Chi di noi

C’è una cosa che accomuna La tregua a Chi di noi, romanzo d’esordio di Mario Benedetti appena portato in Italia dagli amici di Nottetempo. Questa cosa è l’uomo mediocre, banale. O meglio, è il fatto che uno dei protagonisti di entrambi i romanzi si reputi tale, abbia coscienza di non essere niente di speciale.
C’è però una differenza.
Mentre il protagonista de La tregua sa di essere un uomo qualunque senza per questo compiangersi, il personaggio ‘principale’ di Chi di noi è invece uno che, in un certo senso, vuole essere mediocre. Si è attaccato questa etichetta e ci crede fino in fondo. Ma sarà davvero così?

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Chi di noi è un bellissimo concerto a tre. Una storia raccontata da tre differenti voci, quelle dei tre protagonisti della storia.
C’è il marito che ha il compito di aprire le danze con il monologo più lungo. È lui l’uomo mediocre. Racconta la sua storia, dalla giovinezza fino a ora, enfatizzando il lato speciale della sua futura moglie e di quell’amico che sembrerebbe così perfetto per lei, e allo stesso tempo si toglie meriti e capacità cercando di rendersi il più insulso possibile.
C’è poi una lunga lettera della moglie, che infine cede alla visione del marito, non senza aver prima mostrato al consorte quanto si fosse sbagliato. Su tutto. Quanto la situazione attuale fosse colpa del suo voler credere a un determinato disegno, a una determinata idea che si era costruito da solo.
E poi c’è la conclusione ad opera del terzo personaggio. L’amico. L’amante. Lo scrittore che rielabora le vicende grazie alla letteratura, trasformando e allo stesso tempo scavando nella sua storia.

Chi di noi è un gioco di scatole. Ne apri una e scopri una storia. Ne apri un’altra e capisci che niente è come sembra. Apri la terza e comprendi che ogni vicenda esiste in più realtà diverse tra loro, una per ogni persona coinvolta.
Siamo vittima di noi stessi e del modo in cui vediamo le cose. Questa è l’unica verità possibile.

Con la sua scrittura bella e precisa, minima ma indispensabile, Benedetti ha regalato ai suoi lettori un piccolo capolavoro, proprio come era stata per me La tregua. Una storia veloce come una freccia, e proprio come una freccia abilissima a conficcarsi nelle nostre carni. Chi di noi, in fondo, non crea le proprie storie seguendo la propria visione? Chi di noi non si chiede cosa stia davvero pensando l’altro? L’amico? L’amante? Chi di noi non pensa di essere una persona qualsiasi, banale, pur sperando in fondo al cuore di essere almeno un po’ speciale? Almeno per qualcuno?

 

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3 pensieri su “Chi di noi

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