I centonovantanove gradini

Michel Faber è uno dei miei idoli letterari.

Lo è per il me lettore.
Perché da quando ho letto Il petalo cremisi e il bianco ho capito di aver trovato un autore in grado di emozionare molto, moltissimo, ma anche capace di saper creare storie complete, intense, intelligenti, senza il bisogno di dar loro forme comuni, standard.

Lo è per il me aspirante scrittore.
Perché non ho ancora trovato nessuno capace di cambiare genere così repentinamente, mantenendo sempre un incredibile stato di grazia.
Ha scritto una storia vittoriana lunga e complessa e incredibile (Il petalo cremisi e il bianco), un romanzo fantascientifico per me crudelissimo (Sotto la pelle), un libro sul fanatismo (Il Vangelo del fuoco) e ora, con Il libro delle cose nuove e strane, un altro romanzo che strizza l’occhio alla fantascienza, ma che invece si sta rivelando un racconto immensamente umano, quasi mistico. E in ognuno di questi casi, io ho sempre trovato un’enorme coerenza. Ho sempre scoperto un autore capace di immedesimarsi profondamente con la storia che sta trattando. E non è affatto semplice.

3357222-9788845279270

Giovedì sera, quindi, attendendo con impazienza di poter mettere le mani sul nuovo romanzo, mi sono dedicato alla lettura di uno dei due testi di questo autore che ancora mi mancavano: I centonovantanove gradini.
Si tratta di un racconto lungo, in verità. O di un romanzo molto breve.
Io l’ho letto nella prima edizione Einaudi, ma da un paio di giorni è reperibile in una bellissima nuova versione targata Bompiani.

Si tratta di un racconto molto semplice. O almeno, la trama è molto semplice: c’è una lei che fa l’archeologa e che di notte si ritrova a fare sogni inquietanti. E c’è un lui, con un cane, che con lei si trova incredibilmente bene, malgrado i continui scambi di opinione piuttosto accesi. E c’è un piccolo mistero, nascosto dentro una bottiglia, scritto tra le pagine di un’antica pergamena.

Siamo davanti a uno dei lavori ‘minori’ di Faber. Su questo non c’è dubbio. Eppure questa storia è di una classe, di un’elegante delicatezza che ti lascia distrutto. È un racconto diretto. Preciso. Sono pagine che parlano di dolore e di paura. Quella paura che abbiamo spesso, quella che tutto possa andare storto. Perché la vita ci ha abituati a questo, giusto?

A questo libercolo viene spesso associato l’aggettivo gotico. E, sì, in parte lo potrebbe pure essere. Ma a mio avviso è solo l’unione di due frammenti di vite diverse, che si incrociano e si annusano, ma che sono troppo reali, troppo concrete per rischiare una collisione. E il gotico, forse, sta proprio in questo senso di inquietudine, di spaventoso, che aleggia sulla protagonista senza mai realizzarsi davvero.

Salendo I centonovantanove gradini lo spazio per la felicità è poco. C’è piuttosto molta oscurità. Molta notte. Molti sogni bizzarri. E anche quando la felicità sembra sbocciare, è sempre un germoglio esile. Non diventa mai un fiore completamente formato.

Faber è un autore che secondo me può piacere a chi ama i racconti (per la cronaca, lui ne ha scritto tre antologie) perché, sempre secondo me, anche nei suoi lavori più lunghi, anche nel petalo cremisi, lui si comporta come un autore di racconti. Lascia sempre quel non detto, quell’alone di mistero, quella goccia di ‘incomprensibile’, che rende il tutto molto più… vero. Molto più reale.

Ecco. Per me Faber è questo: il reale calato in contesti particolari. E anche I centonovantanove gradini mi conferma questa capacità di saper intrappolare dei momenti che, per quanto ‘estremi’ o ‘bizzarri’, alla fine si rivelano episodi che coinvolgono i sentimenti di tutti.

Annunci

Un pensiero su “I centonovantanove gradini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...