Gruppo di lettura: Il Tempo

Posso ormai dire di essermi abituato ai gruppi di lettura? In fondo, questa è la seconda volta che ci partecipo, e che finisco in tempo (anzi, in anticipo!)… però no, non posso essere sicuro di essere diventato un bravo sostenitore dei gruppi di lettura. E questo perché il gruppo ideato da Start From Scratch è un po’ folle… e bello proprio per questo.
Se l’altra volta, infatti, dovevamo leggere un libro a scelta di Franzen, rispolverando così la sua intera bibliografia, questa volta avevamo solo una tematica da seguire, e ognuno doveva scegliere in gran segreto una lettura che avesse qualcosa da spartire con questo argomento. Quindi…. sì, insomma… non si trattava di un gruppo di lettura classico…

Tutta ‘sta tiritera per dirvi che:
a. il tema in questione era il tempo. Tempo in senso di giorni/anni/ore/minuti. Non in senso di ‘non ci sono più le mezze stagioni’;
b. il libro da me scelto è Giorni memorabili di Michael Cunningham;
c. l’ho adorato;
d. finalmente posso parlarvene.

Giorni memorabili non è, almeno non a prima vista, un libro che parla del tempo. È piuttosto un libro che usa il tempo per parlare degli uomini. Del resto, Cunningham ci ha abituati a questa sua costante attenzione ai sentimenti umani, e anche in questo caso non si smentisce.
La sua passione certosina per le emozioni che fanno ribollire gli animi delle persone viene raccontata tramite una scrittura come sempre ai massimi livelli, ricercata ma mai pesante, che fa sospirare il lettore non solo per una bella scena, ma anche per il modo in cui è scritta.

Giorni memorabili è anche un romanzo piuttosto ‘strano’, un caso a parte nella bibliografia dell’autore. Vengono infatti raccontate tre storie diverse che si svolgono in tre epoche diverse (sì, questo è uno dei motivi ‘temporali’ per cui ho scelto questo romanzo): diciannovesimo secolo, giorni nostri e futuro. E sì, anche nelle Ore si spaziava in tre epoche diverse, ma la particolarità di questo volume è che i protagonisti delle tre storie sono, in sostanza, gli stessi, e ogni segmento, poi, esplora almeno parzialmente un genere letterario diverso.

Nel diciannovesimo secolo siamo in pieno subbuglio industriale, con una storia quasi Dickensiana di un ragazzino che si ritrova a lavorare in una fabbrica al posto del fratello. Una storia che ha il sapore del dramma famigliare.

Nei giorni nostri ci si ritrova immersi quasi in una sorta di psico-thriller, con una psicologa poliziotta incaricata di ricevere le telefonate di alcune persone squilibrate, le quali dovranno essere catalogate come potenzialmente pericolose oppure no.

E nel futuro ci si ritrova in una specie di storia fantascientifica in cui la terra è un luogo apparentemente distopico che ospita una razza aliena di grosse lucertolone. Una storia all’apparenza molto bizzarra… ma solo in apparenza.

Io ho trovato tutto questo stupendo. Ben orchestrato.
Ok, i grossi lucertoloni mi hanno lasciato un po’… ehm… però l’essenza di Cunnigham c’è tutta. E il fatto che tutte le storie siano collegate tra loro anche grazie al continuo citare Foglie d’Erba di Withman, in una maniera elegante e poetica… non so… il risultato è davvero particolare e mi ha colpito fortissimamente.

Il tempo, dicevo prima, in questo caso è più una sorta di mezzo per parlare delle persone e, in particolar modo, del dolore delle persone. Delle loro difficoltà e dei modi con cui si cerca di superarle. Ed è tristissimo scoprire che tutti noi tentiamo di superare il male che ci circonda appoggiandoci ad altre persone, che a loro volta contribuiranno, magari involontariamente, a farci soffrire. È tristissimo, ma anche bellissimo. Confortante.

E anzi, ora che ci penso c’è pure il tema del tempo, nel senso che ad accomunare ulteriormente questi episodi c’è il senso di una fine. Un fine imminente, che si tenta di evitare, che cerchiamo, che vogliamo evitare. Il tempo ci conduce sempre a una fine. Però, forse, la fine cambia a seconda delle persone con cui ci arriviamo.

E poi c’è una tazza. Una tazza che appare in tutti i frammenti. Una tazza, che, pur navigando nel tempo, mantiene sempre lo stesso significato. Un significato d’amore.
Un oggetto piccolo e apparentemente insignificante… come può rimanere così a lungo in questo mondo? Sopravvive a tutti i protagonisti, pur essendo, almeno in teoria, un oggetto fragile.
Mi rendo conto solo ora che probabilmente la chiave del romanzo sta tutta qui.
L’amore ci sopravvive.

Bon. Dopo tutte queste chiacchiere senza senso, eccomi a concludere.
Giorni memorabili è un romanzo particolarissimo ma forte, spinto all’ennesima potenza. Un romanzo che mi ha fatto fare tardi la sera e naufragare nei pensieri di giorno. Un romanzo che ha ben riempito il mio… tempo.

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Un pensiero su “Gruppo di lettura: Il Tempo

  1. CarolB ha detto:

    Non ho mai letto nulla di questo autore, ma la tua accurata recensione ha stuzzicato il mio interesse. Ho deciso di mettere il libro in wishlist. Mi piace molto il significato che hai attribuito alla tazza. 🙂

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