I di Illustrazione

Come anticipato alla riapertura del blog, i post del venerdì saranno dedicati a un determinato argomento che varierà di mese in mese e che cercherò di studiare/approfondire/scalfire attraverso libri, persone, luoghi… in somma, attraverso storie.

L’argomento di questo mese è l’illustrazione.

Non se bene il motivo che mi ha spinto verso questa decisione. Forse sono state alcune scoperte impreviste e interessanti, come il magnifico Illustratore Italiano (del quale avremo tempo di parlare in seguito). O forse, molto più semplicemente, tutto nasce dal fatto che a casa mia, in questo periodo, di libri illustrati ne girano parecchi.
Leggendoli con il Pupo mi sto rendendo conto della capacità che hanno i disegni di raccontarci qualcosa. Qualcosa che non è solo il testo presente nella pagina, ma anche qualcosa d’altro, qualcosa di oltre. L’illustrazione può divenire una lettura “a parte”, una lettura ulteriore. L’illustrazione è un aiuto a vedere meglio il mondo. Non è una spiegazione della vita, come a volte pretende di essere la letteratura, è piuttosto uno strumento che vuole aiutarti a comprendere quanto il mondo possa essere diverso da quello che ti appare in un primo momento. In un’illustrazione non conta solo il disegno della sua totalità, ma conta anche il tratto, il colore scelto, i particolari, il materiale, ecc.

Questo primo post però voleva essere una discesa dolce nel mondo delle figure e quindi mi sembrava giusto partire con una cosa che sono ‘abituato’ a fare in un contesto come questo: dare suggerimenti. Suggerimenti libreschi, ovviamente. In fondo, non è forse più semplice vederla un’illustrazione, piuttosto che spiegarla?

Nel momento in cui ho dovuto scegliere quali albi mi sentivo di consigliare, mi sono però trovato in difficoltà. Quello dei picture book è un mondo estremamente vasto e vario che comprende molti oggetti anche diversi tra loro (per esempio, in quest’ultimo periodo sono affascinato dai silent book, ovvero libri completamente senza parole).
Come decidere, quindi, quali lavori suggerire?

Poi ho pensato che questo è un blog personale. È una specie di diario delle mie letture, delle storie come le vedo io, quindi perché non soffermarmi su dei lavori che in qualche modo mi riguardano?
Ecco quindi che i tre (più uno bonus) consigli che vado a fornirvi sono consigli di puro cuore. Come del resto dovrebbe essere un buon consiglio.
Non sono necessariamente i più rappresentativi, i più belli o i più premiati della loro specie. Sono ‘solo’ opere che io ritengo estremamente ben fatte e alle quali, in qualche modo, mi sento legato.

Un diario personale per storie e immagini, quindi.

Il primo albo non poteva non essere quello di una fiaba.
Le fiabe sono sempre state, e oggi lo sono più che mai, parte del mio essere lettore. Non ne sono un grande conoscitore, sebbene stia tentando di rimediare, ma ne sento pesantemente il fascino e ne percepisco l’importanza. Senza contare che hanno costituito le uniche ‘letture’ che sono riuscito a leggere/farmi leggere da piccolo.

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The tale of the firebird è una sorta di controparte russa a una fiaba che mia madre mi leggeva da piccolo: L’uccello d’oro.
L’uccello d’oro è una fiaba che mi facevo raccontare allo sfinimento, prima di andare a dormire. Mia mamma è perfino arrivata a registrarmela su di una cassettina (sì, son vecchio) perché ormai non ne poteva più di continuare a raccontarmela all’infinito. Parla di un ragazzo molto testardo (al limite dello stupido mi viene da dire) che non segue i consigli ma che, per sua fortuna, viene salvato da chi è più saggio di lui. Se volete leggerla, la trovate a casa dei fratelli Grimm.
The tale of the firebird è una fiaba in parte diversa, ma è pensando a L’uccello d’oro che mi ci sono avvicinato. Questa versione è forse più magica e le illustrazioni di Genaddy Spirin che accompagnano il testo sono di una magnificenza degna degli zar. Sono quasi barocche, e io amo il barocco, ricche e istoriate. Sono piene di luce preziosa che nasce da oro e ricchezza, e allo stesso tempo nascondono note di profonda tenebra, grigi e cieli scuri…

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Se si vuole puro piacere per gli occhi, questo è l’albo giusto.
Unica pecca, lo trovate solo in inglese.

Il secondo libro che vi consiglio è Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie illustrato da Yayoi Kusamae edito in Italia da Orecchioacerbo.

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Ho scelto questo testo perché Alice è IL personaggio letterario che più mi accompagna nella vita e nelle letture. Il libro di Carroll è per me qualcosa di importante e inavvicinabile e insostituibile e quindi doveva essere in questa lista.
Di Alici illustrate, poi, ce ne sono fino allo sfinimento (tra le mie preferite c’è per esempio quella di Rebecca Dautremer, pubblicata in Italia da Rizzoli), ma questa versione… questa versione rivela una cosa importantissima: le storie sono di tutti e ognuno le ‘legge’ come vuole, seguendo una propria visione. Questa versione ci rivela quanto non solo la nostra individualità prenda forza dalle storie che leggiamo/sentiamo, ma anche quanta forza le storie possano prendere dalle singole individualità. Io lo trovo favoloso.

