Qualcosa di bello e anche un po’ bullo

Ho scoperto che a volte è bello ‘rovinare’ i libri.

L’ho scoperto con il Pupo.

L’ho scoperto grazie a questo libro qui.

9788879267311

Sono sempre stato un lettore piuttosto maniacale, per quanto riguarda la cura dei libri. Niente segni, niente ‘orecchie’ come segnalibro, ore per scegliere quale volume fosse il migliore tra le pile esposte in libreria, grida disumane quando un romanzo cadeva per terra col rischio di strappi, ecc.
Voi mi capite. Lo so.

Poi, però, è arrivato il Pupo.
Volevo, e voglio, che i libri siano per lui oggetti con cui avere confidenza, non idoli religiosi da pregare stando a debita distanza. Per questo motivo ho sistemato i suoi libri nella stessa libreria dei miei. Per questo motivo se ogni tanto prendeva o prende un libro per adulti, io glielo lascio fare, come gli lascio trattare quel libro come vuole (ovviamente nei limiti della decenza). E se lo apre a caso e mi chiede di leggere, io leggo.
Certo, un paio di volumetti avrebbero bisogno di un chirurgo estetico, ora, ma in compenso a lui piace giocare coi libri, gli piace toccarli e aprirli, e magari poi non li guarda più di tanto, ma comunque li reputa oggetti importanti come le macchinine o il Didò.

Poi è venuto il mio turno di ‘sporcarmi’ le mani. E di questo me ne sono reso conto proprio in questi giorni, mentre stiamo leggendo, ogni tanto, qualche racconto del libro di Vivian Lamarque.

Il fatto è che leggere a voce alta è diverso dal leggere per conto proprio. Ci sono passaggi che vanno enfatizzati, ci sono versi, ci sono grida e sussurri. Ci sono vite che vivono.
In un libro come questo, poi, tutto è enfatizzato.
Sarà che Lamarque è una poetessa, sarà che, molto semplicemente, è brava. Fatto sta che le sue storie si prestano molto alla ‘recitazione’, la richiedono quasi, e impongono ritmi diversi a seconda della frase, della parola, della storia in questione.

E così, quando al Pupo leggo la storia del bambino cerottino, o quella del bambino nascondino, io devo piegare la copertina flessibile per riuscire a tenere tutto il volume con una sola mano. Devo agitare l’altra per recitare. Devo sfogliare velocemente per trovare altre storie divertenti, devo sbatterlo sul tavolo se c’è da sbatterlo sul tavolo e devo lasciare che il Pupo le legga a sua volta, da solo, con tutti le pieghe e gli strappi che ne conseguono.

È un libro fatto di tanti bambini, questo.
Ci sono bambini che hanno una storia a tutti gli effetti, come la bambina dai capelli verdi che spiega come mai quei capelli sono diventati di quel colore, e che racconta di quando un altro bambino si innamorò di lei.
Ma ci sono anche storie che, più che storie, sono descrizioni, come appunto il bambino cerottino, che ha sempre un motivo per mettersi un cerotto. (Anche il Pupo ama mettersi i cerotti, e a differenza del bambino del racconto li mette specialmente quando non c’è ragione per metterli).

Questi bambini, come il Pupo, richiedono l’azione. Odiano la staticità e vogliono il movimento, il turbinio delle pagine che corrono e una cura diversa per l’oggetto libro, una cura più fisica, più ‘sporca’, più vissuta. Com’è giusto che sia una bella avventura.

LA BAMBINA BELLA E IL BAMBINO BULLO
e altre storie di bambini e bambine
di Vivian Lamarque
Illustrazioni di Giulia Orecchia
Einaudi Ragazzi
Pagine: 144
Età: da 5 anni

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...