Zona disagio

Credo di essere stato particolarmente fortunato.

Ho deciso di partecipare all’ultimo appuntamento (in ordine di tempo) col gruppo di lettura ideato da Start from Scratch e, per una serie di ragioni, invece di procedere nella maniera classica e leggere tutti lo stesso titolo, si è optato per una scelta piuttosto particolare: ogni partecipante avrebbe letto una differente opera di Franzen. Nel limite del possibile, ovviamente.

Ebbene, a me è toccato Zona Disagio, un libro che è in verità una sorta di biografia dell’autore stesso.

E sono stato molto fortunato.

Franzen ha diviso la sua vita, o meglio la sua giovinezza in sei episodi, ognuno dei quali legati a un particolare momento/evento/cosa.
Da qui è partito a ricostruire quella che sembra un’esistenza piuttosto comune a molte persone, e proprio per questo motivo diventa una sorta di lente d’ingrandimento per osservare meglio le proprie famiglie, le proprie giovinezze, e magari riconsiderarle.

Dicevo prima ‘una sorta’ di biografia proprio perché non è esattamente la trasposizione in continuum dell’esistenza dell’autore, ma piuttosto un patchwork di episodi utilizzati per mostrare la natura del suo io fanciullesco.

Il tutto raccontato magnificamente.
La prosa è infatti stupenda. Corre liscia e si sofferma su alcune idee per niente banali. E sembra quasi un romanzo, più che una biografia. E sembra quasi di riconoscere se stessi, in alcune cose.
E proprio perché ci si riconosce, la zona disagio del titoli diventa proprio questa vita domestica di un IO più giovane, in cui un po’ ci si vergogna dei propri genitori e un po’ ci si vergogna pure di se stessi.

Un libro che mi ha davvero molto colpito, positivamente, questo Zona Disagio, eccetto che per la fine.
Si perde infatti nell’ultimo pezzo, un ricordo legato alla sua passione nata piuttosto tardi per il birdwatching e che appunto riguarda una fase più ‘adulta’ della sua vita.
Ecco, qui il tutto diventa un po’ una tiritera sull’ambiente e la sua salvaguardia che non mi ha convinto e che probabilmente si discosta troppo dal resto del libro per essere godibile. Anche troppo dal resto delle sue idee, mi viene da dire.
Una parte in più, di cui non si sentirebbe affatto la mancanza.

Ma, a inizio post parlavo di fortuna.
Ebbene, la mia fortuna è quella di aver letto la biografia prima delle sue opere di narrativa. Credo quindi che quando mi approccerò a Le Correzioni, che già mi guarda dallo scaffale ‘ancora da leggere’, lo farò con uno spirito e una ‘conoscenza’ tali da permettermi di godere ancora di più di questa lettura.

 

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10 pensieri su “Zona disagio

  1. simoeffe ha detto:

    sintetico essenziale condivisibile ( ho appena iniziato la lettura di Zona disagio). Forse Franzen vuole mettere in guardia che il senso di inadeguatezza è più legato alle nostre sensazioni che a quelle del mondo esterno. Così il disagio viene dal profondo, non da fuori.
    buon lunedì
    simonetta

    • Andrea Storti ha detto:

      Uh, non vedo l’ora di leggere il tuo parere, allora.

      S^, probabilmente è proprio così. Perché ognuno prova un o’ di vergogna e di ripulso per genitori/comunità/moda, ecc. Quindi sono pare mentali proprie.

  2. girasonia76 ha detto:

    Ecco, avrei dovuto partecipare anche io ma non so perché non l’ho fatto. Mi rendo conto che non riesco mai a comprare Franzen. Sto sempre lì lì per, e poi gli preferisco ogni volta qualche altro autore. Insomma finché non vincerà lui ma gli altri, io e franzen non ci incontreremo… però sto Zona disagio, per come ne hai parlato, potrebbe convincermi… 🙂

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