Sviluppi… inaspettati!

Visto che i commenti libreschi scarseggiano (per colpa de Il libro dei bambini che mi sta portando via molto tempo), ho deciso di continuare a parlarvi di ben altro.

A QUESTO INDIRIZZO, potrete vedere un video tratto da Le Invasioni Barbariche di Daria Bignardi, programma che, grosso modo, penso conosciate tutti.
Ebbene, si tratta di un mini confronto sullo sviluppo anticipato nelle bambine. Attenzione! Non si parla di sviluppo fisico, ma mentale… anzi, di atteggiamento. Vedrete infati un video in cui vengono riprese alcune lezioni di danza per bambine di massimo 10 anni, se ho ben capito, e alcune interviste a loro e alle loro mamme. Segue, in studio, un mini dibattito tra Pasqualina ( ex pupa), sua madre, tata Francesca (tata del programma SOS Tata), il giornalista Giacomo Papi, la stilista Luisa Beccaria e sua figlia quindicenne (sì, quindicenne…).

Sono rimasto piuttosto sconvolto.
Io non ho figli, però un giorno mi piacerebbe averne, e pensare che potranno essere come le bambine presentate nel filmato a me lascia un po’ perplesso.
Eh, sì, perché si vedono bambine che a danza cercano di fare i personaggi famosi, sculettando di conseguenza. Se vedono bambine che guardano Il mondo di Patty e idolatrano le Divine, ossia i personaggi cattivi della serie, che facendo le belle e le cattive ottengono sempre quello che vogliono, che danno consigli sbagliati, che dicono che l’intelligenza di un bambino la si vede dal mentire. Si sentono bambine che dicono che vogliono diventare famose perché è bello essere famose ed essere guardate e conosciute da tutta quella gente.

E io non posso rimanere calmo e tranquillo quando Pasqualina ci rimane male per le parole della tata la quale, ovviamente, dice di essere preoccupata per quelle ragazzine che fermano la Pupa per strada dicendole che vogliono diventare come lei.
Pasqualina dice che non c’è niente di male perché lei ha fatto quel programma coscientemente, per fuggire da una realtà degradata (la periferia di Napoli), perché vuole fare l’attrice e non se la sentiva di chiedere i soldi per una buona accademia ai suoi genitori, perché sa che quello che ha fatto le fa guadagnare soldi, la fa essere indipendente…

Ma tesoro mio! Piuttosto di vederti così io, genitore, faccio mille sacrifici per pagarti quell’accademia!
C’è una bella differenza tra il lottare per arrivare e lo svendersi per arrivare.

E poi mi chiedo come sia possibili che i genitori di quelle bambine le lascino facciano guardare certe cose. Resto basito di fronte all’atteggiamento da diva della bambina che legge gli stralci sulla Divina.

Sono folle io?

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17 pensieri su “Sviluppi… inaspettati!

  1. Fanno una tristezza queste cose… ma per me contano anche i genitori, l'esempio che danno, gli insegnamenti che danno. Genitori, maestre… le figure “adulte” di riferimento, insomma.

    Ovvio che se con i genitori la bimba parla giusto a cena, se le maestre non sono di quelle che ti ricordi a distanza di decenni, se crescono lasciate a sé stesse, alle amiche o alla tv senza controllo, la fine è questa.

  2. Sono d'accordo con tanabrus. Non ho visto il filmato perché sono al lavoro, perciò parlo in generale.
    Semplicemente, troppe persone fanno figli perché a 30 anni si fa un figlio, se no sembri strano, e poi non sanno crescerlo, dargli i giusti valori, e lo lasciano in balia ad una società che passa segnali sballatissimi.
    La sostanza non cambia, non è che fosse totalmente diverso 10, 20 o 30 anni fa, secondo me, è che il bombardamento mediatico fa prendere alla diseducazione un aspetto grottesco.

  3. Ma infatti sono super d'accordo con voi. Infatti, anche nel filmato, ci sono certi genitori che mi fanno rabbrividire.
    Il problema è proprio il fatto che, come dice la tata, se i bambini devono per forza guardare certe cose, i genitori dovrebbero sedersi a guardare 'Il mondo di Patty' con loro e parlarne, far capire cosa si sta vedendo e aiutarli a percepire nel giusto modo.
    Ovvio che, in casi così, c'è anche tutto da aggiustare a monte. Come dice anche Francesca, se i genitori fanno figli tanto per farli…

    Al grest dove ho fatto da aiuto, per esempio, ci è capitato un bambino piuttosto pestifero che ha anche alzato la meni, anzi i piedi, su un animatore. Il bambino, giustamente, è stato messo in castigo, però poi la mamma, psicologa, è arrivata tutta arrabbiata perché l'avevano messo in punizione e si è messa a dire che noi non capivamo suo figlio. Cioè, se questi sono i genitori…

    Il problema è anche che oggi, se un bambino non sta con la famiglia, ha molta più tv a disposizione e sepsso, quasi sempre, è un male. Il problema poi è anche che, magari, a mia figlia riuscirò a dare la giusta educazione, ma lei poi dovrà vivere in un mondo dove gli altri, in gran parte, saranno come quelle di cui ho parlato sopra.

