Le scoperte del venerdì

E finalmente è venerdì.
Ed è un venerdì di doppia felicità perché da questa sera le mie librerie personali iniziano a riempirmi casa, dopo che per motivi di spazio erano rimaste quasi tre anni a casa dei miei. Sono immensamente felice!

Comunque, al di là dei fatti miei, oggi ci sono da segnalare le scoperte del venerdì. Quindi procediamo!

Questa puntata sarà però speciale.
Di solito, infatti, in questa rubrica segnalo romanzi scovati in rete ma che non possiedo. Oggi, invece, vi voglio segnalare tre romanzi che ho scovato in rete, che mi parevano interessanti e che sono già giunti sul mio comodino. Anzi, li sto addirittura già leggendo! O spulciando, dipende dai casi.
Posso però già dire di amarli, quindi ve li volevo segnalare quanto prima.

Il primo romanzo è edito dalla Cavallo di Ferro. Un romanzo ‘abbondante’, con una scrittura stupenda. Un romanzo che ha vinto il Commonwealth Writers’ Prize 2011, è stato finalista al Warwick Prize 2010, all’Orange Prize for Fiction 2011 e all’IMPAC Award 2012, ed è stato eletto Miglior libro dell’anno dal Sunday Telegraph, dal Financial Times e dal The Times, e consigliato dal The New York Times. Insomma… finalmente è giunto nelle italiche librerie!

il-ricordo-dell-amoreIl ricordo dell’amore, di Aminatta Forna
688 pagine, 19,90 €, Cavallo di Ferro

Cosa accomuna il dottor Kai Mansaray, brillante chirurgo dell’ospedale di Freetown, in Sierra Leone, ed Elias Cole, l’uomo morente a molti reparti di distanza? Cosa li ossessiona, li avvicina e allo stesso tempo li tiene lontani? Quando lo psicologo inglese Adrian Lockheart giunge in Africa per curare i traumi della guerra civile sierraleonese, inizia a svelare il legame tra i due uomini, fino a scoprire che l’amore può diventare causa di azioni terribili, le cui rovinose conseguenze si diffondono come cerchi nell’acqua. Una storia di amicizia, amore e guerra, in cui tre vite sono indissolubilmente legate dagli effetti indelebili del passato e da un amore ossessivo e devastante. Un romanzo che non è solo il drammatico resoconto di ciò che rimane dopo una delle più violente guerre civili della storia, ma che indaga, con una scrittura appassionata e arguta, i meccanismi della coscienza umana, il valore dei legami, dei ricordi e delle parole.

***

Il secondo è un romanzo che era stato a suo tempo segnalato da Nadia Terranova (che io adoro e che voi DOVETE ASSOLUTISSIMAMENTE leggere). Si tratta di una storia di amori e sofferenze e quotidianità. Ed è talmente vicino alle nostre, di vite, da risultare quasi assordante. Ho letto una quarantina di pagine dalla scrittura forte, decisa e sorprendente…

stanno beneStanno tutti bene tranne me, di Luisa Brancaccio
144 pagine, 15,50 €, Einaudi

Alberi, costellazioni, cani, insetti, rampicanti sono ovunque tra le pagine di questo romanzo d’esordio feroce e nello stesso tempo toccante. La storia è potentissima e la scrittura capace di continue accensioni, lo sguardo sulle vicende umane è quasi naturalistico, senza giudizio, ha qualcosa di scientifico, seziona e analizza concetti giganteschi e solidissimi come la famiglia, il sesso, la vita e la morte rivelando un talento spiazzante.

In questo romanzo ci sono varie storie che si sfiorano, ci sono vicini di casa, animali domestici, uno psicanalista, una donna delle pulizie, tappeti, librerie e tutta la tranquillità della vita borghese. Una tranquillità che funziona quasi come un farmaco, che stordisce e crea dipendenza. Margherita, per esempio. Quando si è sposata, suo marito le è sembrato l’uomo perfetto, forte e vincente. Solo ora si rende conto del fallimento, di vivere con un estraneo, anaffettivo e incapace di empatia fino alla crudeltà. Poi arriva un colpo di scena destabilizzante non solo per il lettore ma anche per lei. E la sua vita si spacca in due. Il fallimento diventa tangibile, biologico. La famiglia borghese diventa un mostro che la tiene in trappola con i suoi meccanismi di agghiacciante normalità. Ma Margherita sarà la spia d’allarme, la bocca che urla, il dito che indica. Scaverà nella normalità come si scava nella terra, sporcandosi le mani. E scoprirà che il mostro è reale, in carne e ossa e la famiglia è solo la sua tana. E gli altri? Com’è fatta la vita degli altri? Margherita guarda i suoi vicini di casa a cui è appena morto un figlio neonato e si chiede come facciano a sopportare tanto dolore. Ma questo è un libro sul superamento del dolore. Coglie i protagonisti nel momento della scelta: restare fermi sull’orlo dell’abisso a contemplare la catastrofe oppure andare avanti, continuare a vivere. Non è una scelta ragionata, è piuttosto una pulsione alla vita che appartiene a tutti gli animali, alle piante, a tutti gli organismi.

