Marguerite

Lo dico subito: Marguerite non mi è piaciuto.
L’ho amato.
E la differenza tra il piacere e l’amare è profonda.
Un libro mi piace se ha una bella storia, se ha saputo ben intrattenermi. Se lo ricordo con piacere.
Un libro lo amo se si sa insediare nel mio cuore, se ci mette radici e se non mi abbandona più.
Marguerite, romanzo sulla vita di Marguerite Duras, ha lasciato radici profonde, nel mio cuore.
Conoscevo già il nome di Marguerite Duras, ovviamente.
E ovviamente l’associavo a L’amante. Come forse fanno un po’ tutti.
Tra l’altro, la associavo all’amante sbagliato, perché tutto quello che davvero sapevo su quel libro non erano altro che un paio di scene del film di Jean-Jacques Annaud. Anzi, i volti e i corpi dei due protagonisti.
Ma quella trasposizione non è L’amante. E’ altro, come spesso accade.
Per fortuna, quindi, che Sandra Petrignani ha scritto questo libro.
Per fortuna che Neri Pozza l’ha pubblicato.
E per fortuna che io l’ho letto.
Sì, perché a volte la fortuna conta molto. Può capitare infatti di imbattersi quasi per caso in un testo, e poi ritrovarsi la vita cambiata proprio da quel volume. Per esempio, se il blog non avesse compiuto cinque anni, non credo avrei avuto l’opportunità di leggere Marguerite. Ma questa è un’altra storia, e sto divagando.
La fortuna, dicevo…

La fortuna che, in fondo, per Duras non sembra così determinante. Perché lei è una donna che si ‘è fatta da sola’. Ha una personalità fortissima, travolgente. Sa fin da subito cosa vuole fare nella vita. E lo fa.
Oh, certo. E’ una persona che avrà le sue profonde debolezze, che avrà anche grossi problemi, per esempio l’alcol, ma c’è un fuoco dentro il suo cuore che la fa ardere! Di creatività. Di amore.
Amore.
L’amore è sempre presente nella vita di Marguerite. Ama sempre. Mi viene in mente una citazione tratta da un libro di Joanne Harris, La donna alata, dove, mi sembra la madre, dice alla protagonista: non amare sovente, ma per sempre. Ecco, Marguerite ama sovente.
E’ sempre alla ricerca dell’amore, anche se a volte le viene il dubbio che cerchi più la soddisfazione di un desiderio. Perché lei desidera molto. ama il piacere.
Cerca sempre dei contatti. E probabilmente questo continuo bisogno deriva dal rapporto che aveva con la madre, una madre molto amata ma che, almeno secondo Duras, non ricambiava la figlia, presa com’era dal primogenito.

Probabilmente, Marguerite ama l’amare.

Marguerite è un romanzo estremamente intenso. Viscerale. Carnale, anche.
Lo si potrebbe pure definire scarno, perché non è di quelle storie infarcite di grandi descrizioni o di voli pindarici che servono solo a riempire pagine. No. Questo è un romanzo asciutto. Tanto che in certi punti sembrerebbe addirittura una biografia, un saggio. Però c’è un certo uso della parola, una scelta ponderata delle frasi… che contribuiscono a rendere il tutto vivo. Vitale! Forte! Che arde proprio come la protagonista.
Sandra Petrignani ci mette in guardia subito, ci dice di considerarlo un romanzo, questo libro, non una vera biografia. Però è impossibile non rimanere affascinati da questa donna e pensare quasi di conoscerla, a fine lettura. In molti l’hanno amata, nella sua vita. E credo che anch’io me ne innamorerei. Ora. anzi, un po’ me ne sono già innamorato.

Creatività, dicevo prima.

Era una donna dai mille talenti.
Scriveva. E scriveva cose che andavano in profondità. Affrontava gli abissi del suo passato, ma allo stesso tempo anche quelli della mente, del cuore… in somma, dell’uomo. Nel romanzo di Petrignani c’è un punto in cui la madre si arrabbia con Marguerite perché le dice di aver cambiato i fatti. E’ così. Ma è il lavoro dello scrittore. E lei è profondamente scrittrice. E lei deve continuamente scavare nei suoi ricordi.

Ma Duras era anche regista, e sceneggiatrice. Era, insomma, un’artista a tutto tondo nel campo delle storie.
E poi ci sarebbe tutta la Duras più ‘politica’, quella che aderisce al comunismo e che si batte contro il colonialismo…
Una personalità ricca, trepidante.

A fine lettura è impossibile non voler cercare tutti i libri della Duras. Tutti.
Ma l’impresa è quasi impossibile, ve lo dico già. Salvo qualche titolo, gli altri sono tutti fuori catalogo. Che peccato… Come faccio a saziare la fame delle sue parole?
Per fortuna esistono le biblioteche. Per fortuna!

Ecco. Arrivato qui, come sempre mi accorgo di aver a lungo cianciato senza però essere riuscito a trasmettervi l’amore che provo per questo romanzo. Lo sapete, mi succede sempre così quando parlo di una lettura che mi ha molto colpito.
D’altra parte, penso che il privilegio di essere un blogger per passione, e non un giornalista, mi consenta di mettere una dietro l’altra parole che esprimono solo emozioni, sentimenti, sensazioni… che sono le cose che contano di più, per me.
Comunque, se anche non avete capito nulla di questo post, vi do due consigli stringati che riassumono il tutto:
1. procuratevi ASSOLUTAMENTE Marguerite.
2. leggete i libri di Marguerite Duras.

Io ho già letto L’amante e sono a caccia di altro. Nel mentre, mi dedico a La scrittrice abita qui.

In fondo, sembra quasi che la vera felicità sia questa.

p.s. dell’ultim’ora. Vi lascio due link. UNO porta a una bella recensione che contiene anche alcuni estratti del romanzo. Giusto per invogliarvi maggiormente. L’ALTRO porta a un’intervista che l’autrice ha rilasciato ai tipi di Wuz. Mi sembrano due link interessantissimi.

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10 pensieri su “Marguerite

  1. Cloven ha detto:

    Mmm ok, mi hai convinto. Ma a posteriori pensi che sia meglio leggere prima il libro o i romanzi? Cioé, da come ne hai parlato Marguerite non dovrebbe deludere affatto, ma in caso contrario potrebbe rimandare di molto la lettura dei romanzi, Che ne pensi?

  2. Aurora ha detto:

    Segnalo che l'anno scorso da Edizioni Clichy è uscito I miei Luoghi, una lunga intervista a Duras di Michelle Porte, e da Nonostante (Trieste) una nuova traduzione di Moderato cantabile cui seguirà a breve una nuova traduzione dei Testi Segreti di Duras.

  3. Andrea Storti ha detto:

    Domanda difficile! Io devo ringraziare questo romanzo proprio perché mi ha fatto venir voglia di leggere la Duras. Allo stesso tempo, però, mi rendo conto che se conosci già l'autrice cogli molti riferimenti che da non-lettore non puoi sapere.

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