Per un altarino a Nadia Terranova

Ogni volta che leggo un libro di Nadia Terranova mi verrebbe da innalzare un piccolo altarino in suo onore. Sotto ci sarebbe scritto: A Nadia Terranova, protettrice delle storie semplici ma bellissime.

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I motivi per cui vorrei farlo sono tanti e svariati, e magari ne riparleremo a brevissimo, però un motivo più che sufficiente è il fatto che, nel suo ultimo libro, Le nuvole per terra, lei abbia scritto questo:

Peggio che essere tormentata da una bulla, c’è solo il guaio di starle simpatica. Tutti ti guardano con sospetto. Tutti si chiedono perché non ti odia come odia gli altri. Tutti si chiedono perché non la odi come la odiano gli altri. Tutti, sotto sotto, ti invidiano.

E questo:

Dopo quindi anni che condividi tutto con una persona, sei disabituata all’idea che possa esistere una cosa tutta tua. Se la trovi, è ovvio non volerla condividere neanche con le tue migliori amiche. Vuoi tenerla per te, e chi se ne frega se è dolorosa, strana, imbarazzante. È un movimento logico, e molto, molto umano.

E poi questo:

La paura che a parlare sempre d’altro si finisca per perdersi e non trovarsi più.

E anche questo:

Maura corre dietro a un tuffo al cuore e lo riacchiappa per la coda.

E questo:

Gli arredatori hanno sempre trovate geniali, che però devono scontrarsi con la realtà. Un po’ come certe poesie sull’amore, parole da sogno, parole perfette, ma cosa c’entrano con la vita di tutti i giorni?

E questo (che io inizio già a pensare):

Cosa non sa di suo figlio?

E questo, che io adoro:

Quattro bocche, quattro tradizioni familiari, quattro palati diversi. Fino a un attimo prima i genitori erano fuori da ogni orbita di memoria, presi com’erano, i Quattro in Fuga, dal diventare grandi. Di più: se qualcuno avesse osato invocarli, i genitori sarebbero stati rinnegati d’urgenza. D’improvviso invece l’abitudine viene rivendicata, è la loro identità, quella che li differenzia. Lo capiscono, anche se non lo dicono: la tavola li dividerà.

Ma anche questo:

Forse questo è l’amore, pensa Rebbi, una cosa che nasce già tradita.

E poi questo:

La morte sembra una favola quando si è bambini, e i grandi si concentrano su come spiegarla, dimenticando di occuparsi di un altro problema: sì, ma dopo la morte, ai vivi, cosa succede?

Ma delle nuvole per terra ne riparliamo prestissimo!

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