  4. Esco dal coro.
    Spesso le persone, quando diventano genitori, senza rendersena conto, si comportano esattamente come avevano fatto le loro mamme e i loro papà. Un meccanismo perverso, già affrontato in molte questioni psicologiche cliniche. Per fare un esempio che tanto piace agli sceneggiatori di Criminal Minds, un bambino molestato da grande diventerà un molestatore.
    Questi genitori che non si curano dei figli, da piccoli da chi erano curati, accuditi, amati? Non erano forse lasciati allo stato brado e facessero un po' quello che volevano?
    I bambini di oggi hanno delle possibilità che io, noi, ci sognavamo! Dunque richiederebbero una vigilanza super extra attenta. Ma i genitori non sono abituati a farla.
    Ma, spezzando una lancia in favore anche del passato, ricordo benissimo che negli anni novanta, quando uscì il cartone animato di Ken il guerriero, c'erano levate di scudi pazzesche.
    Mio fratello fece litigate furiose con mio padre che lo riteneva troppo piccolo per vedere quel cartone animato anche se tutti gli altri lo vedevano.
    Infatti i bambini, le bambine si guardano l'un l'altro e tutti hanno una cosa,(ora è la moda degli elastici) vedono lo stesso programma (“Mamma, Alessandro mi ha detto che devo vedere Geronimo Stilton è sul canale X all'ora Y) e si ha un bel parlare che basta dirgli no.
    Non è mica facile vedere piangere il proprio figlio anche se si sa è per il suo bene.
    Non ho figlie femmine ma ricordo quella puntata delle Desperate House Wife in cui una delle figlie di Eva Langoria chiedeva perchè non si poteva truccare mentre la mamma sì! E la povera donna per dare il buon esempio andava a un party pallida e smunta senza un filo di trucco. Beh, dubito che molte donne, me compresa, riescano fare lo stesso per dare il buon esempio…forse una volta, ma tutti i giorni?
    Probabilmente questi poveri genitori, che non hanno avuto grandi esempi di genitori presenti, dovrebbero avere un pochino di aiuto dalla società.

  5. Daisy, hai ragione anche tu, però…

    Io ho (ho avuto fino a poco fa, ora meno) la possibilità di vedere da vicino molti bambini/ragazzini. E anche nel servizio della Bignardi non c'erano solo 2/3 bambine, ma molte di più. Dubito che sia tutto frutto del passato dei genitori.
    Io credo, e ripeto, credo (perché non sono genitore e so già che se mai lo diverrò sarò ung enitore frose troppo buono e permissivo) che possa NON essere un problema il fatto che una bambina guardi il mondo di Patty, però deve avere qualcuno che dialoghi con lei di determinate cose. Se io e mia sorella avessi guardato il mondo di Patty non credo saremmo diventati così.
    Mia figlia, fin che si tratta tutto di un gioco, ogni tanto se lo potrà (forse) pure mettere il rossetto di mamma, però il problema qui è del PERCHE' se lo vogliono mettere. Non vogliono fare le grandi, ma le dive. E' questo il problema. E il problema è anche che non vogliono essere Eva Longoria, che comunque la sua dose di capacità ce l'ha, ma Pasqualina, una che, di base, non sa fare nulla.

  6. Hai perfettamente ragione se passiamo alle nuove generazioni il messaggio che non serve faticare per ottenere le cose, ma basta essere di bella presenza, è la fine!
    Per il passato dei genitori, lasciamo perdere va, non voglio infettare il tuo blog con questioni politiche, ma se penso a tanti miei coetani, conterranei, mi metto le mani nei capelli e batto la testa su per il muro!

  7. Sai che puoi intasare quanto vuoi 🙂
    Perché? Che discorso faresti? Sarei curioso di sentirlo…

    Però, ecco, forse il problema è che anche tra i genitori c'è la stessa convinzione dei figli, sulla bellezza e il successo e cose così.
    Del resto, il giornalista, nel video, dice un concetto molto importante: le bambine non vogliono essere adulte, ma adolescenti, e così anche gli adulti.

