To Bookpride and back

Sabato c’è stato il Bookpride a Milano. Bè, no. Sabato ci sono andato io, ma in verità il Bookpride c’è stato pure il venerdì e anche la domenica. L’importante, comunque, è che di sabato ci sono andato pure io, in barba allo stato comatoso-influenzale in cui versavo, che mi faceva sembrare uno zombie sordo da entrambi i lati.

E la giornata era pure iniziata bene (se non si considera la levataccia alle 5 di mattina), con un bel sole (quando è sorto), con il viaggio in prima classe (causa esaurimento posti economy) sul FrecciaBianca che includeva la colazione. Ah, e la compagnia di Senti le rane, che si sta rivelando davvero un libro stupendo.

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Sono giunto nel capoluogo lombardo. E anche lì sembrava tutto così perfetto: il cielo era azzurro, la temperatura ottima, la città sembrava addirittura bella e il treno era stato puntuale! Poi però ho dovuto prendere i mezzi pubblici. Quelli suggeriti da Google. E no, non ci siamo proprio. Ma vabbè, la colpa è stata mia che mi sono fidato di un computer. di un motore di ricerca e di quattro arzille operatrici dei trasporti pubblici milanesi. Comunque sono riuscito ad arrivare ai Frigoriferi e lì ho incominciato a godermi il Bookpride (almeno per quanto mi fosse possibile, visto i dolori ad ogni parte del corpo il quale, tra i 2 km a piedi e la mia perfetta forma fisica da quasitrentennesedentarioinfluenzato, ormai non sapeva se gettarsi sotto un tram o nell’area ristoro con tanto di bottiglia di vino).

Cosa dire dell’evento in sé? Che mi è piaciuto. Subito sono rimasto un po’ freddino nel vedere gli spazi esigui, lo ammetto. Però poi sono arrivate le persone, ho iniziato a dare un volto a blogger di cui fin’ora avevo solo letto i post, e si è iniziato a chiacchierare con gli editori. E credo che il bello di un evento come questo, al di là dell’incoraggiare l’acquisto di libri di editori ‘minori’, sia proprio il potersi incontrare. Chi era lì era indubbiamente un lettore appassionato, e poter dialogare con editori appassionati è una regalo davvero unico. Che poi, io, per timidezza innata e triplo-concentrata, riesco a sfruttare solo in minima parte la cosa. Però, ecco, uno più ‘smart’ di me potrebbe passarci giornate intere a scambiare pareri con chi i libri li fa. E io vorrei ringraziare Lindau e Minimum Fax, con le quali abbia chiacchierato ‘ad infinitum’, e poi Iperborea e Astoria, che mi hanno raccontato rispettivamente di grafica e mosche e di una casa con della servitù divertente e particolare.

E poi, vabbè, dovrei citare una marea di blogger. È stato stupendo dare un volto a tutti voi, anche inaspettatamente, e siccome sono sicuro farei una figuraccia a causa della mia labile memoria, ho deciso che non vi nomino. Voi che mi avete conosciuto sapete che parlo di voi. Ecco.

Questo per dire che l’esperienza del Bookpride prende davvero forma nelle relazioni che si possono intrecciare. Proprio lì, tra uno stand e l’altro. Ed è una cosa davvero bella.

Prima di partire, inoltre, ho partecipato a LeggiLoLeggiTi, una sorta di reading organizzato da Marcos Y Marcos, proprio nella loro sede ai Frigoriferi, in cui si esploravano alcune pagine di letteratura milanese e ticinese. Davvero una bellissima esperienza. E un’occasione unica per sbirciare negli uffici della splendida casa editrice milanesee per innamorarsi della vista di tutti quegli innumerevoli volumi coloratissimi. Messi insieme fanno un effetto pazzesco!

Alla fine sono dovuto ritornare in stazione. E sebbene questa volta avessi ricevuto precise indicazioni su come tornare piuttosto agilmente, la presenza di un corteo di motociclette unita ad alcuni ritardi inspiegabili mi hanno costretto ad optare per un taxi. Vabbè, dai, ho fatto un po’ il signore.

Sono arrivato a casa morto. Ma soddisfatto. E con una borsa di acquisti!

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5 pensieri su “To Bookpride and back

  1. Little Miss Book ha detto:

    Grazie per averci pensato! 😉
    Comunque, le impressioni che ci siamo scambiati equivalgono alle mie.

    PS: aspetto la recensione di Senti le rane. Una casa di Antonella Moscati, sempre di Nottetempo, mi ha delusa parecchio.

    PS2: mi piace il nuovo abito del blog.

    • Andrea Storti ha detto:

      🙂

      La recensione arriverà appena finisco la seconda metà. Ultimamente sono mooolto lento. Però se fila tutto come nelle prime 150 pagine… allora sarà un 10 e lode.
      No, davvero? “Una casa” mi ispirava… vabbè, per ora ho altri due mattonazzi nottetempo da leggere.

      Felice che ti piaccia! Soddisfa molto anche me, devo dire.

  2. LaLeggivendola ha detto:

    Invidiainvidiainvidiainvidiainvidiainvidiainvidiainvidia.
    Mi sa che avrei preferito di molto una fiera del genere rispetto al Salone. Più raccolta, con meno strilloni e, a giudicare dalle foto, meno gente. Sigh.
    L’anno prossimo ;__;

    • Andrea Storti ha detto:

      Sicuramente era più raccolta e la gente molto meno. Si poteva tranquillamente socializzare. 🙂 E mi sarebbe piaciuto un sacco incontrarti.

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