IT

IT.
È il primo libro del Re che leggo. Ma non sarà l’ultimo.
C’ho pure messo una vita a finirlo, ma solo per via della mia pigrizia sommata alle millemila pagine scritte in piccolo. Anche il polso merita un po’ di riposo.

IT, comunque, è qualcosa di immenso. E non mi sto riferendo alla mole, ma al mondo che sprigiona.

Di cosa parla, IT (mi viene da scriverlo tutto in maiuscolo)?
Beh, è interessante, perché una volta giunto alla fine capisci che Mr. King, almeno in parte, te lo ha già detto nella dedica che si trova ad inizio volume:

Dedico questo libro in segno di gratitudine ai miei figli. Mia madre e mia moglie mi hanno insegnato a essere uomo. I miei figli mi hanno insenato a essere libero.
NAOMI RACHEL KING, a quattordici anni;
JOSEPH HILLSTROM KING, a dodici anni;
OWEN PHILIP KING, a sette anni.
Ragazzi, il romanzesco è la verità dentro la bugia, e la verità di questo romanzo è semplice: la magia esiste.

E poi, un altro tassello te lo da questa frase:

Tornate e vediamo se ricordate la più semplice delle cose: com’è essere bambini, pronti a credere e perciò timorosi del buio.

Sì, IT parla della magia. Di quella magia che dilaga durante l’infanzia e che via via si perde. Quella magia che è difficile ritrovare da adulti. L’immaginazione. La Fantasia. Il saper credere. E parla della libertà che scaturisce da queste doti, del potere che ne deriva.

it stephen king

Per fare tutto ciò, l’autore mette in piedi una storia di paura e terrore.

A Derry, una creatura che tende ad assumere le sembianze di un clown uccide bambini. Lo fa per un certo periodo, poi sparisce e ritorna anni dopo con uno schema che si ripete.
Solo che negli anni ’50 uccide Georgie, il fratello minore di Bill e quest’ultimo cercherà ‘vendetta’ per tutta la vita. Assieme a un gruppo di amici tenta di far fuori la creatura, ma ci riesce solo parzialmente. Dovrà tornare da adulto, quando tutto è più difficile, quando la magia è troppo debole, a finire quello che era stato iniziato ventisette anni prima.
La vicenda è però contornata da molto altro.
C’è una fortissima caratterizzazione di tutti i personaggi, anche quelli molto secondari, e la cittadina creata da King sembra esistere davvero, perché l’autore crea tutta una storia, una mitologia capace di rendere tutto molto reale. Ed è in questi punti che King inserisce una paura più ‘reale’, se così si può dire, legata ad avvenimenti che hanno davvero sconvolto il mondo, e che continuano tutt’ora a farlo. Odi raziali, omofobia, genitori violenti, e tutta una serie di paure e rancori che ci ritroviamo ad affrontare ogni giorno.

Stephen King è un autore grandissimo. Ha scritto una storia con l’intento di renderla viva. e le mille e passa pagine di testo sono il risultato di questo intento.
Potrebbe apparire a tratti prolisso, anche se la scrittura del Re è talmente fluida da non farlo manco notare… però è tutto questo ‘in più’ che da anima al progetto.

IT è anche un romanzo che DOVEVO leggere. Sentivo di doverlo affrontare.
Non sono mai stato un amante dell’horror. Ma che io mi ricordi non sono mai stato nemmeno un tipo facilmente impressionabile, nel senso che non ricordo, nemmeno da bambino, di aver avuto gli incubi per una cosa che avevo visto in tv. Però… ero in seconda media, forse prima, quando un sabato sera ci mettemmo, a casa di un amico, io e altri ragazzini, a vedere il film tratto da questo romanzo. Era lungo e non riuscimmo a finirlo. Gli altri l’avrebbero terminato la domenica pomeriggio, ma io non potevo… Però, quella sera, quando sono uscito da quella casa per tornare dai miei… beh, la strada percorsa è stata la più lunga della mia vita. Le ombre, gli alberi, l’oscurità, le luci delle case… avevo il TERRORE! Inoltre, sebbene mi paresse ovvio che che IT sarebbe stato sconfitto, io non seppi mai come fecero a farlo fuori. E se me lo fossi trovato davanti?
Leggerlo è stato liberatorio, in un certo senso.

Leggerlo è stato anche nostalgico.
Perché mi sono ricordato di anni che sono passati, e mi sono reso conto che è difficile riuscire a riottenere quello che da giovani si ha nel cuore. Chiamiamola magia, chiamiamola libertà, chiamiamola Vita. Da adulti è tutto diverso. E IT stesso lo dice, quando afferma che è semplice assumere la forma delle paure dei bambini, perché sono paure chiare, precise, mentre da adulti tutto è più… è meno fisico!

Mi rendo conto che questo post si è trasformato in un flusso di pensieri casuali, mentre avrei dovuto raccontarvi di quanto lo stile di King sia fluido e geniale e intenso. Di quanto grandi siano i personaggi da lui inventati. Di quanto reali siano. Di quanto IT sia un romanzo talmente surreale da essere profondamente reale.
Ma forse, e dico forse, si capisce quanto bello un libro sia a seconda di quanto un commentatore lo recensisca sproloquiando a casaccio.

Ecco… IT è da leggere!

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3 pensieri su “IT

  1. joebarry ha detto:

    Tempo fa ho parlato di It sul mio blog. Lo letto subito dopo Shining, che è stato il primo libro che ho letto di King. Da allora non sono più riuscito a smettere…
    Più leggo i suoi libri e più mi convico che un dei più grandi scrittori viventi. Se vuoi qualche consiglio per il prossimo libro di King gli ho recensiti tutti sul mio blog.
    Ciao!

    • Andrea Storti ha detto:

      Effettivamente IT ti fa capire quanto bravo sia King. E’ innegabile. E ho molta voglia di leggere altro di suo.
      Qualcosa ho già… ma vengo volentieri a sbirciare da te! 😉

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