Le scoperte del venerdì

Ecco che ritorna questa rubrica la cui cadenza è assolutamente ad casaccium. Per chi se ne fosse dimenticato (vista la quantità di tempo passata dall’ultimo post con questo titoli), ricordo che si tratta di uno spazio in cui segnalo quei libri che ho scoperto quasi per caso e che mi piacerebbe avere or ora tra le mani. E divorarli. E farmi incantare.

Il primo titolo dovrebbe essere piuttosto recente, credo infatti sia stato dato alle stampe in occasione del Salone del Libro di Torino. Fatto sta che si tratta di un romanzo dell’autrice di Nord e Sud che parla d’amore e di mare. E i libri che parlano di mare a me affascinano sempre.

Gli innamoramenti di Sylvia, di Elizabeth Gaskell
576 pagine, 15,00 €, Jo March

Nel novembre del 1859, senza rivelarne le ragioni, Elizabeth Gaskell trascorse una vacanza di quindici giorni nella nebbiosa Whitby, una cittadina sulle coste dello Yorkshire. Qui fece lunghe ricerche sulla caccia alla balene, sull’arruolamento forzoso dei marinai nelle flotte britanniche durante le guerre contro la Francia e sulle ribellioni popolari che si opposero alla coscrizione. Al suo ritorno a casa iniziò a scrivere un nuovo romanzo. Così Whitby diventò Monkshaven, conservandone tutto: l’abbazia, il porto, le fattorie, il respiro del mare e l’abbraccio delle brughiere. La sua penna si mise ancora una volta a narrare appassionatamente la storia degli umili; la storia più triste che avesse mai scritto, come la stessa Autrice definì il racconto di Sylvia Robson e dei suoi due innamorati, Charley Kinraid, l’impavido e virile ramponiere, e Philip Hepburn, il commesso che vive dietro il bancone di una bottega e passa le ore a misurare stoffe e a calcolarne il costo. Ma la realtà non è mai interpretabile in modo univoco, gli eventi si susseguono imprevedibili e mutano le persone. Solo il mare, che Sylvia contempla immobile sulla spiaggia, rimane sempre identico a se stesso, con il fragore dei suoi flutti impetuosi, con il suo linguaggio che parla di eternità.

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Grazie alla Lettrice Rampante, poi, ho scoperto questa interessante casa editrice, la Spartaco. Non ho potuto fare a meno di curiosare nel suo catalogo e, quindi, non ho potuto fare a meno di annotarmi almeno un titolo. E proprio il titolo è stato ad incuriosirmi, per poi scoprire una sorta di giallo grottesco che sembra davvero interessante.

Il sabotatore di campane, di Paolo Pasi
200 pagine, 12,00 €, Spartaco Edizioni

Sindaco e assessori sono preoccupati: la popolazione diminuisce di anno in anno e loro rischiano la poltrona se il comune verrà declassato a frazione. Un orologiaio anarchico, meglio conosciuto come il «sabotatore di campane», accenderà i riflettori su Roccapelata. Da tempo Gaetano Gurradi è in cammino per spegnere la voce di Dio in ricordo di un eccidio dimenticato. Stavolta, proprio quando sta per mettere a segno il «colpo», viene scoperto sul fatto dal parroco che, dopo una colluttazione, scivola giù per le scale e muore. L’anarchico si costituisce. Nessuno gli crede. Uno dopo l’altro i paesani sfilano davanti all’ambizioso magistrato che coordina le indagini, Astolfo Carugis, autoaccusandosi e svelando scheletri nell’armadio pur di ottenere notorietà. Gli aspiranti colpevoli richiamano così l’attenzione dei media sul paese moribondo.
Ridotto a una comparsa di se stesso, Gaetano dovrà riattraversare il territorio della sua memoria per sfuggire alla follia, ripercorrendo il viaggio che dai primi anni Sessanta lo ha portato fino all’ultimo campanile e al fatale, insensato epilogo. Ogni significato affiorerà nella riscrittura dei suoi ricordi, tra i quali un posto speciale è riservato a Emma.
Una storia grottesca a tinte noir che corre sui binari di un’utopia sfuggente e di una realtà illusoria.

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Sempre targato Spartaco è pure il prossimo romanzo, che arriva da luoghi lontani e racconta una storia di magia, mistero e ricordi. E i ricordi non sono forse una magia e un mistero? Io non ho saputo trattenermi dal metterlo in whishlist.

