Lince Rossa

La letteratura, ma anche l’arte in generale, non è fatta di sola tecnica, di sole regole. Non può essere fatta solo di questo.
Ci deve essere anche qualcos’altro, dentro. E dico dentro proprio perché questo qualcos’altro non dico debba essere il cuore del progetto, ma almeno i polmoni. Un organo, in somma.
Questo qualcos’altro potremmo chiamarlo anima, oppure emozione, passione, carattere, forza… quello che volete. È un tratto che io non saprei descrivere a dovere, ma che serve a far risplendere un contenitore altrimenti vuoto.

A Lince rossa e altre storie mancano proprio i polmoni.

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Con una tecnica davvero invidiabile che attinge a piene mani dai maestri della letteratura americana, Lee riesce a mettere insieme delle storie scritte con grande intelligenza ed elegante savoir faire, ma che peccano di essere ‘troppo’ tecniche, troppo studiate.

Un racconto, più di un romanzo, ha bisogno di avere un’anima forte, perché deve colpire subito, non ha tempo da perdere. In questo caso, però, è come se ci trovassimo dinanzi a delle fotografie fatte da me, che in materia sono negato: inquadrano benissimo la scena, ma mancano di trasmettermi una qualche sensazione (sia essa disgusto, piacere, amore…), se non forse il ricordo di qualcos’altro.

Non voglio dire, con questo, che Lince rossa e altre storie non sia un bel libro, anzi. Specialmente la prima metà offre al lettore dei racconti davvero buoni (il secondo è per me degno di nota), capaci di disegnare donne e uomini intenti a cercare di dare un senso, uno scopo alle loro vite, intenti a tentare di tenere il loro destino per le redini, senza riuscirci davvero.

Sono anche storie di perdita. Anzi, credo che Lince rossa e altre storie giochi molto sul ‘levare’.
La Lee toglie sempre qualcosa: un marito, una sicurezza, un luogo, una speranza… Sono tutti cambiamenti, graduali o improvvisi, che a tratti potrebbero sembrare marginali ma che ‘sconvolgono’ l’intero racconto, l’intera esistenza.

Rimane però il problema che manca qualcosa.
C’è tanto ‘mestiere’, in queste pagine, ma non c’è, a mio avviso, un vero coinvolgimento.

Di certo, a Rebecca Lee darò un’altra possibilità. Anzi, attendo impaziente una sua nuova prova per stabilire se, in quanto esordiente, possa trasformare questa sua grande tecnica in vera arte, o se rimarrà una ‘professoressa’.

Lince rossa e altre storie
di Rebecca Lee
Traduzione di Sara Reggiani
Edizioni Clichy
240 pagine
15,00 €

 

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