Blogtour: “L’inchiesta”

Ok. È lunedì e questo basta a deprimermi enormemente. Lo ammetto.
Per mia fortuna, però, oggi ospito sul blog una bella cosa, quindi l’amarezza dell’inizio settimana è piuttosto stemperata da quello che state per leggere qui.

Se seguite il blog probabilmente avete già avuto modo di leggere, nei miei sproloqui, che negli ultimi tempi sto riscoprendo passioni sopite, come per esempio lo studio della storia, e per forza di cose, quindi, anche di antropologia, religioni, ecc. È quindi con estremo piacere che ospito questa penultima tappa del blogtour dedicato all’ultima fatica di Mario De Martino.

Logo - L'inchiesta blog tour

Mario è un autore molto speciale, per me.
Perché l’ho conosciuto online, in un forum di appassionati di letteratura fantastica, quando ancora non aveva pubblicato niente. E poi perché ho avuto la fortuna di leggerlo più volte e di assistere, quindi, a un percorso che l’ha visto crescere in maniera esponenziale. Se non mi sbaglio ha già pubblicato sette romanzi, ed è più giovane di me. E ad ogni romanzo il suo stile migliorava, e diventava più bello, e più accattivante e…
E ora sta per pubblicare il suo primo saggio. L’inchiesta, appunto.

Inchiesta

Come dicevo poco prima, io so che Mario è molto bravo. So anche che è una persona molto studiosa e molto preparata, uno che si appassiona alle cose e che non le fa a casaccio. Anzi! Quindi credo che questo suo nuovo libro ossa essere un’occasione unica per scoprire (riscoprire?) lui come autore, ma anche per apprendere qualcosa sul rapporto tra la religione e il come questa ci viene insegnata/spiegata/divulgata. Sì, perché di questo parla L’inchiesta. Un argomento particolare, intenso, e sicuramente interessante.

Mi piacerebbe molto soffermarmi a parlarvi di questi argomenti perché mi interessano particolarmente, e credo proprio che cercherò di organizzare qualcos’altro con Mario, però mi sembra giusto, almeno in quest’occasione, mettere da parte tutte le mie ciance e lasciare spagio al blogtour. Anche perché Mario stesso vi parlerà del suo libro qualche riga più sotto.

Quindi… io vi dico solo che QUI trovate un giveaway del libro (ma non solo), mentre le tappe precedenti del blogtour le potete recuperare su Franci Lettrice Sognatrice, su Libri del cuore e cuori di libri e sul sito di Mario De Martino. E l’ultima tappa avrà luogo il 23 giugno, sempre sul sito di Mario!

E ora, signore e signori, ecco la mia intervista all’autore, dove scopriamo qualcosa di più sul libro.
Buona lettura!

Ciao Mario, e grazie per essere qui nel Meleto. Chi frequenta questo angolino del web probabilmente ti conosce già, ma siccome è passato un po’ di tempo dalla tua ultima visita, io direi di partire col classico: ti va di presentarti?
Ciao Andrea, e grazie per l’ospitalità! Mi chiamo Mario, vivo in provincia di Napoli e mi interesso di tematiche che alcuni definirebbero “particolari”. Chi mi legge sa che mi piace intrecciare le trame dei miei romanzi con questioni legate all’esoterismo e ai misteri del nostro passato.
Sono laureato in Lettere (con una tesi in Storia) e mi sto specializzando in Filologia.
Chi è interessato a scoprire qualcosa in più sul mio conto, può seguirmi su http://www.mariodemartino.com 

Se ne è già parlato durante questo blog-tour, ma per rinfrescare la memoria e per farlo sapere a chi ancora non ne sa nulla, ci racconti un po’ di cosa parli ne L’inchiesta?
L’inchiesta è un breve saggio il cui intento è sollevare domande nei lettori. Talvolta ci si azzarda anche a tracciare una strada plausibile per la ricerca delle relative risposte, ma non è mia intenzione spacciare per verità assolute le mie ricerche.
Sai, c’è una metafora che ci propinano continuamente e che condivido davvero poco: il pastore che indica al gregge il cammino più adatto per ricevere una risposta ai dubbi che lo affliggono. Non mi piace considerare la società un gregge che accetta passivamente tutto ciò che gli viene inculcato. Credo, piuttosto, che ognuno abbia l’intendimento necessario per tracciare autonomamente il proprio sentiero.
Tornando a L’inchiesta, ti dirò che il suo scopo è tentare di capire se ci sono (e, nel caso, quali sono) discrepanze tra ciò che ci insegnano e ciò che è effettivamente riportato nei testi sacri. 

