La ragazza in blu (Speciale Susan Vreeland)

Ho conosciuto Susan Vreeland in occasione della sua comparsata alla Fiera del libro di Torino di qualche anno fa. C’era venuta per presentare La vita moderna.
Io non avevo ancora letto niente di suo, ma quella che poi è diventata mia moglie si era innamorata de La passione di Artemisia, e quindi siamo andati ad ascoltare l’autrice, visto che non capita per di qua tanto spesso.

È stato amore.

No, sul serio.
Sfido chiunque di voi ad andare a sentire la Vreeland parlare e a non innamorarvene. È una persona così a modo, che ama così tanto l’arte e il lavoro che svolge, ed è di una gentilezza…
Per dire, mi ricordo che, per l’occasione, si era scritta una lettera in italiano. Da sola! E l’aveva letta per ringraziare i suoi lettori. È stato davvero bellissimo, e generoso, e… l’ho già detto bellissimo?

Da allora, la conoscenza di quest’autrice è stata approfondita. Ho letto molti suoi titoli e l’ho sempre trovata meravigliosa.

Mancava da qualche tempo sulle scene e ora sta, finalmente, per tornare con un romanzo che attendo con ansia: La lista di Lisette.

la lista di lisette 01

È il 1937 quando Lisette giunge a Roussillon, un villaggio della Provenza appollaiato in cima a una montagna, con le case dai colori armoniosi che si inerpicano fino in vetta e sembrano abitate da elfi, fate e cantastorie.
Vent’anni, e nel cuore la speranza di un apprendistato alla galleria d’arte Laforgue di Parigi, Lisette approda nel villaggio con l’animo tutt’altro che incline all’idillio. André, il marito, ha deciso di abbandonare la capitale e trasferirsi in quel borgo sperduto perché il nonno, Pascal, gli ha chiesto aiuto a causa della sua cagionevole salute. Per andare in suo soccorso, André ha rinunciato al prestigioso ruolo di funzionario nella Corporazione degli Encadreurs, l’associazione dei corniciai parigini, e Lisette al suo anelito d’arte.
A Roussillon, però, i due non si imbattono affatto in un anziano malandato e in fin di vita, ma in un aitante ottantenne in evidente buona salute. Col cappello scamosciato aderente al cranio come una seconda pelle, Pascal trascorre il suo tempo sul campo di boules, a sfidare amici e conoscenti a colpi di bocce d’acciaio grandi come pugni.
Ritrovarsi nella provincia francese per soccorrere un vecchio che, all’apparenza, non ha alcun bisogno d’aiuto sembrerebbe un’autentica beffa per la giovane coppia e per Lisette, in particolare, la parisienne che considera Parigi la sua felicità e la sua anima. Nel chiuso, tuttavia, della sua casa, un edificio a due piani con lo stucco d’un ocra sbiadito, un rampicante stentato sopra la porta e, accanto, una fioriera con una pianta avvizzita di lavanda, Pascal mostra a Lisette e André la ragione vera del loro arrivo a Roussillon: sette dipinti appesi alle pareti che raffigurano casolari di campagna, campi con montagne sullo sfondo, fanciulle, nature morte, teste mozzate. Sette quadri che lasciano Lisette a bocca aperta poiché le nozioni d’arte apprese dall’amico Maxime non le consentono di sbagliare: quei dipinti sono dei capolavori di Cézanne, Pissarro e altri grandi maestri. Incomparabili opere d’arte in un «villaggio fuori dal mondo»! Costituiscono la lista di Pascal, il tesoro che il vecchio ha ricevuto dalle mani stesse degli artisti quando anni prima, «giovane, sprezzante e pieno di grandi idee», aveva pensato di improvvisarsi corniciaio a Parigi. Doni preziosi che racchiudono meravigliose storie d’arte e d’amore che Pascal vuole raccontare al nipote e alla sua giovane moglie parigina perché non vadano perdute.
Diventeranno la «lista di Lisette», i dipinti che la parisienne proteggerà quando, scomparso Pascal e perse le tracce di André, il rombo dei cannoni nazisti cercherà di zittire ovunque la civiltà e, in ogni città e contrada d’Europa, le SS, su ordine di Goering e Goebbels, si daranno al saccheggio e al furto di migliaia di opere d’arte.

La lista di Lisette arriva in libreria il 6 novembre, ma per ingannare l’attesa ho deciso di fare un piccolo speciale dedicato a Susan.
Ogni giorno lavorativo che ci separa dal fatidico evento sarà accompagnato da un post in cui viene presentata un’opera d’arte legata a un romanzo dell’autrice americana.
Ogni giorno un capolavoro diverso, riferito a un titolo diverso. Ognuno presentato dalle parole della stessa Susan Vreeland che tanto gentilmente ha deciso di partecipare a questo piccolo progetto.
È poca cosa, ma spero possa risultare un piacevole modo per passare il tempo che ci separa dalla nuova pubblicazione.

La prima opera è strettamente legata, ovviamente, a La ragazza in blu. Un libro la cui storia si forma su una serie di racconti, al centro dei quali c’è un quadro di Vermeer che passa di famiglia in famiglia. Un quadro che non esiste, in verità. Un quadro che potrebbe essere tra quelli andati perduti… Ma qual’è il lavoro del maestro olandese che più piace a Mrs. Vreeland? Lo scopriamo dalle sue stesse parole.

“Giovane donna con una brocca d’acqua” mostra Vermeer al culmine delle sue capacità.
Le pieghe del copricapo bianco inamidato della donna sono dettagliate attraverso la magistrale esecuzione delle ombre. Sul tavolo coperto da un drappo turco c’è un piatto d’argento e una brocca che sono talmente ben lucidati che la fantasia del drappo si riflette sul lato inferiore del piatto, e l’ambiente rosso e blu sono brillantemente tracciati sulla brocca.

 

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