Le uscite di gennaio

Anno nuovo, nuove uscite in libreria. e con gennaio si riparte alla grande, in quanto a carta stampata! Infatti ho già una bella lista di titoli interessanti che hanno abbondantemente richiamato la mia attenzione.
Come sempre, qualche titolo lo perderò per strada… ma conto di recuperarlo quanto prima.

In questo primo mese dell’anno le uscite interessanti sono davvero molte, ma tra quelle che più mi hanno colpito ci sono il nuovo romanzo di Kawakami Hirmomi, che sembra quasi una fiaba un po’ stramba, e che promette molta magia. C’è poi il nuovo di Gaiman, che attendo da quest’estate. E’ per bambini ma… sono un bimbo pure io! C’è il nuovo titolo delle edizioni Astoria, piccolo editore che mi incuriosisce sempre ma che devo ancora affrontare… spero di rifarmi ora. Nella lista ho inserito pure una raccolta di saggi sulla traduzione, perché quello del traduttore è un lavoro così difficile e così sottovalutato che… E poi c’è un romanzo di ricordi, rivoluzioni, amori, libri e Seoul e l’Annus Mirabilis di Geraldine Brooks che da tanto voglio leggere. Non potevano mancare almeno un paio di titoli Neri Pozza, ovviamente. E concludo col nuovo di Mathias Enard, che mi ha conquistato col suo Parlami di battaglie, di re e di elefanti.

Sì, esatto. Portafogli vuoto anche questo mese!

Ma ora… via con la prima carrellata targata 2014!

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Le donne del signor Nakano, di Kawakami Hiromi
240 pagine, 19,00 €, in uscita il 14 gennaio per Einaudi

La bottega del signor Nakano è un po’ speciale. Innanzitutto, come tiene a specificare il proprietario, «non è un negozio di antiquariato ma di roba vecchia»: soprammobili fuorimoda, ciotole usate, manifesti di epoche dimenticate, malinconici reperti di vite sconosciute che potete comprare per pochi spiccioli, oggetti particolari e scompagnati come, in fondo, sono gli uomini e le donne che girano intorno al negozio. A cominciare dal signor Nakano: eccolo lí, dietro la cassa, magrissimo, un berretto di lana calato sulla fronte e una certa qual debolezza per il fascino femminile. A dargli una mano ci sono due ragazzi, Takeo, tanto laconico da apparire misterioso, e Hitomi, una ragazza allegra e inquieta. I due giovani si studiano, s’innamorano, nasce un legame toccante e maldestro che sembra destinato a inciampare su ogni incomprensione. Ma anche Nakano e la sua romantica sorella Masayo devono affrontare le impreviste complicazioni che nascono dal desiderio. Sarà proprio Hitomi, e il suo sguardo curioso e sensibile, ad accompagnare il lettore attraverso la girandola di incontri e personaggi che ruotano intorno alla piccola, vivace bottega del signor Nakano. Sono vicende comuni quelle che ci racconta Kawakami Hiromi, con una delicatezza che nulla toglie alla profondità dei sentimenti, all’intensità di relazioni umane che iniziano quasi per caso e si sciupano senza che sia colpa di nessuno. Una scrittura soave e luminosa, pervasa da un sottile rimpianto per quello che poteva essere e invece non è stato, e al tempo stesso da un confortante calore umano. Perché tutti, almeno una volta, ci siamo detti: «Che cosa complicata è l’amore!»

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L’esilarante mistero del papà scomparso, di Neil Gaiman
160 pagine, 17,00 €, in uscita il 14 gennaio per Mondadori
Fratello e sorella sono a casa da soli. Papà è uscito a comprare il latte, ma tarda a tornare. Sarà scomparso? In realtà i due ragazzini non sanno che il loro papà sta affrontando ogni tipo di pericolo per portare a casa il latte sano e salvo: alieni, dinosauri, pirati, cannibali, vampiri, piranha… Alla fine il papà torna a casa, ma non sarà facile convincere i figli di cosa gli è capitato!Nell’introduzione al romanzo Neil Gaiman scrive: “Questo è il mio primo libro in cui ho deciso di rispondere alle Grandi Domande della Vita. Domande che nessuno si è mai posto. Domande tipo: Cosa succede quando apri la porta di una navicella spaziale e lasci entrare un varco spaziotemporale? Viviamo davvero nel presente o in realtà in un futuro lontanissimo?”