Da dove nasce questa tua necessità di scovare, e condividere, le ‘incongruenze’ che ci sono tra quello che ci viene raccontato e quello che effettivamente è scritto nei testi sacri? E perché proprio di religione hai voluto trattare?
Per risponderti, è necessario raccontare un piccolo aneddoto.
L’estate scorsa ho avuto una conversazione un po’ “animata” con una signora da poco tornata da un pellegrinaggio a Medjugorje; si parlava dei valori cristiani, dell’importanza della religione e dell’accettare Dio nelle nostre vite.
Addentrandoci ancora di più nella questione, abbiamo finito col parlare della Bibbia e, in particolare, dell’Antico Testamento. Alla mia domanda: “Ma lo sa che nell’Antico Testamento non si parla di monoteismo?” ha sgranato gli occhi. Può sembrare un controsenso, ma in effetti è così: nell’Antico Testamento si parla di enoteismo, non di monoteismo; non c’è un Dio riconosciuto da tutta l’umanità: ogni popolo venera la propria divinità, e quello di cui ci parla la Bibbia è il Dio del popolo d’Israele, uno tra i tanti (la Bibbia cita anche i nomi delle altre divinità). A questo punto sarebbe necessario chiedersi se il Dio cristiano non sia frutto di una “appropriazione indebita”.
Dal nostro confronto sono emersi altri punti interessanti: la maniera in cui si è affermato il Cristianesimo, le effettive prove storiche dell’esistenza di Gesù, l’autenticità delle reliquie e della Sindone di Torino (e preciso “di Torino”, perché ne esistono diverse altre).
Tornato a casa con la testa piena di dubbi pensai di trascrivere alcune domande che mi avrebbe fatto piacere sottoporre a un religioso. Ne scrissi talmente tante che… è venuto fuori un libro.
Quando dico che L’inchiesta è un libro fatto di domande lo penso sul serio: è per questo che è nato. 

Cosa speri di ottenere con questo volume? Cioè… cosa vorresti che i tuoi lettori imparassero, o percepissero?
Per duemila anni ci hanno detto cosa imparare e cosa percepire, non è mia intenzione insegnare niente a nessuno. Tra l’altro, sarebbe una sfida persa in partenza: come si possono contrastare duemila anni di diffusione del pensiero religioso?
Il mio scopo è invitare i lettori a riflettere con la propria testa (non con quella degli altri, e meno che meno con la mia), mettendo un attimo da parte convinzioni secolari e dogmatismi. 

Mi chiedevo se non avessi mai pensato, durante la stesura del progetto, all’accoglienza che potresti ricevere. Intendo dire che per quanto tu non voglia trattare dell’esistenza di Dio, ma del come Dio sia stato tramandato, ovviamente metti le mani in campi in cui è sempre facile venire attaccati. Non hai paura di reazioni negative? E, allo stesso tempo, non hai paura di aver guardato il tutto con occhio troppo clinico? Perché la religione non è solo testi sacri, quindi è sempre un settore molto complicato…
Sì, ci ho pensato. Ed è per questo che ho tentato di illustrare, fin dalle primissime pagine del libro, qual è la mia posizione.
Il volume si apre con una premessa “necessaria”. L’aggettivo non è buttato lì a caso. Di solito si tende a lanciare un’occhiata annoiata alle premesse contenute nei libri: spero che i lettori non assumano questo atteggiamento con L’inchiesta, in quanto è proprio lì che spiego i fini della mia ricerca.
Prima di entrare nel vivo del saggio, inoltre, definisco dieci quesiti a mio parere fondamentali. Il primo di essi è incentrato sulla differenza tra fede, spiritualità e religione.
Cito dal dizionario Treccani:

Fede: credenza piena e fiduciosa che procede da intima convinzione o si fonda sull’autorità altrui più che su prove positive.

Spirituale: che è immateriale, esente da materialità, che appartiene alla sfera dello spirito. Designa ciò che è proprio dello spirito, inteso come complesso e centro della vita psichica, intellettuale e affettiva dell’uomo.

Ne consegue che fede e spiritualità sono questioni troppo complesse, troppo intime per poter essere analizzate, in quanto atteggiamenti propri di ciascun individuo.

Religione: complesso di credenze, sentimenti, riti che legano un individuo o un gruppo umano con ciò che esso ritiene sacro, in particolare con la divinità. Designa anche il complesso dei dogmi, dei precetti, dei riti che costituiscono un dato culto religioso.

