Mia figlia spiegata a mia figlia

demarco

Come spiego a voi Mia figlia spiegata a mia figlia?
Mi verrebbe da dire: leggetevelo! E capirete perfino quello che io scorderei senz’altro di dirvi.
Leggetelo! Che ne vale la pena! Tra l’altro riderete di gusto!
Se siete genitori, poi, vi ritroverete nelle avventure notturne e diurne dell’autore. Se non lo siete potrete comunque divertirvi, forse innamorarvi dei bimbi e dello stato di padre/madre, oppure li odierete ancora di più. O comunque avrete un motivo in più per sparlare di chi ha figli e passa tutto il suo tempo a lamentarsene e/o elogiarnelabellezzaintelligenzasportivitàbontàtenerezzaecc.
In questo caso, però, ne risulterebbe un post davvero pessimo. Vero! Ma pessimo. Me ne rendo conto. E nemmeno la scusa del “sono otto mesi che non dormo affatto” basterebbe a ridimensionare la mia maleducazione. E poi mi piace tentare (tentare! Non è detto che poi riesca nell’intento) di scrivere qualcosa che un senso ce l’abbia, e quindi…

E quindi… Mia figlia spiegata a mia figlia.
L’ho voluto leggere perché da otto mesi sono un papà. E uno si vuole un po’ confrontare con gli altri padri per capire cosa sta vivendo/facendo/combinando. Sì, perché in questi casi si ha sempre bisogno di conferme, o almeno di una apparente conferma del fatto che si sta facendo qualcosa di normale e possibilmente decente. Conferme sul fatto che no, non sei uno squilibrato se a volte (soprattutto di notte) ti verrebbe da riportarlo da dov’è venuto, quello scricciolo (che poi ormai ha il suo bel peso e quindi di scricciolo ha ben poco). E che no, non sei rimbambito se quando fai il primo passo per riportarlo da dov’è venuto, questo pupo ti fa un sorrisone a 32 denti (meno 32 denti) facendoti decidere che per ‘stanotte te lo tieni, che tanto male non è. E così per tutte le notti seguenti.

Ebbene, questo libro ha assolto egregiamente il suo compito: mi ha confortato. Mi ha fatto capire che tutte le varie paranoie, ma anche i rimbambimenti da innamoramento che mi sto facendo sono inclusi nel pacchetto “neo genitore”.

È un libro perfetto per i neo genitori, perché appunto ci si sente normali, e mica è poco. E perché si ride di gusto per cose capitate ad altri (ma che sono capitate pure a te due giorni fa, o che sai ti capiteranno fra un paio di mesi).

È un libro perfetto per i genitori in genere. Perché ci sono passati tutti. TUTTI!

Ma è anche un libro per chi genitore non è. Perché, come dice l’autore, tutti siamo figli, e questo ci da il diritto di leggere questi libercoli dedicati a un rapporto così arduo e speciale.

È, ad ogni modo, un libro sull’amore.
E qui vorrei dire tante cose ma non le dico, che risulterei banale, o sciocco, o stupido, o insensato.

Vi dico solo di leggerlo, questo libro. È breve, rapido e ironico.
Ti mostra che la vita cambia, che ci si evolve sempre.
Ti mostra che viviamo in un mondo di preconcetti.
Ti mostra che certi luoghi comuni sono veri. Almeno in parte.
Ti mostra che a volte dobbiamo decidere seguendo il cuore, o l’istinto, o comunque tu voglia chiamarlo.

Ecco. Leggetevelo!
Alla fine ve l’ho detto lo stesso!

P.s. E grazie Dario per aver messo nero su bianco una verità: chi dice che suo figlio ha sempre dormito tutta la notte, nel suo lettino, senza storie, sta semplicemente ment… alterando la verità!
O comunque, io continuerò a pensarla così per dare una ragione d’essere alle mie occhiaie!

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