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Dalla nostra corrispondente, di Shulamit Lapid

240 pagine, 16,00 €, in uscita il 15 gennaio per Astoria Edizioni
Lisi Badichi, detta “Lisa la svitata”, è la giornalista tuttofare dell’edizione locale della “Gazzetta del Sud”. Siamo a Beer Sheva, città ai bordi del deserto israeliano del Neghev. Completamente dedita al lavoro, vergine più per mancanza di tempo che di occasioni, piedi piatti enormi e occhi un po’ addormentati, Lisi cerca di non lasciarsi mai sfuggire un incarico. Terrorizzata dal direttore di Tel Aviv, che minaccia un giorno sì e l’altro pure di mandare un sostituto, Lisi lavora ininterrottamente e segue ogni avvenimento immaginabile – dalla visita a un posto di blocco alla conferenza stampa di una microbica compagnia teatrale all’inaugurazione di una mostra di un artista locale. Alla festa di compleanno di Pinhas Orenstick, importante giudice del luogo, cui presenziano tutti quelli che contano in questo ombelico di deserto, Lisi incappa nella sua prima avventura, nonché in un delitto all’apparenza inspiegabile.

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Tradurre è un’intenzione, a cura di Nicoletta Dacrema

279 pagine, 15,00 €, in uscita il 23 gennaio per Marcos Y Marcos
Questo libro, che raccoglie gli interventi degli studiosi e professionisti della traduzione che hanno partecipato al simposio sulla traduzione letteraria organizzato da Nicoletta Dacrema all’Università di Cagliari, è governato dal principio della eterogeneità.
I testi presi in considerazione, infatti, coprono un arco cronologico vastissimo, che va dal primo millennio a.C. fino a oggi. Essi sono, inoltre, rappresentativi di generi letterari diversi: poesia, narrativa, prosa d’arte.
Una prospettiva tanto ampia, che accoglie poesia antica e poesia contemporanea, istanze e modalità narrative, e in generale prosastiche, con le relative crisi e assestamenti formali, intende non solo dare un quadro mosso della letteratura europea e, più latamente, mondiale, ma anche, e soprattutto, intende marcare la pluralità di strategie che vengono messe in opera, di volta in volta, nella riproposta del fatto letterario, con le sue specificità di macrostruttura e di microstruttura che variano nel tempo e di voce in voce.
Esse sono, infatti, espressione della verità individuale di ciascun autore, del suo poieîn.
Ogni traduzione è una ri-creazione dell’opera, e dà, pertanto, una versione propria che parte da una “interpretazione”: sia del piano semantico, soprattutto lessicale, con tutte le sue sfumature; sia del piano formale.
Questa interpretazione è, a suo modo, originale.
Nel bene, e nel male.

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Io ci sarò, di Kyung-sook Shin
336 pagine, 16,00 €, in uscita il 23 gennaio per Sellerio

Una mattina il telefono squilla a casa della scrittrice Chong Yun. È il suo fidanzato dei tempi del liceo, e la chiama per avvisarla che il professor Yoon, il loro adorato maestro, è in fin di vita. In un istante Chong Yun sente il passato che ritorna con le emozioni del periodo più intenso, traumatico ed eccitante che abbia mai vissuto. Anni addietro quattro studenti di Seoul avevano condiviso uno dei momenti di maggiore travaglio politico della Corea. Per affrontare le difficoltà di un’intera generazione si erano legati l’uno all’altra, scoprendo l’amore e l’amicizia, condividendo le difficoltà, i sogni, le letture. A mostrargli la strada c’è il professor Yoon, che racconta loro una leggenda, quella di san Cristoforo che attraversa di notte un fiume in piena con Cristo sulle spalle. Il professore li incoraggia a rischiare, a sostenersi a vicenda nella lotta. I quattro ragazzi fanno proprio un motto coniato per i momenti di difficoltà, Io ci sarò, ma gli eventi li metteranno seriamente alla prova. Uno di loro, Tan, innamorato di Yun senza essere ricambiato, si arruola nell’esercito e muore in circostanze misteriose. La giovane Mi-ru si trasferisce in una casa di campagna e si lascia sopraffare dal dolore per la scomparsa della sorella. Ai due rimasti non resta che contrastare lo sgomento della perdita degli amici e affidarsi al loro amore, che però non durerà per sempre.
Quando a casa di Yun, quella mattina, squilla il telefono, sono passati otto anni. Il suo vecchio fidanzato ha viaggiato per il mondo come fotografo, lei ha scoperto e realizzato la propria creatività, ma forse il loro passato non è mai svanito del tutto. Con una perfezione ineffabile e un andamento misterioso al quale il canone della letteratura occidentale ci ha disabituato, Kyung-sook Shin racconta con delicatezza l’amore negato, la sofferenza insopportabile, gli enigmi irrisolti della Seoul degli anni Ottanta, in pieno tumulto per le contestazioni studentesche. E nelle vite dei suoi personaggi tratteggia l’assenza e il rimorso, il rumore del tempo che passa e il fragoroso disordine degli anni di gioventù.