La religione, come si è letto, è tutt’altra cosa. La religione è un “complesso di credenze” che accomuna diversi individui a un unico “gruppo”. La religione è fatta di dogmi, precetti e riti.
La religione non è propria di ciascun individuo: per dirsi cristiano, un credente deve comportarsi da cristiano; insomma, un cristiano deve credere che Gesù Cristo è il figlio di Dio… se non crede in questo, non è un cristiano.
La religione, quindi, può essere analizzata, studiata nel suo processo storico-antropologico. Si può risalire all’origine di quei riti e di quei dogmi in quanto conosciamo le fonti di tutto ciò: i testi sacri.
Insomma, di fede e spiritualità non mi occupo perché sono atteggiamenti troppo intimi, inafferrabili, propri a ciascun individuo. Di conseguenza non parlo di Dio, proprio perché sarebbe difficile (se non impossibile) formulare un giudizio risolutore. Ho anche cercato di essere totalmente super partes riportando – sempre in queste “dieci domande di apertura” – due teorie contrastanti: la prima, quella di Anselmo d’Aosta, che tenta di dimostrare l’esistenza di Dio; la seconda, quella di Bertrand Russell, che tenta invece di negarla.

Mi chiedi, poi, se ho paura delle reazioni negative. La mia inchiesta è frutto di una ricerca, le tesi che espongo sono state formulate da storici, antropologi e pensatori del passato e del presente: sono tutte ben note a chi studia questi argomenti. Io mi sono limitato a condensarle in un volume e a illustrarle al pubblico. Poi, ognuno è ovviamente libero di farne ciò che vuole. 

Che tipo di ricerche hai svolto per scrivere L’inchiesta?
Be’, anzitutto ho fatto la cosa più semplice di questo mondo: ho letto la Bibbia. L’ho fatto senza alcun tipo di scetticismo, i dubbi sono venuti dopo.
Purtroppo, non è una cosa molto scontata; mi chiedo quanti cristiani abbiano effettivamente letto la Bibbia almeno una volta nella loro vita.
Ho poi consultato libri che trattano l’argomento e mi sono confrontato con esperti della materia. A ciò si è aggiunta la mia smodata passione per tutto ciò che ha a che fare con la Storia… 

Ci vuoi/puoi raccontare qualche fatto interessante che hai scoperto durante la lavorazione del volume?
Più che di “scoperte” si potrebbe parlare di constatazioni. Nei testi sacri è scritto che Gesù ha avuto fratelli e sorelle; la presenza di un bue e di un asino in occasione della nascita di Cristo è attestata esclusivamente nei vangeli apocrifi; i re magi non erano tre e non erano nemmeno dei re; Lucifero, nominato una sola volta nella Bibbia, non è un nome proprio (tra l’altro, nemmeno Satana lo è); il Cristianesimo ha riadattato numerose festività pagane (compreso il Natale); per quanto riguarda gli autori della Bibbia si parla sempre, ed esclusivamente, di attribuzione pseudoepigrafa; i dieci comandamenti che conosciamo non sono quelli trascritti sulle tavole della legge (stando al libro dell’Esodo); Barabba non è un nome proprio, ma un patronimico che significa “figlio del padre”… e si potrebbe continuare. 

È la tua prima opera di saggistica, fino ad ora hai scritto esclusivamente narrativa. Com’è stato questo passaggio? Quali le difficoltà e quali i pregi?
La narrativa permette di evadere, di ideare e costruire mondi tutti nuovi… ma, come si suol dire, a volte la realtà è più interessante della finzione. È stata una bella sfida e sono felice che la 0111 edizioni abbia deciso di investire su questo libro, inaugurando una nuova collana. 

Credi scriverai ancora saggistica? E la narrativa? Hai già progetti in cantiere?
Sicuramente scriverò, perché non posso farne a meno. Riguardo al “cosa”, forse è un po’ presto per dirlo, ma non ho alcuna intenzione di abbandonare la narrativa.
Insomma, non vi libererete facilmente di me.

Io ringrazio tantissimo Mario per la sua disponibilità e per la sua gentilezza, e vi invito, ovviamente, a procurarvi qualche suo testo.
Vi segnalo anche che è possibile leggere un’anteprima del volume CLICCANDO QUI, mentre è possibile pre-ordinarlo usufruendo di uno sconto del 15% QUI.

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