Il Cardellino e Donna Tartt

Ormai è da un bel po’ di tempo che non dedico più un post di segnalazione a un singolo libro non ancora letto. E questo tempo è dovuto al rendermi conto che la cosa, a mio modo di vedere, ha poco senso. O meglio, avrebbe senso se questo blog fosse meramente pubblicitario, ma non ce l’ha nel momento in cui io decido di voler costruire uno spazio web dove dialogare di libri e lettura, dove ‘costruire’ qualcosa, e non solo proporre.
Poi, però, ci sono le eccezioni. Come in questo caso. Come questo post, che nasce dal canto di un uccellino. Anzi, di un cardellino.
Figlio di una madre devota e di un padre inaffidabile, Theo Decker sopravvive, appena tredicenne, all’attentato terroristico che in un istante manda in pezzi la sua vita. Solo a New York, senza parenti né un posto dove stare, viene accolto dalla ricca famiglia di un suo compagno di scuola. A disagio nella sua nuova casa di Park Avenue, isolato dagli amici e tormentato dall’acuta nostalgia nei confronti della madre, Theo si aggrappa alla cosa che più di ogni altra ha il potere di fargliela sentire vicina: un piccolo quadro dal fascino singolare che, a distanza di anni, lo porterà ad addentrarsi negli ambienti pericolosi della criminalità internazionale.
Nel frattempo, Theo cresce, diventa un uomo, si innamora e impara a scivolare con disinvoltura dai salotti più chic della città al polveroso labirinto del negozio di antichità in cui lavora. Finché, preda di una pulsione autodistruttiva impossibile da controllare, si troverà coinvolto in una rischiosa partita dove la posta in gioco è il suo talismano, il piccolo quadro raffigurante un cardellino che forse rappresenta l’innocenza perduta e la bellezza che, sola, può salvare il mondo.
Tra le luci dell’Upper East Side di New York e la desolazione della periferia di Las Vegas, tra capolavori rubati e fughe vertiginose lungo i canali di Amsterdam, Il cardellino è un romanzo meravigliosamente scritto che si legge come un thriller. Primo assoluto nelle classifiche di Stati Uniti, Francia e Olanda, osannato dalla critica in patria come all’estero, è l’evento letterario dell’anno.
E’ uscito oggi.
Ovviamente parlo de Il Cardellino di Donna Tartt.
E ci tengo a segnalarlo ancora e ancora perché è uno di quei libri che muoio dalla voglia di leggere. Così, esclusivamente in base alla copertina (stupenda), ai commenti letti in giro (ottimi) e anche per via della storia di questa scrittrice introversa che sto scoprendo, poco a poco, in questi giorni.
E’ una sorta di colpo di fulmine, di quelli che ti fa entrare in libreria e comprare una cosa che non avevi considerato. Poi non è detto sarà una lettura stupenda, ma le premesse ci sono tutte e, come quando si è innamorati, a me fa piacere condividere questo innamoramento con voi.
Stephen King ha detto che Il cardellino è una rarità che capita, forse, una dozzina di volte per decennio: un romanzo letterario scritto con intelligenza che prende mente e cuore.
E già questo. Sì, in somma… King non è certo uno che si sbilancia spesso.
Poi, curiosando sull’account Tumblr di Rizzoli, mi è capitato di leggere questa intervista all’autrice. Un’intervista stupenda, secondo me. In cui parla dei suoi tempi lunghissimi di lavoro (dieci anni per scrivere questo titolo, altri dieci per il precedente e otto per il romanzo d’esordio) in un momento storico e commerciale in cui tutto dura un niente. In cui dice che tra le idee di base de Il cardellino c’è la voglia di scrivere sul terrorismo e sulla distruzione dell’arte, una distruzione che troppo spesso passa inosservata. In cui ci svela alcune coincidenze legate alla stesura di questo ultimo lavoro, e in cui rivela il motivo del sua riservatezza, e del suo voler fare poche interviste, poche presentazioni… preferisce lavorare alle storie. Storie necessarie, non frivolezze.
Ecco. Dopo quest’intervista io sento di amare questa donna.
E’ un po’ come quando si incontra qualcuno per la prima volta. In seguito, dopo anni di frequentazioni, magari giungerò alla conclusione che si tratta di una persona idiota, ma sul momento uno sente un feeling a pelle.
Ecco, con Donna Tartt è un po’ così.
tanto che mi sono subito procurato l’ebook di Dio di illusioni, suo esordio che ha scombussolato la letteratura americana e non, all’epoca.
Oh, a proposito. Assieme al cardellino, in libreria arrivano anche due nuove edizioni dei lavori precedenti della Tartt. Sono due. E infatti lei stessa ha dichiarato di sentire che riuscirà a scrivere solo 5 romanzi, nella sua vita.
Io sono sempre più curioso, e voi?
Ci risentiamo fra qualche tempo, appena avrò terminato la lettura di questo voluminoso volatile.
Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d’amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commetterne un altro ancora più spietato…
Un orrendo delitto ha sconvolto per sempre la vita della famiglia della piccola Harriet Cleve: dodici anni prima, quando lei era appena nata, suo fratello Robin è stato impiccato a un albero del giardino, e né il colpevole né il movente sono mai stati trovati. Per Harriet, Robin è il legame con un passato felice che non ha mai conosciuto, è il suo “piccolo amico”. Ed è per questo che, nell’estate in cui compie dodici anni, decide insieme all’inseparabile amico Hely di scoprire finalmente l’assassino e di compiere la sua vendetta.
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2 pensieri su “Il Cardellino e Donna Tartt

  1. Anche per me è stato amore a prima vista quando vent'anni fa, nel pieno dell'adolescenza, scovai in libreria questo libro strano e affascinante (la prima edizione di Dio di Illusioni è meravigliosa!) Letto, riletto, diventato libro di culto dell'amicizia di due ragazze bohémienne che a sedici anni preferivano le passeggiate in campagna ai motorini e che davano vita a esclusivi alcolici club letterari per sfuggire alla noia della provincia.
    A distanza di vent'anni, dopo aver letto nel frattempo (e profondamente amato) “Il piccolo amico”, posso finalmente mettere fine all'estenuante attesa per l'edizione italiana di The Goldfinch!
    E ora tuffiamoci in queste sospirate 800 pagine, dovremo farcele durare per una decade.

    Buona lettura.
    Valeria

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