Raven Boys

Sono in un periodo assolutamente no-fantasy. E’ un periodo che si sta pure prolungando più del previsto… vedremo dove andrà a parare, perché vorrei pure leggermi i volumi mancanti delle Cronache del ghiaccio e del fuoco prima della nuova serie tv ma…
Comunque, sebbene il momento sia quello che è, mi sono recentemente cimentato della lettura di Raven Boys, uno young adult urban fantasy (a mettere in fila tutte ‘ste parole inglish mi vien da pensare), e… me lo sono proprio goduto!

È la vigilia di San Marco, la notte in cui le anime dei futuri morti si mostrano alle veggenti di Henrietta, Virginia. Blue, nata e cresciuta in una famiglia di sensitive, vede per la prima volta uno spirito e capisce che la profezia sta per compiersi: è lui il ragazzo di cui s’innamorerà e che è destinata a uccidere. Il suo nome è Gansey ed è uno dei ricchi studenti della Aglionby, prestigiosa scuola privata di Henrietta i cui studenti sono conosciuti come Raven Boys, i Ragazzi Corvo, per via dello stemma della scuola, e noti per essere portatori di guai. Blue si è sempre tenuta alla larga da loro, ma quando Gansey si presenta alla sua porta in cerca di aiuto, pur riconoscendolo come il ragazzo del destino non può voltargli le spalle. Insieme ad alcuni compagni, Gansey è da molto tempo sulle tracce della salma di Glendower, mitico re gallese il cui corpo è stato trafugato oltreoceano secoli prima e sepolto lungo la “linea di prateria” che attraversa Henrietta. La missione di Gansey non riguarda solo un’antica leggenda, ma è misteriosamente legata alla sua stessa vita. Blue decide di aiutare Gansey nella sua ricerca, lasciandosi coinvolgere in un’avventura che la porterà molto più lontano del previsto.

Ho trovato che questo romanzo avesse una storia interessante, personaggi ben costruiti che sanno uscire dagli stereotipi degli YA più in voga. Ho trovato molto folklore, e anche molto bisogno di accettazione.

La protagonista, Blue, non è una svenevole adolescente che casca ai piedi del primo Cullen che passa. E’ una creatura a suo modo strana, molto intelligente, sveglia, che vive una vita un po’ particolare in quanto figlia e coinquilina di donne in grado di leggere il futuro. Unica particolarità, lei non possiede questo dono. Ne possiede un altro, ovvero quello di ‘dar forza’ alle visioni di chi le sta intorno… ma non si tratta certo di un potere che fa strabuzzare gli occhi quando lo riveli!
Il destino di questa ragazza sembra inevitabilmente intrecciato a quello di quattro ragazzi corvo, quelli del titolo. Sembra che di mezzo ci sia (o meglio, ci sarà) pure una storia d’amore, ma in questo libro è forse giusto accennata.
Blue è una ragazza come tante, che incontra dei nuovi coetanei, che può pure trovarli carini, ma che si astiene dall’innamorarsi di colpo di uno sconosciuto, e questo me la rende particolarmente simpatica.
Poi ci sono i ragazzi corvo, appunto. Loro, i poteri non li hanno. Possiedono però vite e/o passati che si possono senz’altro definire particolari. A volte spiacevoli, altre misteriosi, ma anche qui siamo dinanzi a vicende che pur presentando elementi ovviamente un po’ fuori dall’ordinario, risultano estremamente possibili, attuali, vere.
C’è poi una ricerca. Una ricerca strana. Quella di un antico re perduto, scomparso, forse solo addormentatosi nelle pieghe del tempo.
Ci sono i corvi che la cercano.
C’è una ragazza che li può aiutare.
C’è chi ha già cercato in passato e, immagino, c’è pure chi cercherà in futuro.

E, ah!, c’è pure una maledizione, che viene spesso ripetuta, ricordata, ma che sembra essere ancora lontana.
Sembra…
Raven Boys è secondo me una piacevolissima lettura. Ha ‘il ritmo nel sangue’! Scorre che è un piacere! E tutti i personaggi che compaiono tra le pagine hanno un loro perché, un loro spessore, una loro peculiarità che li rende credibili e affascinanti e che sanno incuriosire il lettore senza essere cliché ambulanti.
C’è una storia ben costruita, che allo stesso tempo, pur soddisfando determinati appetiti, lascia ancora molta carne sul fuoco per il seguito che, a questo punto, attendo impaziente.
Unica nota un po’ meh è l’ultimo capitolo, che è una sorta di epilogo e che mi ha lasciato un po’ basito e insoddisfatto. Ma immagino che l’autrice attenda il secondo volume per darci un bel colpo di grazia.
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3 pensieri su “Raven Boys

  1. Ciao Andrea! L'ho letto tra novembre e dicembre e mi ha fatto un'ottima impressione. D'altronde avevo già adorato l'autrice in Shiver che, sebbene fosse uno dei tanti urban fantasy, aveva carattere da vendere: scritto in maniera incantevole, davvero. Di questo ho adorato senza riserve i personaggi, ma mi ha infastidito il finale trooooppo aperto. Ok, è un volume introduttivo, ma questa è crudeltà u.u 😀

  2. @Leggivendola: prendilo! 🙂
    @Mr.Ink: guarda, ti do ragione. Non tanto per il troppo aperto ma per… SPOILER: per il fatto che sembra si debba arrivare a una conclusione poi, di punto in bianco, salta via questa conclusione e si passa a un dopo… cioè…

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