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Annus Mirabilis, di Geraldine Brooks

352 pagine, 12,90 €, in uscita il 29 gennaio per Beat
È una mattina del 1666 a Eyam, un piccolo e isolato villaggio di montagna del Derbyshire, in Inghilterra, e nel grazioso cottage in cui vive, Anna Frith, vedova a diciotto anni con due bambini, dopo aver riempito una brocca d’acqua fresca, raggiunge la stanza di George Viccars, un sarto girovago venuto qualche tempo fa a bussare alla sua porta in cerca d’un alloggio. Anna entra nella stanzetta dal soffitto basso e per poco la brocca d’acqua non le cade di mano. Il volto giovane e bello della sera precedente è scomparso. Gorge Viccars giace con la testa spinta di lato da un bubbone grande quanto un maialino appena nato, un rigonfiamento di carne lucida e pulsante. Così, nelle pagine di questo romanzo, la peste giunge a Eyam, in una mattina del 1666. Inaspettata e innocente eroina, Anna deve affrontare la morte nella sua famiglia, la disintegrazione della sua comunità e il pericolo di un amore illecito. L’Annus Horribilis della peste, però, è destinato a trasformarsi in un Annus Mirabilis, un anno di meraviglie…
Romanzo indimenticabile che svela “la meraviglia del coraggio umano” (Library Journal), Annus Mirabilis è un’avvincente storia d’amore in cui dolore e gioia, perdita e resurrezione si alternano mirabilmente.

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Sette Luoghi, di Youssef Ziedan
240 pagine, 16,50 €, in uscita a gennaio per Neri Pozza

Ad Assuan il Nilo è bello, docile e più pulito che altrove, gli abitanti – nubiani, arabi e rifawi – amano recitare versi di rinomate poesie nelle cerimonie importanti della loro vita, le botteghe risplendono tutte di un miscuglio di colori, luci, persone e, a qualche chilometro più a sud, il primo raggio di sole penetra due volte l’anno nel tempio di Abu Simbel per andarsi a posare giusto sulla statua di Ramses II. In questa magnifica città vive un ragazzo di pure origini arabe. Suo padre appartiene al gruppo degli arabi stanziati nel Nord del Sudan, sua madre fa parte del clan dei Ja‘fara, abitanti in Egitto da tempo immemorabile e il cui lignaggio risale fino al casato del Profeta.
Il ragazzo, vent’anni, bella carnagione scura e occhi altrettanto belli e scuri, studia sociologia a Khartum e, per mantenersi ad Assuan, di tanto in tanto accompagna scolaresche e turisti in giro per i templi e i siti archeologici di Luxor. Abita dalla parte del lago, in una corte con due stanze annessa alla zawiya, dove hajj Bilal, il muezzin che l’ha preso sotto la sua protezione, guida la preghiera per pochi oranti. Il ragazzo segue con cura i precetti del muezzin, soprattutto la tradizione del Profeta che recita: «Sette sono coloro che Iddio proteggerà nel giorno in cui non vi sarà altra protezione che la sua: fra cui un ragazzo cresciuto nell’obbedienza a Dio».
Il ragazzo ama intensamente una ragazza conosciuta durante un’escursione turistica. Si chiama Nora, viene da Alessandria, studia anche lei scienze sociali, ha una carnagione immacolata di un bruno morbido, capelli lunghi e folti di un nero deciso, e grandi occhi di un colore particolare in cui il grigio si mescola al verde. L’esistenza del ragazzo scorrerebbe così, felice e segnata da un destino forse altrettanto fausto, se le circostanze accidentali della vita e gli eventi impetuosi della Storia non approntassero tutt’altro per lui.
Sua madre lo invita un giorno ad accompagnare suo padre a Khartum da uno shaikh saudita che lavora negli appalti. Uno shaikh potente e buono, visto che ogni giorno sgozza due dei montoni che il padre del ragazzo gli porta per distribuirne le carni ai poveri. Un uomo alto, secco e barbuto, con una voce bassa e tranquilla e, a detta di suo padre, con negli occhi la tristezza latente di un poeta che soffre. Un uomo, il cui nome, Osama bin Laden, incute rispetto a ammirazione a Khartum…
Sette luoghi è la storia eccezionale e tragica di un ragazzo arabo segnato, suo malgrado, dall’incontro con la Storia e i tragici eventi della sua terra. Uno straordinario romanzo di formazione, scritto da uno dei più importanti scrittori egiziani contemporanei, che guida il lettore nel cuore di un conflitto oscuro, lontano dal «jihad più grande… quello dell’anima».

