L’amore in un clima freddo

Per me la scelta di un libro è come un amore estivo. Un colpo di fulmine.
Lo acquisto perché trascinato da una brama irresistibile e dall’origine a volte ignota. Poi capita che debba metterlo in attesa, perché sto finendo un’altra lettura, ed ecco che, una volta finalmente libero, l’innamoramento è passato. E allora il libro sta lì, sulla sua mensola, in attesa.
Poi, per qualche ragione, questa fiamma si riaccende ed ecco che devo assolutamente iniziarne la lettura.

Questa cosa mi capita di continuo, e mi è successa anche con L’amore in un clima freddo, un romanzo che avevo portato a casa ormai parecchio tempo fa, e che solo ora ho letto.
E che peccato aver atteso tanto! Sì, perché questa lettura mi ha davvero fatto tanto piacere.
Ma forse, e dico forse, i libri lo sanno quand’è il loro momento. Forse, se avessi affrontato il libro della Mitford un anno fa non avrei saputo apprezzarlo. Ora, invece…

Ma andiamo con ordine e parliamo davvero del romanzo.

Protagonista di questa storia è… è… chi è? Ecco, mi trovo subito in difficoltà. Sì, perché la semplicità di quest’opera è solo apparenza. La trama così ‘easy’, divisa quasi in due atti, nasconde altre cose. Così come i personaggi non sono davvero chi crediamo siano.

Sapevo che niente irrita le persone quanto venire considerate troppo vecchie per l’amore.

Protagonista della storia, dunque, non è, a mio modo di vedere, Fanny, la narratrice che ci racconta il susseguirsi delle vicende. E non è nemmeno Polly, la sua amica e la sua controparte. Ma non è neanche Lady Montedore, quella ricca signora, madre di Polly, che vive di ricevimenti e piani matrimoniali.
No, la vera protagonista è la società. E in particolar modo quella società aristocratica inglese di inizi Novecento, che si trova intrappolata tra un glorioso passato in cui un titolo nobiliare voleva dire qualcosa, e un presente (e un futuro) in cui ci si trova mischiati coi nuovi ricchi, coi borghesi, con i professori.
È una società in un momento critico. Una società che deve iniziare a mettere da parte vecchie tradizioni e abbracciarne di nuove. E c’è chi, come Lady Montedore, non riesce proprio a capirlo. O ad accettarlo.

Ricordati che l’amore non può durare; non dura mai e poi mai, mentre tutto questo dura per sempre. Un giorno, non scordarlo, invecchierai, e pensa cosa dev’essere per una signora di mezza età non possedere un paio di orecchini di brillanti. Una donna della mia età ha bisogno di brillanti per illuminare il viso. E poi, doverti sedere sempre a tavola con gente senza importanza. E niente automobile. Non è una bella prospettiva, sai.

Nancy Mitford, con grande ironia, si mette quindi a raccontare di un certo tipo di vita e di un certo tipo di personaggi. Di alta società e di amore, o matrimoni, che non sempre sono la stessa cosa. Anzi, ci racconta dell’amore, o del finto amore, per parlarci della società. Che poi… non si fa così da sempre?
Il risultato è un quadro spensierato e schietto della fine di un mondo. Dell’inizio di un altro. Di un momento in cui tutto cambia.

E’ inutile sposare un uomo che non può influenzare.

Mi sembrava quasi di essere intento a leggere un misto tra Orgoglio e Pregiudizio e Downton Abbey. Ed era una miscela davvero ben fatta.

p.s. tra l’altro in questo periodo gli Adelphi sono in sconto. Ecco.

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2 pensieri su “L’amore in un clima freddo

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