La Top Ten del 2014

Oh! Finalmente ho scritto il post con cui mi piace inaugurare ufficialmente il nuovo anno, ovvero la lista dei libri più belli letti nel 2014.
Quest’anno ho fatto un piccolo cambiamento e, come da classifica (anche se non è una vera e propria classifica) che si rispetti, ho deciso di limitare la scelta a 10 titoli solamente.
Non che ce ne fossero molti altri con i requisiti per concorrere…

Quindi. Ho scelto i dieci romanzi che più mi sono piaciuti tra quelli letti nel 2014. Badate bene! Non sono necessariamente romanzi pubblicati nel 2014. Semplicemente sono romanzi che IO ho letto nel 2014. Lo dico a scanso di equivoci.

Ve li segnalo in ordine sparso. Non di preferenza.
Anzi. Vi dico che sul podio ci sarebbero sicuramente Roth, Mantel e Tartt. Ma per il resto non sarei davvero capace di stilare una classifica attendibile.
Vi lascio quindi giusto con un titolo, un autore, qualche pensiero, e la speranza che questi libri trovino posto pure nei vostri scaffali.

Dio di illusioni, di Donna Tartt
È, molto probabilmente, il romanzo più bello che io abbia letto nel corso dell’ultimo anno. Uno dei più belli in assoluto e che ha saputo meritarsi un posto tra i preferiti di tutti i tempi. Un romanzo che parla di bellezza, di fascinazione, di azioni e delle loro conseguenze. Un romanzo per me immenso.

Il professore di desiderio, di Philip Roth
Ne ho parlato giusto ieri. Il mio primo incontro con Roth è un qualcosa che continuo a trascinarmi dietro. Ogni sera (ma non solo), quando sono a letto cercando di farmi abbracciare dal sonno, ripenso a questo romanzo che ci chiede quanto sappiamo essere noi stessi. E a quale costo.

La Tregua, di Mario Benedetti
L’uomo normale. L’uomo comunque. Io. Tu. Noi.
La storia delle nostre quotidianità. Dei nostri piccoli fallimenti, grandi errori, amori, dolori, felicità piccole e grandi.
La storia della vita. E delle nostre vite. Che poi, forse, è la stessa cosa.


Wolf Hall, di Hilary Mantel
IL romanzo storico. Una forza narrativa travolgente, un modo intenso di vendere la storia attraverso occhi ‘alternativi’. Una scrittura pungente e colta.
Crea dipendenza!

It, di Stephen King
Ecco, classificarlo come lettura del 2014 è un po’ difficile, perché l’ho letto a più riprese, in più anni. Ma siccome il grosso l’ho affrontato nel 2014… eccomi ‘costretto’ a inserire questo titolo in questa lista.
Che dire? Qualcosa di immenso che parla dell’adolescenza e del coraggio e dei veri mostri. E di quelli falsi, pure.

Norwegian Wood, di Haruki Murakami
Di Murakami quest’anno ne ho letti tre. Ho scelto questo perché, tra i tre, è sicuramente il più rappresentativo. E dello stille di Murakami, e della branchia più ‘realistica’ della sua produzione.
Mi sono pure accorto che non ne ho mai parlato a dovere, ma forse è meglio così, perché con questo autore non so mai cosa dire, se non che mi lascia un eterno bisogno di leggerlo ancora, e ancora, e ancora, e ancora…

Il ricordo dell’amore, di Aminatta Forna
La sorpresa letteraria dell’anno è stata sicuramente questo libro, che ho letto un po’ per caso e che si è rivelato un capolavoro. Un romanzo mondo che parla d’amore per parlare di creature, di persone. Una scrittura stupenda, un’Africa post guerra, un occidentale… una sorpresa, davvero!

Un segno invisibile e mio, di Aimee Bender
Probabilmente la migliore Bender. Un romanzo fresco e triste e fantastico, nel senso che c’è sempre quella vena di irrealismo che serpeggia tra delle pagine del tutto realistiche. Un romanzo sulla solitudine, sulla paura della solitudine, sulla ricerca della solitudine. Protagonisti una ragazza, i numeri e un’ascia.

