L’assassino non sa scrivere

Siamo a Fancuno. E non ridete, che in un certo senso a Fancuno ci siamo davvero tutti. Oggi più che mai…

Comunque io mi stavo riferendo al libro dal titolo L’assassino non sa scrivere.
Un giallo. Un giallo che si svolge nel paese inventato di Fancuno. Un luogo immaginario, ma mica poi tanto, perché ogni paesino che si rispetti potrebbe benissimo essere location (e fornire interessanti protagonisti) di questo romanzo.
E a Fancuno, un posto dove non succede mai niente, ‘stavolta qualcosa è successo. Un serial killer (anzi, un Siral Ciller) ha deciso di ammazzare persone un po’ a casaccio, senza apparente movente, senza modus operandi, senza niente di niente. Tra l’altro, giusto per rendere il tutto più particolare, questo assassino non sa scrivere e lascia sulle vittime bigliettini che potrebbero mandare nella tomba anche gli insegnanti di italiano meno pretenziosi.
Per fortuna, però, tra giornalisti, poliziotti e paesani, la gente che indaga non manca.

Prima di iniziarlo, pensavo che L’assassino non sa scrivere fosse un libro divertente. E, certo, divertente lo è… però non è quella la caratteristica principale. L’assassino non sa scrivere è un misto di romanzo giallo, surreale, comico… ma così ben miscelato da non appartenere completamente nessun genere, e da diventare quindi un libro che, molto semplicemente (se si può usare questo avverbio) ci parla della vita, e di quello che di bello e di brutto la vita prevede.

È sicuramente un romanzo riuscitissimo, dove un gran lavoro è svolto dai personaggi che sono tratteggiati divinamente. Che non sono mai degli stereotipi e che al tempo stesso sono estremamente originali, divertenti e che danno l’impressione di somigliare a qualcuno che conosciamo.

C’è un paesino, al centro del libro.
Ed è il paesino il vero protagonista.
E tutto il resto è un po’ un contorno.

E questo paesino è il mio paesino. E il tuo. E il vostro.

L’assassino non sa scrivere è stata una bella sorpresa per me. Coi romanzi che ruotano attorno a vicende criminose non ho sempre un buon rapporto, ma l’autore ha fatto un lavoro così bello che mi ha saputo conquistare. E spero che Fancuno torni presto in libreria, perché mi farebbe molto piacere tornarci in visita.

Tra l’altro, questo libro mi è capitato tra le mani proprio quando il Gruppo di lettura di Start from Scratch si proponeva di leggere romanzi di autori italiani under 50. Come sempre, ogni partecipante leggeva il titolo che voleva, e io ho scelto questo. E sono proprio felice perché ho scoperto un under 50 molto bravo, e magari qualcun’altro del gruppo leggerà queste righe e deciderà di dargli una chance.

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2 pensieri su “L’assassino non sa scrivere

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