La luce è più antica dell’amore

Un uomo è quello che ha visto.

Ci salverà la bellezza?
Questo era il tema di un Salone del libro di qualche anno fa. Non mi ricordo l’anno esatto, e non mi interessa neppure cercarlo. Fu però una delle edizioni a cui riuscii a partecipare, e mi ricordo benissimo che sui programmi, sulle locandine, ovunque spiccava il bel volto e la fluente chioma della Venere di Botticelli.

agguato all'incrocio

Ci salverà la bellezza? è un po’ anche uno degli argomenti de La luce è più antica dell’amore, il terzo libro che io leggo di questo autore, Ricardo Menéndez Salmòn, un autore che ad ogni lettura si rivela più immenso, più grandioso, più ‘luminoso’ di come lo avessi immaginato fino al romanzo precedente.

La storia ruota attorno a quattro personaggi: tre pittori (di cui due inventati, mentre il terzo è Mark Rothko) e uno scrittore (che forse rappresenta l’autore stesso e forse no). Sono quindi quattro storie che si uniscono, si intersecano, si mescolano e formano un testo che diventa difficile definire, che attinge al presente e al passato e allo storico e al fantastico.

Ma c’è poi davvero la necessità di definirlo?

La luce è più antica dell’amore è una riflessione su cosa sia l’arte, e di conseguenza la bellezza, e su cosa l’arte possa fare per noi in quanto ‘fruitori’, ma anche su cosa voglia dire ‘crearla’, quest’arte.

La luce è più antica dell’amore rappresenta la benedizione che l’arte è per noi.
Non è, in fondo, una benedizione questo libro? Che così tanto mi ha fatto meravigliare? Che così tanto mi ha fatto pensare?

La luce è più antica dell’amore rappresenta la maledizione che l’arte è per l’artista, una maledizione che pone l’uomo in una posizione scomoda: perché creare? A quale scopo? E c’è uno scopo? E quali limiti devo avere? Ci sono limiti?

Ma forse, e soprattutto, La luce è più antica dell’amore è un urlo disperato, un grido che vuole incitare ogni artista ad essere fedele a se stesso e a quello che lui crede. L’arte deve osare. Deve spingere. Deve pulsare. Non deve essere serva.

È stata una lettura importante, questa, per me. Un dono prezioso.
Mi ha ricordato che tre colori su una tela possono anche non essere solo tre colori su una tela. Mi ha fatto vedere cose che non avevo ancora notato. Mi ha fatto capire che la bellezza non serve a niente, ma che forse è importante proprio per questo.

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Mark Rothko – Blue and grey 1962

Leggete Ricardo Menéndez Salmòn. Leggetelo tutti. Leggetelo tutto.

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Un pensiero su “La luce è più antica dell’amore

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