Cent’anni di solitudine, di Gabriel Garcia Marquez
Devo parlarne? No, davvero… devo proprio parlarne?
Nel 2014 ho finalmente affrontato questo premio Nobel e ho capito perché l’ha vinto. Grande scrittura per un romanzo che parla di tutto.

Bella Mia, di Donatella Di Pietrantonio
Romanzo sul terremoto, post terremoto, che parla di famiglia, di maternità e dei rapporti con i parenti più prossimi. E con la nostra terra, ovvio.
Un libro toccante. Lieve, soave, potente.

***

Ecco, io vi ho detto la mia. E i vostri dieci quali sono?

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7 pensieri su “La Top Ten del 2014

  1. Quanto mi piace questa lista! Sia perché condivido la bellezza e grandezza di certi autori e di certi libri, sia perché mi hai fatto venir voglia di leggere quelli che ancora mi mancano.
    Da parte mia sono settimane che penso alla mia top nonsoseten del 2014 e di sicuro al primissimo posto in assoluto, senza nessun pari merito (manco Yates e manco Auster, che è tutto dire!) c’è Open di Agassi.
    Una meraviglia. Mi fa venir voglia di riprenderlo e rileggerlo. E di prestarlo a chiunque per diffondere la meraviglia.
    Poi di sicuro faranno parte Revolutionary road di Yates, Follie di Brooklyn di Auster, Noi (*_*) di Nicholls. E la Ferrante? la stavo per dimenticare. E L’isola di Arturo della Morante, uno dei libri inaspettatamente più belli che abbia mai letto. E ancora La sottile linea scura di Lansdale, I luminari della Catton, Franny e Zooey di Salinger… vabbè, quest’anno è stato davvero soddisfacente, magari sta top forseten la faccio 🙂

    • Ahah! Ma come mai Open è così bello? Ditemelo, vi prego!

      Poi vabbè, Revolutionary Road è lì che mi guarda e penso lo elggerò a breve. La Ferrante l’ho appena presa e la Catton… eh!
      Ecco, m’hai fatto venir voglia di spendere! 😉

  2. Cent’anni di solitudine rientra inevitabilmente in qualsiasi genere di top 10, è semplicemente un capolavoro e non mi stupisce quindi la tua scelta. Di Murakami hai messo in rilievo il realismo come motivo della scelta, proprio quella nota che me lo rende meno gradito rispetto ai romanzi onirici. Bene con IT: mi hai ricordato che sarebbe il momento di leggerlo, tenterò di ricordare di procurarmelo come mattoncino estivo, così come la Bender, di cui DEVO leggere qualcosa (pensavo di partire da L’inconfondibile tristezza della torta al limone, ma anche questo Un segno invisibile e mio mi incuriosisce)! Dopo un 2014 così, non mi esta che augurarti un buon nuovo anno di letture! 😉

    • Grazie! Io lo auguro a te! 🙂

      Ti dico, di Murakami ho parlato del realismo perché quest’anno ho letto tre suoi libri e tutti e tre erano del filone realistico. E’ l’unico motivo. Anche perché ure io preferisco i non realistici.
      IT è un mostro in molti sensi, ma un indubbio capolavoro.
      Per la Bender… la torta al limone è molto bello. Ma forse se si deve ancora affrontarla mi vien da pensare che sia meglio Un segno invisibile e mio, perché è iù ‘finito’, mentre la torta è più ‘onirica’, anche se non so se sia il termine giusto.

  3. Grazie per questa bella lista, mi hai fatto venire voglia di leggere Dio di illusioni e Il professore di desiderio SUBITO, e poi di mettere finalmente e definitivamente mano a IT, che iniziai qualche tempo fa, ma che non ho mai terminato.
    Recupererò!

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