia storia preferita in assoluto è Il signore degli anelli. Il potere della prosa di Tolkien ha cambiato la mia vita interiore quand’era una bambina. Il mio autore vivente preferito è Tanith Lee, il cui lavoro è puro genio.

So che hai scritto anche alcuni racconti brevi. Cosa preferisci? La lunga o la corta distanza? E quali sono, per te, le differenze tra le due?
Preferisco scrivere storie lunghe perché sono molto verbosa di natura. E’ difficile, per me, scrivere racconti brevi. Una singola frase, quasi invariabilmente, chiede di essere espansa in tre frasi, poi in una coppia di paragrafi, poi in una pagina, poi in un capitolo… Ammiro le persone che sanno scrivere succintamente!

Sono curioso quindi… stai lavorando a qualcosa di nuovo?
Ho alcuni differenti progetti in corso ma sto scrivendo molto lentamente al momento, quindi potrebbe volerci molto tempo prima che tu possa vedere qualcosa di nuovo da me.

Il blog è seguito da molti aspiranti scrittori. Hai qualche suggerimento da dare?
a) Io dico sempre: “Semplicemente scrivi”. Più scrivi, meglio diventi. Scrivi qualsiasi cosa! Non importa se non è perfetto. Puoi sempre riordinare il tutto più tardi. Mettere le tue parole, i tuoi pensieri su carta è quello che conta.

b) Scrivi di quello che ami, di quello che ti ispira. Non importa se l’ultima moda nei libri sono i vampari o gli zombie o i codici segreti o cos’altro; ignora le ultime manie. Scrivo cosa TI affascina. La forza della tua fascinazione passerà in quello che scrivi e i tuoi lettori sentiranno la tua passione.
c) Se sei improvvisamente ispirato a scrivere una certa scena della storia, ma non hai ancora raggiunto quel punto, semplicemente fai un salto in avanti e scrivi la scena che ti ispira. Non lo scriverai mai altrettanto bene, se aspetti. Non importa in quale ordine tu scrivi la storia. Puoi rimettere tutto insieme più tardi.
d) Fidati delle tue intuizioni, del tuo istinto. In qualche modo capirai cosa ‘è’ giusto nella tua storia. Nessun’altro sa questo, solo tu.
e) Rivedi molto!
f) Non c’è nessun punto di quelli elencati che dica “mai arrendersi”, perché le persone che sono scrittori non possono aiutare a diventare scrittori, e loro ‘non possono’ arrendersi. Ma ricordati che molti dei nosri scrittori più famosi hanno avuto innumerevoli rifiuti prima di essere, alla fine, pubblicati.
Ho anche scritto qualche informazione per gli scrittori emerenti qui: http://www.dartthornton.com/faqpage/pg_new_write/faq_new_write.html

Ecco, io vi consiglio davvero caldamente la lettura di quest’autrice, che ringrazio davvero tantissimo per la sua gentilezza e disponibilità. Forse non vorrete cominciare le Crowthistle Chronicles, vista l’inconclusione, però la prima saga è davvero splendida e disponibile in economica Tea. Il modo in cui inserisce tutti quei miti, tutte quelle leggende, beh, è semplicemente unico.
Se leggerete, poi fatemi sapere, ovviamente, il vostro parere! 😉
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6 pensieri su “Intervista a Cecilia Dart-Thornton

  1. Eruannë ha detto:

    È stato veramente interessante leggere questa intervista, anche perché Cecilia è una dei miei autori preferiti.
    Sono ancora al secondo libro della trilogia (me tapina -.-'''), ma la trovo molto buona e, soprattutto, bella da leggere. È avvincente, piena di sorprese, mai banale e interessante, perché il mondo che è riuscita a creare ha qualcosa di veramente magico. Certo, si notano gli influssi di Tolkien certe volte, ma tutto ciò che c'è nei suoi libri è suo e lo si sente trasparire da ogni parola, ogni sfumatura della trama che lei ha voluto dare.
    I consigli per gli aspiranti autori sono estremamente utili ed è bene che chiunque abbia questa passione ne faccia tesoro =)

  2. Vocedelsilenzio ha detto:

    Grazie Eruanne, sono contento.
    E sonon contento che ti piaccia l'autrice, io l'adoro.
    Credo anch'io che, pur prendendo spunto, abbia creato qualcosa di tutto suo e particolare, che ti resta nel cuore.

  3. SybilVane ha detto:

    Ciao, Voce!
    Mi sono precipitata a leggere questa bella intervista subito dopo aver letto il tuo post nel mio blog. 😉
    Davvero molto interessante e, inutile dirlo, la mia curiosità ora è accresciuta. 🙂 Non vedo l'ora di avere “La ragazza della torre” tra le mie mani.
    Molto bello anche il tuo blog. A presto!

    PS: che ne dici di uno scambio-banner?

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