Le uscite della settimana

Eccoci, eccoci! Anche questa settimana siamo giunti al venerdì!
Ma solo a me sembra che il tempo scorra quasi troppo in fretta?
Vabbè, comunque sia il venerdì è il giorno dedicato alle pubblicazioni più interessanti (secondo me) che sono giunte in libreria nell’ultima settimana. Quindi, via con la lista della spesa!

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cover_CILENTOEcco, siccome io sono sbadato (ma c’è da dire anche che ci sono talmente tanti editori e talmente tante pubblicazioni che dovrei star lì un mese per passarli tutti) la settimana scorsa non ho segnalato un volumetto che invece mi ispira un sacco. Un libro che sembra mescolare ironia e crudeltà, e che tra l’altro ha un titolo stupendo.

La madonna dei mandarini, di Antonella Cilento
144 pagine, 13,00 €, NN Editore

Tutto accade a Napoli nell’arco di sei mesi, benché la storia narrata potrebbe accadere in qualunque città d’Italia: Statine, studente in medicina a carico della nonna, è fra i volontari di una piccola associazione cattolica che cura disabili e ragazze madri, diretta da Simone Mennella su consiglio dell’avvocato Mimì Staibano e finanziata da don Cuccurullo, parroco alla moda. È una delle ragazze madri, Amalia, ad avviare la vicenda aggredendo Simone, ma sarà la presenza di Agata Sòllima, madre di uno dei ragazzi disabili, a catalizzare gli eventi.
Fra violenza e comicità, ipocrisie e teatrali colpi di scena, La Madonna dei mandarini racconta di nuove povertà, economiche e morali, del conflitto tra essere e apparire, tipico dei nostri giorni, ma anche di desideri, vanità e della bellezza offesa.

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la-questione-piu-che-altro-d466È poi uscito questo nuovo titolo Nottetempo che io ho già letto. E proprio perché l’ho già letto vi dico: compratelo! Io ve ne parlerò per bene lunedì. O meglio, ve ne parlerò a modo mio, quindi forse non si capirà niente, ma vi assicuro fin da ora che vale la pena leggerlo!

La questione più che altro, di Ginevra Lamberti
203 pagine, 13,00 €, Nottetempo

Nella valle dove vive, la questione piú che altro è che Gaia si annoia di noia mortale. Nel suo presente immobile si affacciano nonno-di-giú, che racconta la sua storia di vedovo di successo in un programma tv del pomeriggio, nonna-di-su, che ha chiesto a santa Rita da Cascia di proteggerla, la madre, che ha divorziato per eccesso di traslochi e il padre, che ha tracce di polmoni nella nicotina e un’irrefrenabile voglia di ridere. Mancano diciannove giorni a Natale, ventiquattro a Capodanno, qualcosa di piú all’ultimo esame. Dato che Gaia si annoia e non ha abbastanza soldi per fare il giro del globo in orizzontale e tagliarlo in due, cosí magari si apre e dentro ci trova ciò che le manca, si trasferisce prima a Mestre e poi nella laguna piú bella del mondo. Solo che neanche lí c’è quello che cerca, il lavoro è sempre un “lavoretto”, il padre si ammala, i nonni invecchiano e Venezia non è che il fondale di cartone per i selfie dei turisti. Con un tono brillante e una lingua che richiama le favole e le filastrocche, nel suo romanzo di esordio Ginevra Lamberti racconta una generazione che cerca di inventarsi un futuro lontano (il piú possibile) dal presente e finisce per scoprirlo come il premio di una caccia al tesoro.

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fata ghiacciTorna in libreria Maxence Fermine, che è un amore che mi porto dietro da tempo. Anzi, è un mio amore adolescenziale, di quelli che poi fai fatica a dimenticare.
Le sue storie sono fiabe e questa in particolare è il terzo e ultimo atto di una vicenda che si svolge tra mondi bizzarri e creature particolari. Tra l’altro ho con l’autore un’intervista in sospeso da circa un anno che vedrò di completare quanto prima. Almeno spero!

La fata dei ghiacci, di Maxence Fermine
Traduzione di S. Arecco

176 pagine, 12,00 €, Bompiani

Malo pensava di trascorrere una spensierata vacanza sugli sci, ma il giorno stesso del suo arrivo in montagna si scatena una tempesta di neve. Una strana tempesta di neve. E mentre cerca di non perdersi, il giovane finisce per scontrarsi con una ragazza bellissima e misteriosa, che vive in una casa di ghiaccio. Il suo nome? La Fata dei Ghiacci. La sua missione? Accogliere i viaggiatori che si sono smarriti nel Regno delle Ombre d’inverno. Così Malo torna per la terza volta nel Regno delle Ombre, un luogo che ama molto, almeno quanto gli fa paura. E se questa esperienza non fosse frutto del caso, ma piuttosto un’occasione per affrontare le sue paure? Con l’aiuto della Fata dei Ghiacci, infatti, dovrà vivere molte avventure e trovare così la sua strada. Maxence Fermine, autore di Neve, torna dopo La piccola mercante di sogni e La bambola di porcellana con un racconto che trasporterà tutti i lettori nel regno incantato della poesia e dell’immaginazione.

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978888832071_James_Breve-storia-di-sette-omicidiConcludo poi con un ‘librone’. Un romanzo candidato al Booker Prize di quest’anno che arriva in Italia grazie a Frassinelli. Una storia che mi incuriosisce molto perché parla di un luogo che non ho mia approfondito, la Giamaica, e perché parte da fatti storici di cui non sapevo nulla. In somma, una storia per me tutta da scoprire.

Breve storia di sette omicidi, di Marlon James
Traduzione di Paola D’Accardi

708 pagine, 24,50 €, Frassinelli

Vicina al reggae, eppure così distante dalla rivoluzione pacifista auspicata dalla religione rastafari, nel 1976 la Giamaica trabocca di proiettili, miseria, stupri, droga, mafia, servizi segreti e poliziotti corrotti. Il 3 dicembre, alla vigilia delle elezioni politiche, e a due soli giorni dal grande «concerto per la pacificazione», organizzato da Bob Marley («il Cantante») per attenuare le tensioni che dilaniano l’isola e la sua disperata capitale, sette uomini armati irrompono nella villa di Marley, e feriscono lui, la moglie, il manager e molte altre persone. È un episodio storicamente accertato, del quale pubblicamente si è detto pochissimo, mentre moltissimo è stato raccontato, sussurrato e cantato per le strade di West Kingston. Chi erano gli attentatori? Che fine hanno fatto? Chi li aveva mandati? Breve storia di sette omicidi – oltre a essere un romanzo che colpisce per lo stile complesso, vario e seducente – è il racconto, epico e polifonico di questa vicenda, e di questi uomini. Un ambizioso e compiuto ritratto del lato oscuro della Giamaica, e non solo, dagli anni Settanta agli anni Novanta. Un poema lungo vent’anni, nel quale si intrecciano i destini di decine di personaggi le cui vite sono state irrimediabilmente segnate dagli eventi del 1976: chi impegnato semplicemente a sopravvivere, chi a nascondersi, chi a prendersi tutto. E anche quando l’azione si sposterà principalmente negli Stati Uniti, il fantasma di quei giorni giamaicani continuerà ad aleggiare su ognuno di loro.

Tra l’altro, io vi inviterei a leggere l’interessante nota alla traduzione che trovate sul sito dell’editore.

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E voi? Cos’avete trovato di bello in libreria?

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