Da domanda nasce domanda

Di recente ho seguito alcune discussioni online. Discussioni riguardanti le recensioni, il blogging, ecc.

Perché lo facciamo?
Perché parliamo di libri? Perché pretendiamo di poterlo fare, di poterli giudicare, di poter dispensare consigli?
Si tratta davvero i farlo ‘per sé’? Oppure c’è qualcos’altro?
E a cosa dovrebbe portare tutto questo?
Ma poi, dovrebbe davvero portare a qualcosa?
E cosa penso di offrire a chi mi legge? E cosa offro davvero?
Non sarebbe meglio leggere e basta? Senza secondi fini, secondi scopi?

Allora mi sono chiesto cosa stessi facendo davvero io, e sebbene non tantissimo tempo fa, in occasione del compleanno del blog, io abbia asserito di gestire questo blog per piacere personale, ora son qui che mi chiedo: che cosa sto facendo?

Ogni tanto vengo colto dall’idea di riaprire uno spazio dedicato alla letteratura per l’infanzia, mio grande amore. altre volte mi piacerebbe ricreare una cosa simile al Galassia Cartacea collettivo che Marco Locatelli aveva messo in piedi qualche anno fa, per parlare, bene, di young adult. Altre volte mi piacerebbe soffermarmi sugli albi illustrati.
Ma poi mi chiedo: a che scopo? Perché? E come?

E la verità è che non so davvero cosa rispondermi.

Quindi questo posto va in pausa.
Definitiva? Boh.
Lunga? Boh.

Vi ringrazio per avermi letto fino a qui e vi auguro belle letture.

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3 pensieri su “Da domanda nasce domanda

  1. unpiccolofioreneldeserto ha detto:

    Per il poco che forse può valere, a me dispiace leggere queste parole! A volte sono capitata per di qui e ho letto qualcosina, anche se i “consigli letterari” li leggo poco perché non ho il tempo (o meglio, mi impongo di non farlo) di dedicarmi ai libri che vorrei leggere, figurarsi aggiungere altro alla lista già di suo chilometrica… Per cercare di dare una risposta alle domande sopra: i libri si presentano da soli e i bei libri si scrollano di dosso qualsiasi indagine o commento critico, è vero. Per conoscerli veramente bisogna leggerli, questo è un dato di fatto. Ma se ne parla perché, una volta letti, viene istintivo il desiderio di diffondere, commentare, stimolare, dispensare consigli… Non da critici, da lettori (comuni). Se ne parla semplicemente perché ci piacciono i libri 🙂 E a mio parere è sempre meglio parlarne che non farlo.
    Detto questo, se ritieni che (posso dare del tu? Mi sembra sempre stranissimo su internet, nella vita reale non lo darei) una pausa di riflessione per capire dove vorresti indirizzarti sia la soluzione migliore, rispetto la scelta e ti auguro che le risposte arrivino presto.
    Fiorella

    • Andrea Storti ha detto:

      Grazie Fiorella, ti assicuro che il tuo commento vale molto (e sì, il tu va benissimo).
      È vero che il bisogno di esternare c’è ed è naturale, e allo stesso tempo è però vero che ormai ci sono talmente tanti blog che si occupano di libri che mi sembra quasi di dire cose scontate, o di essere ridondante, o, boh… non ne capisco più il valore.
      Con questo non voglio dire che assolutamente sparirò, che non scriverò più o cose simili. Però voglio un po’ pensarci su, o magari ripensarmi.
      Vedremo.

  2. caffedicarta ha detto:

    Ciao, una pausa a volte ci sta per ritrovare entusiasmo e quelle motivazioni che hanno spinto a muoversi la prima volta. In tanti parlano di tanto, chi bene chi male, la domanda giustamente è perché? Perché ti va! Forse ci facciamo troppe domande (a volte sbagliate) quando sarebbe meglio fare semplicemente quello che ci va, non importa questo dove ci porterà o se siamo banali o non è l’idea perfetta. Basta non restare fermi, non farsi prendere dal perfezionismo o dai grandi obiettivi che a volte distruggono la possibilità di spiccare il volo. Sarò brutale ma una volta mi hanno ricordato che giungiamo tutti alla stessa fine, dunque tanto vale godersi il percorso senza troppe paranoie! 😉
    Ovviamente se occuparti di questo spazio ti pesa o hai bisogno di ricercare l’entusiasmo è sacrosanto prendere fiato! Ma se ti diverte e se c’è anche solo mezza scintilla che si accende perché rinunciare? Non lasciarlo vagare da solo troppo a lungo. È tuo, puoi sfruttarlo come desideri ed è sacrosanto a volte fregarsene delle discussioni.

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