  8. io sono estrema, lo so, ma non do scuse alle persone quando fanno del male agli altri. Se non sai passare i giusti valori a tuo figlio, forse dovevi pensarci prima. Se hai avuto dei problemi, forse dovevi risolverli prima. Proprio perché è difficilissimo crescere un figlio, non bisognerebbe – scusate – cacarli fuori perché fin da piccola ti hanno detto che è lo scopo di ogni donna.
    Se ad un bambino dai i giusti valori, può anche guardare “il mondo di Patty” da solo e capire quali sono gli atteggiamenti proposti come buoni e quali quelli messi ad esempio negativo.
    Quanti bevono il vino a pranzo senza far diventare alcolisti i figli? perché dev'essere diverso per il trucco?
    Credo che sia più importante dare gli strumenti per discernere che vietare cose a caso.
    E' difficilissimo, chi dice che è facile? proprio perché è difficile, penso che molte persone non dovrebbero avere dei figli, che dovrebbe essere una vocazione di pochi. Ci vorrebbe una “patente”, degli esami, dei controlli… non è possibile che per professioni molto meno delicate serva accertare di tutto e che i genitori li possano fare chiunque. (è una provocazione, questa, ma credo che renda l'idea di come la vedo)
    Sono d'accordissimo che i propri genitori siano l'esempio a cui si ricorre nel momento in cui si diventa a propria volta genitori. Avere avuto dei cattivi genitori non mi sembra una giustificazione per crescere una nuova generazione problematica.
    Io penso che sarei tra quelle mamme che strangolano il proprio neonato dopo la quinta notte insonne, per cui evito di fare figli (nonostante abbia avuto – a mio avviso, che sicuramente è un po' di parte – degli ottimi genitori).

    Quindi per me il problema non è la bambina che vuole diventare Pasqualina, chiunque essa sia, è la mamma che probabilmente avrebbe voluto esserlo a sua volta e lo augura a sua figlia. E' chi gliel'ha indicata come donna “arrivata”. Io credo di aver visto qualche mezza puntata di patty a casa di qualche parente con figli, e non credo che nessuno prenderebbe d'esempio le Divine se non avesse già, in famiglia, dei metri di valutazione… “un po' particolari”.

  9. Mi aggancio all'ultima parte del discorso, perché sul resto devo pensarci sù. 🙂

    Infatti mi spaventa molto che le mamme lascino fare. Così come mi spaventa la mamma di Pasqualina che in trasmissione se la prende con la tata e col giornalista i quali si preoccupano di questi desideri di somiglianza con una pupa.
    La penso come te quando affermi che se il bambino ha ricevuto determinate cose (insegnamenti, conoscenze, strumenti…) può benissimo guardare il mondo di Patty capendo cosa succede. Io credo di aver sempre capito chi era il cattivo nelle cose che guardavo io…

  10. sul resto non mi aspetto che qualcuno sia d'accordo con me. 😛 come dicevo, io sono estrema, la pensassero tutti come me e ci estingueremmo nel giro di un paio di generazioni. Però sono fatta così, su tutto. O decidi di mettere l'anima in qualcosa, sei consapevole di potercela fare, oppure fai a meno. Io sono terrorizzata da una società che mi chiede QUANDO (e non SE) ho intenzione di avere un bambino. E' una cosa delicata, una cosa difficile… e viene data per scontata, per qualcosa che chiunque può fare, per qualcosa che ci si aspetta da tutti. Ed è evidente che non tutti sono in grado, come non tutti sono in grado di fare gli insegnanti. Eppure, per quanto ci siano insegnanti orridi, è più difficile diventare insegnanti che diventare genitori… ma non credo che sia meno delicato.

  11. Guarda, mi trovi perfettamente d'accordo su queste ultime cose. Il pensiero che sia quasi un obbligo, che sia scontato mi fa rabbrividire. E forse, effettivamente, c'è anche questo alla base dei problemi con le ragazzine di cui sopra.

    Sono d'accordo anche sulla delicatezza della cosa e sul quanto sia difficile e sul 'non tutti sarebbero adatti a farlo'.

    Come non essere concordi, poi, sugli insegnanti? Io ho avuto insegnati orribili e conosco insegnanti ottimi che rischiano il posto (thanks Gelmini) o che sono stati precari per 30 anni.

    Vabbè… è tutto un gran bel casino!

  12. uhmmm, quanta carne al fuoco…
    Condivido pienamente il discorso sui desideri repressi dei genitori proiettati sui figli.
    Francesca hai ragione anche quando dici che i figli devono essere una scelta ponderata e non costretta dall'opinione comune. Purtroppo ho visto troppe volte genitori “per caso” essere molto più bravi di genitori impreparati, consapevoli, anche amorevoli se vogliamo.(Voce citava una mamma psicologa…chi meglio di lei potrebbe avere una patente di genitorialità, eppure…)
    E' come un icesberg, vedi solo la punta, una volta genitore esce una parte di te che non credevi di avere, era sommersa, e se sei stato amato, capito, sostenuto, sarai per certo buon genitore. Insegniamo solo quello che sappiamo.
    Giusto per chiarezza io non giustifico nessuno, ci mancherebbe! Cerco di capire perchè accadono certe cose e dire che bisogna trasmettere valori è tanto bello a parole ma i bambini ci guardano ogni momento e non è quello che dici che imparano ma quello che fai. Quindi sì, il problema è a monte, riguarda la persona adulta, e si dovrebbe fare di più sia le mamme e i papà (perchè i figli si fanno in due, ma poi, chissà perchè, se sono maleducati, aggressivi, o altro si guarda sempre la madre, quasi che il padre fosse un optional). Infatti quando si parla di questi temi la presenza maschile è minima, quasi che il problema educativo fosse solo una questione femminile… Ma anche su questo schema obbligato della società ci sarebbe così tanto da discutere e non posso sempre affittare questi miniappartamenti a Voce 😉

