Cattedrale

Ci sono storie e ci sono Storie. E poi ci sono STORIE.
Che poi, le STORIE non sono altro che le storie… ma messe perfettamente a fuoco.
Come quelle raccolte qui:
Cattedrale mi ha ricorcato Troppa felicità della Munro. Probabilmente per via del senso di mancanza di felicità, o di perdita di felicità, o di trovare la felicità in piccolissime cose che succedono quasi per caso, o che si pensavano stupide e invece sono tutto.
Ma Cattedrale ha anche una sua fortissima identità. Una scrittura limpida, lucida, che delinea giornate in cui i protagonisti delle storie vivono piccoli o grandi drammi, come un licenziamento, l’alcolismo, la morte di un figlio. E anche se si tratta di cose almeno apparentemente lontane dal tuo presente, riesci a sentirle così vicine che…
Per esempio, leggendo Una cosa piccola ma buona, io ho avuto i brividi.
Sarà che in famiglia sta per arrivare un pupo, sarà che questo racconto parla di un bambino che subisce un incidente… fatto sta che la potenza delle parole di Carver mi ha fatto sentire gelo, dolore e odio. E le lacrime non sono arrivate solo perché ad ogni pagina mi prendevo il tempo necessario per fare un bel respiro profondo, prima di continuare.
Il fatto, secondo me, è che la sua non è una prosa emotiva, è una cosa schietta, e la schiettezza fa molto male, spesso.
Oppure in Penne, il racconto che apre la raccolta. Mi sono ritrovato così in sintonia col narratore, mentre si sentiva un po’ perso in quella casa con delle abitudini un po’ bizzarre, come tenere un pavone da compagnia. Mentre si intuiva in che modo considerasse certe ‘manie’ che, alla fine, quando sono arrivato a leggere l’ultima riga, mi sono un po’ spaventato. Perché per quanto sia ‘horror’ tenere un calco dei tuoi denti in salotto, quella famiglia che sarei potuto arrivare a deridere aveva raggiunto il suo stato di felicità, di appagamento, mentre gli altri…
E lo stupendo Cattedrale, che da il titolo alla raccolta.
Come si descrive l’immensità di una cattedrale a un cieco?
Come ci si comporta con un cieco?
E quanto sono fragili i pregiudizi?
E quanto deboli le nostre certezze?
Cattedrale è una raccolta che, mentre la leggi, sembra innocua. Alcuni racconti scorrono via lisci che, lì per lì, ti pare di non averli nemmeno letti. Però poi li pensi. Li sogni mentre sei in macchina e ti ritrovi a ragionarci sopra perché intuisci che quella piccola cosa è l’inizio della fine,  che quel gesto fuggevole è un momento di felicità non colto.
Cattedrale è quasi una raccolta di fotografie, perché racconta sempre di periodi brevi, di momenti anche. Sono scene di vita famigliare. E proprio come le foto, questi racconti fungono come da lente focale per rivedere meglio l’esistenza. Si capiscono allora cose che forse non si voleva capire. O che potrebbero cambiarti. O che potrebbero lasciarti esattamente come sei ora, facendoti però esclamare: “Che grande autore, questo Carver!”
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3 pensieri su “Cattedrale

  1. Questo è stato il mio primo Carver… ed era addirittura ancora nell'edizione della Beat.
    Lo adoro, davvero. E non smetterò mai di consigliarlo… davvero un grande autore, questo Carver!

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