Pan

Ah! Che bel romanzo! Mi ci voleva proprio!
Ok, devo ammettere che, nell’ultimo periodo, le mie letture sono state tutte buone letture, che ho saputo apprezzare molto, però ‘Pan’ ha una marcia in più e, come un vampiro, mi ha morso il collo e non è più riuscito a staccarsi.
Bella e originale la storia, una sorta di rievocazione di Peter Pan, dove ne vengono esaltati quei paticolari che, nel romanzo di Barrie, sfuggono ai più. Quì Pan è più pestifero, più sfacciato, più crudele… e il suo scontro con Uncino fa riflettere molto il lettore. Insomma, diciamocelo, chi ha mai tifato Capitan Uncino?
Ma in questo libro, almeno per quel che mi riguarda, non si riesce a tifare completamente per Peter, perché non è proprio quella che si potrebbe definire l’incarnazione del bene.

Meglio un mondo zeppo zeppo di regole? O meglio un mondo che di regole è completamente privo? Probabilmente una via di mezzo sarebbe la soluzione migliore. Una soluzione che Uncino e Pan, proprio per la loro natura di ‘dei’, di ‘assoluti’, non riescono a pensare. Allora, in questo caso, da che parte stai?

Scrittura ottima, stile perfetto; tra le pagine di questo libro si profuma un amore sfrenato per Roma che non può non contagiarti, e anche un amore sfrenato e incontrollato per l’incanto… ‘Chi alla meraviglia chiude gli occhi, di morte sente tredici rintocchi’.
Consigliato, caldamente consigliato.
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