***

E concludo con un romanzo Iperborea. Per ora l’ho solo spulciato, ma ho già trovato frasi da sottolineare, quindi so già che a fine lettura mi troverò con un male al polso allucinante causato dallo smodato utilizzo della matita blu! (Sì, sottolineo in blu)

la rpesaLa presa, di Stephan Enter
228 pagine, 15,50 €, Iperborea

“Felici così non lo saremo mai più” è la frase che da vent’anni risuona nell’orecchio di Paul. All’università formava con Vincent, Martin e Lotte un inseparabile quartetto di amici e appassionati alpinisti, ma dopo una scalata sulle isole Lofoten le loro strade si sono improvvisamente divise. Solo oggi, in un’assolata mattina d’estate, alla stazione di Bruxelles, ha inizio il viaggio che li porterà a rivedersi. Ma più l’incontro si avvicina, più la tensione sale, e la memoria torna su quelle vette sospese tra il mare e il cielo, quando il mondo era ancora fatto di sogni e possibilità senza fine, quando Vincent era troppo preso dalle sue sfide per dare ascolto al cuore, Martin non aveva altri desideri che il riscatto sociale, e Lotte era un presuntuoso maschiaccio, ma così affascinante, così inafferrabile. Fino a quell’irrecuperabile attimo in cui il caso o l’urgenza della vita li ha chiamati a una scelta che ha segnato il loro destino. E solo ora, mentre il puzzle di quei giorni si ricompone, rivelando a ognuno le proprie colpe, debolezze, illusioni verso l’amicizia, l’amore, la felicità, si fa strada la domanda: Ma è davvero questa la vita che volevo vivere? Con un raffinato romanzo psicologico che segue il ritmo del pensiero in un crescendo d’intensità, sullo sfondo di una natura estatica che sembra prendersi gioco di ogni ambizione umana, Enter racconta il rischio di vivere, la vertigine della libertà di scelta, quella presa che continua a sfuggire nella scalata del destino, e il potere unico del ricordo di rendere eterno un attimo, di fermare l’inesorabile clessidra del tempo.

***

E le vostre scoperte, questa settimana, quali sono state?

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5 pensieri su “Le scoperte del venerdì

  1. girasonia76 ha detto:

    Mi ispira La presa, ma non da convincermi al 100%: per raggiungere il massimo, aspetto qualche recensione positiva (ossia la tua recensione. Ovvio che se non è positiva allora la percentuale d’ispirazione crollerà all’1%, eh)
    Le mie scoperte di questa settimana sono Maledizioni di Antonio Armano, che parla di processi, censure e sequestri tutti ai danni di scrittori ed editori… mi attira troppo! e poi in libreria ho scoperto che Brian Selznick (quello di Hugo Cabret *_*) ha pubblicato un altro libro per ragazzi incentrato su Houdini. Ma era così sottile e facilmente sfogliabile che l’ho letto tutto in libreria e poi l’ho lasciato lì 😀
    e forse c’era qualcos’altro ma ora non ricordo più!

    • Andrea Storti ha detto:

      Secondo me ti piacerebbe anche “Il ricordo dell’amore”, ma mi esprimerò meglio una volta finito quel malloppo di pagine.

      Oh, di Hugo Cabret ho visto solo il film e poi ho sempre osservato con curiosità i libri, ma mai presi. Dovrei, lo so. Ma magari inizio da questo nuovo?

      • girasonia76 ha detto:

        Sì, forse mi piacerebbe anche quello… aspetto il tuo parere finale 😉
        di Selznick secondo me il capolavoro è proprio Hugo Cabret, una storia raccontata attraverso il silenzio delle immagini alternate a pagine di parole intense. Questo su Houdini non mi sembra allo stesso livello: i soldi non ce li spenderei…

    • girasonia76 ha detto:

      Mi è piaciuta un sacco anche La stanza delle meraviglie, ho ritrovato la sua magia. Ma il primo e vero amore è Hugo *_*

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