  13. Forse mi sono espressa male, non volevo riferirmi ad una preparazione teorico/didattica, ma proprio ad essere pronti ad essere un esempio, come dici tu.
    Questo voglio dire… se non sei sereno con te stesso e come coppia, come puoi pensare di avere un figlio a cui passare queste insicurezze? Purtroppo mi sembra molto comune l'idea, ad esempio, di fare un figlio per tenere insieme la coppia quando il rapporto è traballante. Io inorridisco.
    Oppure se, come dicevamo prima, hai avuto un rapporto problematico con i genitori che non hai superato, come puoi voler un figlio su cui proiettare tutto questo?
    Non dubito che, come dici, delle buone persone finite ad essere genitori per caso possano scoprirsi ottimi genitori. Proprio perché brave persone forse hanno accolto nella sua totalità questa responsabilità, cosa che io non credo tutti siano in grado di fare.
    Ovviamente rimane solo la mia opinione, da osservatrice esterna.
    Mi infervoro un po' su queste cose perché l'idea obbligata di “matrimonio e figli” me la sento mettere addosso fin troppo spesso. Poi vedo certe famiglie, certe situazioni… e non riesco a pensare che non sia colpa di questa idea preconfezionata di raggiungimento della felicità.

  14. “se non sei sereno con te stesso e come coppia, come puoi pensare di avere un figlio a cui passare queste insicurezze? Purtroppo mi sembra molto comune l'idea, ad esempio, di fare un figlio per tenere insieme la coppia quando il rapporto è traballante. Io inorridisco.”
    Anche io. Condivido ogni singola sillaba.
    Notte, vado a nanna, perchè se dormo poco rischio di diventare una mamma isterica XD

  15. Riguardo alla provocazione di Francesca… ci sono “corsi pre-matrimoniali”, no? Per preparare al matrimonio, etc. etc.
    Non vedrei affatto male un “corso genitoriale”, degli incontri settimanali con qualcuno che cerchi di inculcare nelle teste dei genitori un minimo di educazione da impartire ai figli. Magari da fare con i corsi per il parto, non so, ma qualcosa che cerchi di responsabilizzare i futuri genitori.
    Non arrivo al patentino per figliare, si entra nella fantascienza, ma dei corsi per cercare di salvare il salvabile.

    Poi lasciamo da parte l'aspettativa sociale nei tuoi riguardi, che dopo una certa soglia d'età comincia a scrutarti e a far partire il nastro del “l'obbiettivo finale è matrimonio + figlio\figli”.
    Io sto cercando da diverso tempo di far capire al parentado che non mi metterò mai con qualcuna solo perché “bisogna trovare qualcuna da sposare”, e che se non ci sarà nessuno che mi interesserà realmente, per quanto mi riguarda starò benissimo da solo. Per ora è una battaglia contro mulini a vento, chissà che col tempo riesca a smuovere qualcosa nel mio piccolo (ma ne dubito).
    E immagino per una ragazza sia anche peggio, quanto a pressioni dei parenti…

  16. Francesca, posso benissimo immaginare a cosa ti riferisci quando dici di 'sentirti addosso' certe idee. Nella nostra società, così evoluta e così retrograda allo stesso tempo, la tua situazione è proprio da rogo! XD (non è un'offesa eh! :))

    Però credo che abbiate fatto tutti dei discorsi molto logici e sensati. Credo sia naturale che non tutti quelli che hanno buoni propositi riescano poi ad attuarli, però se, effettivamente, si parte con l'idea di fare un figlio perché ne sento davvero il desiderio, perché so di poterlo amare sanamente, allora si parte già col piede giusto.
    Se si mette al mondo una creatura solo perché è ora, perché sei avanti con l'età, per tenere unita la coppia (quante volte la si sente?)… ecco, allora è meglio evitare.

    E anche dei corse pre-concepimento non è un'idea da scartare. Non dico tanti incontri, giusto qualcuno per parlare di cosa vuol dire diventare genitori.

    Daisy, ho ancora qualche monolocale libero. Basta che me lo dici in anticipo e te lo prenoto! 😉

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