Particelle

Ho conosciuto la casa editrice Ponte33 praticamente per caso. L’ho scovata leggendo un post in un blog in cui mi sono ritrovato praticamente per caso. Quindi, a volte, il caso è un grande amico.
Il blog in questione è Editoria Araba.
Sì, è difficile sbagliarsi, questo blog parla proprio di letteratura araba. Quindi dovrebbe risultare piuttosto facile anche capire che pure Ponte33 lo fa. Ma questa realtà editoriale è ancora più specifica, e infatti la sua mission è quella di far conoscere ai lettori italiani la letteratura prodotta in lingua persiana.
La ritengo una realtà molto bella ed estremamente interessante, perché troppo spesso siamo immersi in romanzi monoculturali, secondo me, che sì, magari parlano anche di altre culture (o tentano di farlo), ma che comunque sono stati scritti da un europeo, o da un americano. Leggere dell’Iran da una penna iraniana è il minimo, mi vien da dire.
E quindi eccomi a stringere tra le mani il mio primo Ponte33, che in realtà è il loro ultimo nato.

Particelle è uno spaccato della quotidianità di un uomo iraniano. Un uomo qualunque. Che ha un lavoro, una moglie, due figli, una casa. Un uomo che però è debole, in un certo senso. Un uomo che cede ai piaceri della carne senza in verità preoccuparsi troppo delle conseguenze, e che fluttua tra le varie realtà che si è creato attorno e le regole di una società delle quali, forse, non ha una vera e propria idea, ma che segue per quieto vivere, per non crucciarsi troppo.
Alla fin fine, è semplicemente un uomo estremamente egoista.
E’ un libro molto interessante, Particelle.
Ci mostra una realtà che a tratti risulta estremamente lontana dalla nostra ma, allo stesso tempo, ci sono sfaccettature che potrebbero benissimo appartenere alla vita di uno qualsiasi di noi. In fondo, non posso negare di aver molte volte pensato, durante la lettura, che questo protagonista maschile, con alcune piccole correzioni, potrebbe benissimo essere il personaggio maschile principale di un romanzo italiano.
Ecco dunque che Particelle è un libro orientale e occidentale allo stesso tempo.
Ed è stupendo, anche dell’orrore.
E’ poi impossibile non notare la forza delle donne di questa storia. Se l’uomo è inetto, molliccio, che rabbonisce la moglie, rabbonisce l’amante e non sa decidersi, le donne sanno invece quello che vogliono, e sono forti, e feroci. L’amante non ha scrupoli, o inibizioni, e vuole farsi valere. La moglie non ha freni se c’è da dire la sua, e anzi il marito la teme. E la madre di lui, poi, figura quasi solo accennata, ma la cui potenza traspare grandiosa.
Particelle è un romanzo breve che consiglio caldamente. Per scoprire cose nuove, ma anche cose nostre. Per chiedersi un po’ quanto NOI siamo inetti e deboli e piccoli. E per chiederci pure cosa stiamo facendo. Di tutto.
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