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Se volete vedere una storia arciconosciuta in una visione personalissima…

Ho poi scelto un volume targato Topipittori: C’era una voce.

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C’era una voce, di Berardi e Gottardo è un albo molto bello e delicato, specialmente se paragonato ai due albi citati qui sopra, nei toni e nei colori e nelle figure che sono estremamente ampie, prive di piccoli dettagli. Tendono ad abbracciare più una scena d’insieme che un particolare.
È un libro che potrebbe passare come a sfondo religioso (e in effetti lo è), ma che secondo me può essere visto come un qualcosa di più ampio: la voce, la parola è all’origine di tutto. È la parola che spiega, che racconta, che rende il tutto reale.
Troppo spesso la parola perde la sua importanza. Troppo spesso le si concede poca attenzione, la si sceglie senza la cura di cui avrebbe bisogno.
Ecco, C’era una voce ti dice che la parola ha grande potere.
E, ripensandoci, risulta quindi interessante che questo sia stato, praticamente per caso, il primo libro che io e mia moglie abbiamo letto al nostro bambino mentre era ancora in pancia.

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Poi c’è il bonus.
Lo chiamo bonus perché è un lavoro in cui sono implicato e quindi…
Sto ovviamente parlando di Fiabe per leoni veneziani, l’antologia di fiabe classiche ri-ambientate a Venezia e scritte da una decina di magnifici autori. Tra l’altro, se voleste acquistarlo sappiate che i diritti d’autore vengono dati in beneficenza all’associazione UILDM di Mestre.

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Lo cito qui perché avendo gestito il progetto ho avuto il privilegio di poter veder nascere le illustrazioni che in esso sono contenute.
Sono opera di Vincenzo Sanapo, che ha uno stile unico e magico.
Vedere i bozzetti che, come bruchi, sono poi diventati farfalle colorate mi ha fatto capire come un’illustrazione, sebbene nasca (in questo caso) dalla storia scritta, si evolva in verità in maniera diversa. Penso per esempio a come Vincenzo mi ha raccontato del lavoro fatto sul disegno di accompagnamento della fiaba di Barbara Fiorio: Spumiglia. Vincenzo mi disse che aveva pensato di dare gli abiti da farfalla alla strega cattiva perché simboleggiasse qualcosa di bello ma terribilmente velenoso. Oppure l’illustrazione della fiaba di Fulvia Degl’Innocenti, che ri-racconta Cappuccetto Rosso e che ha per protagonisti un topino e un gatto. Vincenzo ha ben pensato, per rendere ancor più veneziano il contesto, di rendere queste due creature sottoforma di maschere.

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L’illustrazione, in somma, è un’arte speciale che andrebbe apprezzata maggiormente. Non solo correda le storie ma le ripensa, le impreziosisce e te le fa leggere in modo diverso. Eppure c’è la tendenza a dare poca importanza a questi lavori, a considerarli per bambini e a spenderci sopra giusto due secondi, passando in fretta alla pagina (scritta) successiva.
Ecco, tra le tante cose che le illustrazioni ci insegnano potrebbe esserci il tempo: usalo, fermalo, riempilo, prenditelo.

***

The tale of the Firebird, di Gennady Spirin
Philomel Books, 32 pagine, 16,52 €

Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie, di Lewis Carroll e Yayoi Kusama
traduzione di M. Graffi, Orecchio Acerbo, 181 pagine, 30,00 €

C’era una voce, di Alessandra Berardi e Alessandro Gottardo
TopiPittori, 40 pagine, 30,00 €

Fiabe per leoni veneziani, di AA.VV.
Studio LT2, 130 pagine, 15,00 €

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6 pensieri su “I di Illustrazione

  1. Bellissimo! L’illustrazione come il disegno vengono costantemente ridotti a comunicazione infantile quando ha così tanto da offrire (ecco perché proprio i bimbi sanno coglierne la potenza!). Sono molto contenta di aver scoperto questa tua iniziativa, cercherò di stare attenta e non perdermi niente. Topipittori pubblica tante storie carine, ma quella di Alice devo assolutamente trovarla. Mi sembra imperdibile! Alice nel paese delle meraviglie è davvero un grande classico per allenare la fantasia, ma non è sempre facile riuscire a inserirci l’essenza del proprio stile e raccontare la propria visione. Ma quando succede…magia!

    • Ti do ragione su tutto quello che hai detto. E a questo proposito ci sarà pure un post dedicato a un libro che parla di albi illustrati in modo molto bello… ma a fine mese. 🙂
      Alice è molto particolare, ti fa davvero capire che tutto è soggettivo e ognuno vede le cose a suo modo.

  2. Anche io ho un debole per i libri illustrati, e quelli che hai presentato qui sono davvero interessanti (in particolare, mi hai fatto scoprire Spirin, che non conoscevo e che pare davvero meraviglioso).

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