Il ricordo dell’amore

Si può parlare di qualcosa senza mai davvero descriverlo?
Leggendo Il ricordo dell’amore mi sono convinto che sì, è possibilissimo, se si possiede la bravura di Aminatta Forna.

Cover_Ricordo

In una recensione a questo romanzo veniva usato il termine ‘ottocentesco’. E in effetti sì, è così, ricorda un po’ i romanzi del passato, corposi e ricchi, con vari personaggi da seguire, tutti comprimari e tutti dettagliati.

Il ricordo dell’amore segue infatti le vicende, e i ricordi, di più persone. C’è il vecchio professore Elias Cole, che racconta del suo amore ossessivo nei confronti della bella Saffia. C’è Adrian, uno psicologo inglese arrivato in Sierra Leone per tentare di curare quelle persone che soffrono di disturbi legati alla guerra civile durata una decina d’anni. C’è Kai, un chirurgo locale. C’è Mamakay, di cui mi sono innamorato. E poi ce ne sono altri, ognuno con il suo pezzo di storia.
E mentre queste vite s’intrecciano lungo la storia narrata in quasi settecento pagine, sullo sfondo emerge prepotente la guerra.

La guerra è una protagonista silente, in questo libro. Non viene mai raccontata direttamente, ma ognuno ha dei ricordi che la fanno riemergere, in un modo o nell’altro. E questo rende tutto più brutale. Perché se alle immagini di guerriglia siamo abituati dai telegiornali, non possiamo dire altrettanto per i risvolti che queste lotte interne hanno sulle singole persone.

E’ un romanzo duro, questo. Struggente.

E’ anche un romanzo che appassiona. La scrittura splendida dell’autrice trascina il lettore in questo mare di ricordi e di sentimenti. Si rimane catturati. Ci si ritrova intenti a voler spiare Saffia proprio come fa Elias. Si vorrebbe sussurrare un incoraggiamento a Adrian, che ha momenti di difficoltà col lavoro. Ci si vorrebbe arrabbiare a favore di e contro Kai, a seconda dei momenti. E ci si innamora di Mamakay. Io, davvero, me ne sono innamorato. Non mi capitava da molto tempo…

E’ però anche un romanzo sull’accettazione di sé. Perché ognuno dei protagonisti deve fare i conti col passato, col presente e col futuro. Ognuno di loro ha dei desideri che possono o non possono essere soddisfatti. Ognuno ha ricordi che devono o non devono emergere. Ognuno ha decisioni da prendere, sentimenti che bisogna decidere se ricambiare oppure no. E affrontare se stessi è a volte più difficile che affrontare la guerra.
Qualcuno vincerà. Qualcun’altro perderà.

E’ pure un romanzo sull’amore per la propria terra. Un amore che si può toccare, sebbene a volte si voglia allontanarsi. C’è un legame, tra i personaggi e quei luoghi, che è intenso. Che supera i dolori. Io non so se riuscirei ad essere così attaccato alla mia patria, ai miei luoghi…

Comunque sia, Il ricordo dell’amore è un romanzo bellissimo. Lo consiglio e lo consiglierò in maniera travolgente, perché è proprio bello bello. E’ scritto bene, con sapienza, è bilanciato e ben strutturato. Ha personaggi ottimi e credibili a cui ci si avvicina troppo per non rimanerne affascinati. Si rimane coinvolti, come fossero una famiglia.
Ed è scritto da una donna. Una donna che, in collegamento all’articolo dell’altro giorno, non scrive romanzetti rosa ma corposi volumi in grado di racchiudere un’epoca, l’amore tutto e il caos totale.

Quindi… quindi procuratevelo.

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2 pensieri su “Il ricordo dell’amore

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