Cent’anni di solitudine

Mi è stato suggerito di iniziare il post essendo sincero e ammettendo che non so come iniziare questo commento al libro.
Quindi, eccomi: io davvero non so come iniziare questo post.

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Cent’anni di solitudine è una storia particolare.
E’ una storia che in molti avranno iniziato a leggere in quest’ultimo periodo, ma credo sia anche una storia che in molti avranno piantato lì, a metà. O all’inizio.
Perché Cent’anni di solitudine non parla di un singolo personaggio, ma di un’intera famiglia. Anzi, di un intero villaggio. Anzi, di un intero continente, quasi. E appassionarsi a un intero continente non sempre è così facile.

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Io, però, me ne sono innamorato.
Perché la scrittura di Màrquez è fenomenale.
Perché questo Realismo Magico che io ho scoperto solamente ora è affascinante e t’incanta e ti stuzzica e ti trascina in un mondo altro, che tu intuisci essere estremamente reale, e che però appare così esotico, lontano, speciale.

E’ un romanzo anche molto duro, oltre che fiabesco. Perché dietro questa grande favola, questi innumerevoli avvenimento, si nasconde quella che, intuisco, è la storia del Sud America. Una storia fatta di miscugli di civiltà, di ribellioni, di rivoluzioni, di colonizzazione, di saccheggi, magia, credenze, devastazioni, silenzi.

A volte pare quasi difficile da seguire, inoltre, perché tutte le generazioni della famiglia protagonista non fanno che ripetere nomi, e anche situazioni, e questo un po’ confonde. Ma forse va bene così, perché ci si ritrova ancora più persi in quella Macondo che è mitica e decaduta e impressa per sempre nella memoria.

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E’ un libro che, di certo, non si può dimenticare facilmente. E probabilmente questo sta a indicare che si tratta di un Libro, e non di un libro qualsiasi.

Nel caso poi che le mie parole non fossero sufficienti, io vi invito a rileggere il commento al libro che La Lettrice Rampante aveva regalato al Meleto in occasioni del suo recentissimo quinto compleanno. Aveva parlato proprio di Cent’anni di solitudine. Trovate il post QUI.

E, ah! Nel caso vogliate mangiare la mela della foto… troppo tardi! 😛

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5 pensieri su “Cent’anni di solitudine

  1. Sono felice che anche tu sia stato catturato dalla prosa di Marquez: io la trovo meravigliosa. Mi sono innamorata con “Dell’amore e di altri demoni”.
    Il suo capolavoro ancora mi manca, ma so che quando lo leggerò sarà un’esperienza incredibile 🙂

  2. Non ho mai letto niente dell’autore, ma non saprei dire quante volte ho preso in mano questo libro senza mai acquistarlo alla fine.
    Forse la prossima sarà la volta buona.

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