C’era una donna nel mezzo del destino, di Suleiman Cassamo
74 pagine, 11,00 €, Spartaco Edizioni

Immaginazione, elementi fantastici, tradizione, mistero, magia. Monologhi, conversazioni, ricordi: un uomo parla con un morto che ha visto insepolto molti anni prima. All’epoca era solo un bambino e stava pascolando le capre. Ora vive in città, ma – attraverso il filtro della memoria e rivolgendosi al morto – ricostruisce paesaggi, alberi, animali, personaggi, episodi, miti e leggende della sua terra. Fra tutti i ricordi uno, in particolare, è motivo di sofferenza: l’immagine di Biana, una donna che tutti i maschi desideravano e che ha segnato il destino dell’uomo, impedendogli di amare altre donne. Adesso l’uomo vuole finalmente seppellire quel morto e costruisce uno strano marchingegno, qualcosa a metà tra una giraffa e l’ascensore di una miniera. È qui che, inaspettatamente, ritrova Biana, la donna capitata nel mezzo del suo destino. Il romanzo – diviso in sette cicli, ognuno con un diverso registro nonostante il tema comune – conduce il lettore in un mondo in cui vivi e morti non possono fare a meno gli uni degli altri.

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Concludo andando verso nord. Più precisamente in Islanda. E lo faccio per segnalarvi un altro titolo uscito veramente da poco. Si tratta del nuovo libro di Jón Kalman Stefánsson che va a concludere la sua trilogia iniziata con Paradiso e Inferno e La tristezza degli angeli. A proposito, di questo secondo titolo vedrò di parlarvene a breve!
Comunque, la scrittura di questo autore è di una poesia unica e… beh, basta leggere le prime righe di questa quarta di copertina per volerlo ora. Ora!

Il cuore dell’uomo, di Jón Kalman Stefánsson
464 pagine, 18,50 €, Iperborea

“L’uomo è nato per amare, ecco quant’è semplice il fondamento dell’esistenza. Per questo il cuore batte, questa strana bussola, grazie a lui ci orientiamo tra le nebbie più fitte, a causa sua ci smarriamo e moriamo in pieno sole.” Il ragazzo si risveglia in uno sperduto fiordo nel nord dell’Islanda. Il mare gli ha strappato l’unico amico, i ghiacci l’hanno inghiottito fino alle soglie della morte, ma a richiamarlo alla vita sono degli occhi verdi e dei capelli rossi. È la giovane Álfheiður che lo cura ogni giorno prima che il destino lo riporti al Villaggio, a una piccola comunità di pescatori impegnata in una quotidiana lotta per la sopravvivenza, alla locanda del capitano cieco che gli apre le porte della letteratura e della conoscenza. E mentre il cuore continua a inseguire quei capelli rossi “oltre le montagne del mondo”, la sua perenne ricerca del senso più alto della vita diventa un viaggio iniziatico attraverso l’amore, da quello libero della ribelle Geirþrúður a quello dominatore della capricciosa Ragnheiður, a quello che guarisce il dolore di Rakel, nato dalla poesia di una lettera. Perché le parole possono dare corpo ai sogni, cambiare un destino, elevarci sopra il tempo. Ed è il potere delle parole e dell’animo umano contro gli abissi bui dell’esistenza a illuminare ogni pagina di questo romanzo.
“Bisogna vivere come le stelle”, dice il ragazzo, “bisogna vivere per vincere la morte, è l’unica cosa che sappiamo”. Allora non ci spegneremo, “forse semplicemente ci trasformeremo in musica”.

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E voi avete scovato qualche titolo, ultimamente?

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11 pensieri su “Le scoperte del venerdì

  1. La Spartaco dovrebbe assumere Elisa come sua P.R: anch’io l’ho conosciuta tramite lei! E ho letto Le giocatrici di Marilena Lucente: Andrea, ti piacerebbe un sacco!
    Al salone invece ho comprato quello della Gaskell, un mattone che non immaginavo e bè, anche se non l’ho ancora letto, gli faccio tanta pubblicità perché le JoMarch pubblicano solo cose belle!
    Quanto al volume dell’Iperborea… ma sai che io con questa casa editrice non riesco tanto a prendermi? Sarà il formato che usano, che mi dà un fastidio che non ti dico, che mi fa ogni volta sorvolare sulle loro uscite. Sono pessima, lo so

    • Ahah, sì, se non altro dovrebbero darle delle percentuali sulle vendite.
      E non suggerire altri titoli, che altrimenti mi tocca andare a rapinare una banca! XD

      Eh, sì, il formato Iperborea è… particolare. Però… La tristezza degli angeli lo sto leggendo e… eh! WOW!

    • Uh! Piano! Non si tratta di recensioni ma di segnalazioni. Ovvero: girovagando per la rete ho trovato questi titoli che mi ispirano un sacco, che voglio assolutamente prendere, ma che non ho ancora letto.
      Però un giro sul blog lo faccio volentieri. 😉

  2. Di Pasi merita anche il primo, “Memorie di un sognatore abusivo”, anche se “Il sabotatore di campane” mi è piaciuto sicuramente ancora di più!
    Sono una bella casa editrice, che pubblica solo libri in cui crede e con grande passione per quello che fanno!

    Sto leggendo il mio primo Iperborea in formato cartaceo e sto effettivamente avendo qualche difficoltà con il formato, che trovo un po’ poco maneggevole (ma magari è solo questione di abitudine). Della Jo March invece non ho mai letto nulla, ma ne parlate tutti talmente bene che credo sia ora di rimediare!

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