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Il teschio e l’usignolo, di Michael Irwin
432 pagine, 18,00 €, in uscita a gennaio per Neri Pozza

Chi non ha mai sognato di vivere in una grande città, senza preoccuparsi del denaro e del tempo a propria disposizione, lasciandosi andare soltanto ai piaceri più sfrenati?
Quando in una ventosa giornata del 1760, il ventitreenne Richard Fenwick torna dal suo Grand Tour e mette piede a Fork Hill, nella tenuta inglese di James Gilbert – l’anziano ed enigmatico gentiluomo che gli ha fatto da padrino, provvedendo ai suoi viaggi e ai suoi studi – ha una sola domanda che lo tiene in apprensione: come potrà tornare a godere degli agi e delle comodità cittadine?
La soluzione si presenta da sola, non appena Mr Gilbert gli propone di prendere parte a un «esperimento grandioso»: Richard si trasferirà a Londra a sue spese per provare ogni piacere e curiosità che la sua indole gli suggerirà. La sola cosa che dovrà fare in cambio sarà raccontargli tutto via lettera; nei minimi dettagli. In questo modo, pur senza abbandonare le mura della sua stanza, l’anziano tutore proverà l’illusione di essere al suo fianco e si sentirà di nuovo traboccante di vita. Cos’altro di meglio può chiedere Richard?
Trasferitosi a Londra, il giovane frequenta salotti alla moda, passa le notti in compagnia di vecchi compagni di scuola e sorseggia il tè con Sarah Kinsey, amore di gioventù convolata a nozze con un commerciante di diamanti. Ma una lettera di Mr Gilbert gli rimprovera che sta sprecando il suo tempo: deve «spingersi oltre» e deve farlo in fretta. Perciò, pur con un crescente timore, il ragazzo bazzica ambienti lascivi e pericolosi, lotta con uomini senza scrupoli e viene sedotto da donne misteriose, fino a quando un terribile dubbio si fa strada nella sua mente: e se lui, Richard Fenwick, giovane di belle speranze, non fosse altro che un burattino appeso a un filo che si estende per quasi duecento chilometri, e a muovere i suoi passi londinesi sia stato da sempre l’abitante di Fork Hill?
Richard ha poco tempo per scoprirlo, perché appena intuisce chi è la nuova «vittima» di Gilbert e minaccia di rompere il patto, una serie di tradimenti e di morti gli si stringeranno attorno come un vortice, finendo per mettere in pericolo la sua stessa vita.
Già paragonato a Le relazioni pericolose e a Il ritratto di Dorian Gray, l’opera di Michael Irwin è «un racconto morale e accattivante» (Kirkus Reviews). Uno splendido romanzo nero d’atmosfera che, tra feste in maschera, incontri grotteschi e postriboli infernali, parla di manipolazioni, intrighi e seduzioni nell’Inghilterra del diciottesimo secolo.

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Via dei ladri, di Mathias Enard

342 pagine, 18,00 €, in uscita il 29 gennaio per Rizzoli
Lakhdar è un giovane marocchino di vent’anni, è stato ripudiato dalla famiglia e cacciato di casa. Ha imparato un po’ di spagnolo a scuola e il francese sui gialli della Série Noire che gli passa un libraio. È ossessionato dal sesso, legge i poeti arabi con una turista spagnola, fa l’amanuense digitale copiando le memorie di Casanova e i nomi dei caduti francesi della prima guerra mondiale, resiste ai tentativi di uno sceicco fondamentalista che vorrebbe reclutarlo per la sua personale jihad, e quando finalmente riesce a fuggire a Barcellona si trova catapultato tra la vita da clandestino e le rivolte degli indignados. Nella sua avventura tra un Mediterraneo in fiamme e un’Europa in crisi, Énard racconta le speranze e i fallimenti di una generazione che vuole prendere finalmente in mano la propria storia.

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3 pensieri su “Le uscite di gennaio

  1. Ho letto il libro di Gaiman in lingua originale appena uscito ed è davvero molto carino secondo me: non capisco però dalla copertina quale edizione abbiano deciso di tradurre (le edizioni US e UK hanno due illustratori diversi, io ho preso quella illustrata da Skottie Young, a mio parere più carina, ma dalla cover italiana direi che non è sicuramente stata scelta quella… sarà l'altra, non avendola vista non posso esserne certa http://www.bookdepository.com/Fortunately%2C-Milk-Neil-Gaiman/9780062295156 )

  2. Perché hai dovuto farmi venire a conoscenza de 'Il vento e l'usignolo' e di 'Tradurre è un'intenzione'? T^T Ero così rassicurata dalla relativa pochezza di uscite di gennaio…
    No, beh, invero lieta delle dritte, che ultimamente sono un po' fuori dal mondo. Abbierò.

  3. @Yuko: io ADORO la copertina che hai postato. L'avevo vista a suo tempo e l'ho sempre trovata superba. Quella italica… meh! Ma anche quella di The ocean, italiana, lasciava molto a desiderare.
    @Leggivendola: è il mio compito nella vita, far spendere soldi a tutti, mica solo a me!

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