1 dicembre

È incominciato dicembre. L’ultimo mese dell’anno.
E se qualcuno ha letto la biografia che ho qui sul blog sa bene che, il primo giorno dell’ultimo mese dell’anno, è il mio compleanno.
Allora ho deciso di fare un regalo a uno di voi.
Non che siate poi tanti a seguirmi ma, ecco, comunque troppi per ‘premiarvi’ tutti. Quindi solo uno.

Sapete che da un paio di mesi è uscito il mio ultimo libro per ragazzi. Una storia fantasy che ruota attorno alle vicende di un ragazzino che può viaggiare nel tempo e che fa una cosa che non andava fatta. Una storia che spero risulti divertente ma che ha tra i suoi scopi principali quello di far scoprire un pezzetto di storia di Venezia.

Ecco, io oggi vi regalo l’incipit di questo mio romanzo e do la possibilità a uno di voi di accaparrarsi una copia de Il Raccattastorie.
Come? Semplicissimo!
Basterà che commentiate questo post e che mi diciate quale epoca vorreste visitare e perché. Tramite il programma Random, poi, io estrarrò il fortunatissimo vincitore di una copia del libro.
Che ne dite?
Vi do tempo fino a sabato 20. Poi lunedì 22 dicembre rivelerò il nome del fortunato, o della fortunata.

Buona fortuna! E buona lettura!

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1
Un ciondolo

Bussarono alla porta che Teo era già in pigiama e indossava un broncio da far paura. Sua madre gli aveva staccato la spina della Play Station senza dare nessun preavviso, se non un “E allora lo vogliamo spegnere questo coso?”, che però lui aveva sentito solo di sfuggita. Aveva quasi sconfitto un Guardian Force che gli mancava… e ora tutta la sua lotta era andata persa. Vanificati i suoi sforzi.
Suo padre lo aveva preso in giro per le infinite proteste che si era messo a fare. Le giudicava “drammaticamente eccessive” e ne rideva. Ma non sapeva cosa voleva dire non salvare un progresso così importante, lui!
Terribilmente arrabbiato, si stava giusto avviando verso la camera da letto, sussurrando vari improperi, quando dei colpi li fecero sobbalzare tutti.
“Zio Leone!” gridò subito Teo.
“E chi altri potrebbe essere a quest’ora?” concordò sua madre Aurora, sbuffando. Ovviamente non sopportava quel parente così ingombrante (nel senso più fisico del termine), talmente privo di buone maniere da presentarsi in casa d’altri senza avvertire e agli orari più disparati. In un giorno lavorativo, poi!
Il ragazzo corse ad aprire senza prestare attenzione ai borbottii del padre, anche lui poco favorevole ai modi di Leone Manin.
“Zio!”
“Oh, Teo, proprio te cercavo!”
Erano mesi che non si vedevano, ma il ciao non era concepito da Leone.
Era quasi più grosso di come se lo ricordavano, aveva un lungo cappotto marrone che puzzava di pesce e reggeva una grossa valigia con una sola mano.
Aurora vinse il disgusto e lo salutò: “Buonasera Leone.”
Ludovico, il marito, la imitò.
“Non credi sia un po’ tardi?”
Controllò l’orologio: “Macché! Sono appena le dieci. E poi devo mostrare a Teo un po’ di cose.” Si avvicinò al ragazzo e fece per accompagnarlo in camera.
“Direi che può aspettare domani, Leone. In fondo… da quant’è che non vi vedete? E Teo ha la scuola domani. Giorno più, giorno meno.”
“Bah, non contano i giorni, ma quello che devo dire.”
“E che mai avrai da dire a un ragazzino?”
Capì l’antifona e si ritirò senza fiatare. Con certe persone era inutile discutere. Ebbe giusto il tempo di fare l’occhiolino al nipote, poi si ritirò nell’oscurità della sera.
“Bah! Che tipo! Ma dici che sia tornato giusto ora?”
“Mi sa di sì, Rora.”
Bisbigliarono mentre la porta si richiudeva.
“E che mai avrai da dire a un ragazzino?”
Capì l’antifona e si ritirò senza fiatare. Con certe persone era inutile discutere. Ebbe giusto il tempo di fare l’occhiolino al nipote, poi si ritirò nell’oscurità della sera.
“Bah! Che tipo! Ma dici che sia tornato giusto ora?”
“Mi sa di sì, Rora.”
Bisbigliarono mentre la porta si richiudeva.

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8 pensieri su “1 dicembre

  1. Il menestrello partecipa, ma la domanda dovrebbe essere assai scontata 🙂
    Il ‘500, perché l’Italia era il fulcro del mondo e della cultura del tempo, ma soprattutto perché si poteva c’era un intero continente da esplorare!

    Di nuovo auguri maestro 😉

  2. Ciao. Io vorrei visitare la Francia de l Re Sole o di Maria Antonietta. Sono due periodi storici che adoro, almeno nei romanzi. Guardavo sempre Lady Oscar e ho letto la serie dei libri di Angelica Marchesa degli Angeli. Anche se certo la realtà era un’altra cosa-

  3. Sono in ritardo ed è già il 2 ma auguri lo stesso 🙂
    L’Ottocento. Anche fino al primo trentennio del Novecento, ma l’Ottocento in particolare perché da questo secolo arriva la maggior parte dei romanzi e degli scrittori che hanno lasciato un segno indelebile nella mia vita e nella mia formazione.

  4. …eh eh eh, giusto in tempo! Sono tornata dal mio viaggio col pensiero di non aver partecipato ed eccolo qui, ce la posso ancora fare!
    Sta domanda mi ha messa in crisi perché pensandoci non vorrei vivere in nessun’altra epoca, il passato lo vedo troppo difficile per i miei “vizi” (mi piace l’acqua corrente, l’energia elettrica e le comodità 😀 ) ma se fosse giusto per una visitina veloce, ecco credo che un salto nel primo ottocento in qualche campagna inglese sarebbe davvero perfetto!

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