Dell’esperienza NON digitale

Questo fine settimana c’ho ragionato su. E ho deciso, o forse dovrei dire che ho scoperto, il motivo per cui non amo particolarmente gli ebook.
Il problema è, essenzialmente, che non amo il digitale in genere.
Immagine presa da http://www.tuttozampe.com
Sono arrivato a questa conclusione pensando alla musica.
A me piace molto la musica. Ok, i veri amanti della musica, molto probabilmente, direbbero che la musica che ascolto io non è vera musica, ma non è questo il punto. Il fatto è piuttosto che a me piacciono i dischi. Mi piace avere un oggetto da liberare dalla bustina di plastica, che a volte presenta un’apertura facilitata e altre volte assolutissimamente no, e mi crea quindi uno stato di ira/ardente desiderio di aprire. Mi piace che ci sia un booklet da sfogliare. Preferirei che in questo booklet ci fossero i testi delle canzoni, ma pure nel caso non fossero presenti, mi piace vedere chi ha scritto musiche e testi, mi piace perdermi negli scatti fatti ai cantanti, mi piace leggere i ringraziamenti. Adoro leggere i ringraziamenti. E poi adoro staccare il cd (la prima volta sembra sempre che stia per spaccarsi perché è praticamente incastrato in quel piruletto di plastica), aprire lo stereo, inserire il cd, premere play e ascoltarmi la musica.
Mi piace che ci sia un inizio e una fine. Proprio fisicamente.
Mi piace che a un certo punto io debba alzarmi per ripremere play o per cambiare disco.
E poi, certo, mi piace metterlo pure nel porta cd, vicino agli altri dischi di quell’artista, e andarlo a cercare quando ne sento la necessità.
Succo succo, anche se scarico della musica, poi per ascoltarla la masterizzo su cd. Non sto scherzando.
Ecco, coi libri è praticamente la stessa cosa.
Mi piace avere l’oggetto. Se non ho l’oggetto da toccare, non mi pare neanche vero. Non mi pare che esista.
Mi piace poterlo aprire e curiosarci tra le pagine, in libreria. Mi piace quel rituale che faccio ogni volta che devo acquistare un volume nuovo, ossia scartare i primi due della pila e scegliere, tra i successivi, quello ridotto meglio. Una volta a casa mi piace tirarlo fuori dal sacchetto, sedermi sul divano, guardare la cover in tutte le sue angolazioni, sfilarla dal volume e guardare la rilegatura vera e proprio.
A volte, così facendo, si trovano delle belle sorprese!
Subito dopo mi piace aprire il libro e sfogliare tutte le pagine in ordine, fino all’inizio del primo capitolo, dove puntualmente leggo il primo paragrafo. Poi corro alla fine e leggo i ringraziamenti.
Immagine presa da http://www.petsparadise.it
E’ così ogni volta. Ogni. Singola. Volta.
Poi mi piace metterlo per un po’ nella pila degli ultimi acquisti, e trovargli alla fine il luogo adatto nella libreria, ovvero seguendo l’ordine alfabetico per cognome dell’autore.
Mi piace sfogliare le pagine. Mentre lo leggo, ma anche una volta letto, se per caso devo ricercare un punto esatto le faccio scorrere velocemente tra le mie dita. Mi piace metterci il segnalibro. E mi piace vedere che il volume delle pagine lette, pian pianino, arriva a superare le pagine non ancora lette.
L’odore? No, non è una cosa a cui bado particolarmente. Ma tutto il resto, tutta la gestualità e la ritualità che sta dietro la lettura di un libro, per me, è importante. E’ parte integrante dell’esperienza di lettura.
La maggior parte delle persone che sono assolutamente pro digitale mi diranno che, alla fine, è la storia la cosa che conta. Come è la musica che conta. O un film che conta. Non conta il mezzo su cui noi riusciamo ad averla. Però, purtroppo, per me non è così. E probabilmente sono sciocco io eh, sia chiaro, però per me è così. Mi piace l’idea di un inizio e di una fine. Mi piace la presenza fisica. Mi piacciono i numeri e odio le percentuali. Adoro lo spazio occupato, anche se mia moglie non la pensa proprio allo stesso modo, e nemmeno gli alberi mi sa. Però così sono, e del resto me ne frega poco.

p.s. c’ho ripensato pure stanotte. E in effetti son pure contraddittorio, perché pubblico in ebook. Però… non so, per me son due cose slegate completamente, il pubblicare dal leggere. (Sì, son strano forte). E, tra l’altro, non è che io non legga in ebook, è che riesco a farlo solo con cose piuttosto brevi…
Mah, probabilmente sono ancora in fase riflessiva.

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15 pensieri su “Dell’esperienza NON digitale

  1. LaLeggivendola ha detto:

    Eh beh, sì, al di là di tutte le varie litigate sul 'profumo dei libri' (che io comunque inalo come sniffassi coca, inquietando i commessi delle librerie) e sulla pagina che fruscia etc, quello che conta alla fine è l'insieme dell'esperienza. E' tutta una gestualità, una ritualità diversa. Non cambia la storia, però cambia il modo in cui la fruisci. Che poi per me non poter andare indietro con le pagine è pura agonia, visto che ho pochissima memoria per i nomi dei personaggi xD
    Poi benissimo per chi si trova meglio in digitale, risparmia un sacco in spazio e in denaro… però… non so, non è la stessa cosa.

  2. Andrea Storti ha detto:

    Concordibus totalicus. E no, non è una nuova magia inventata dalla Rowling!

    Eh, infatti è proprio il tutto! E sì, pure io ho grosse difficoltà coi nomi! XD

    Mi spiace, ma preferisco davvero il cartaceo, con buona pace della mia libreria! XD

  3. Chagall ha detto:

    Per leggere mi trovo bene con l'e-book. Essendo ipovedente posso ingrandire le parole.
    Se c'è una storia a cui mi affeziono molto, oppure per un libro illustrato, preferisco il volume cartaceo.
    Per me hanno valori diversi. Né negativi, né positivi, solo diversi.

  4. Lady Debora ha detto:

    Io leggo tranquillamente entrambi certo il cartaceo è sempre il cartaceo, sfogliarlo, accarezzare la copertina, sentirne il profumo, poterci scrivere quando l'ho letto e perdere 10 minuti per trovare un angolino adatto a lui in libreria, sceglierlo tra la montagna di libri in libreria… ma una volta che mi sono abituata agli ebook penso di non riuscire a fare a meno di nessuno dei due libri ^_^ sono entrambi comodi e belli in due modi diversi 🙂

  5. Andrea Storti ha detto:

    @Chagall: è indubbio che ci sono benefici dalla lettura ebook, tipo appunto per la vista. E anche per lo spazio. Però per me non è proprio la stessa cosa. E faccio fatica a dar loro valori diversi. La lettura è una sola, per me.
    @Lady Debora: ti sento vicina per i cartacei. Ma per gli ebook non riesco proprio ad abituarmi! XD
    @marzia: yeah!

  6. Rita Charbonnier ha detto:

    Mi fa piacere, ogni tanto, leggere testimonianze come quelle di Chagall e Lady Debora… mentre mi inquieta un po' trovare ancora tante voci contro la lettura in digitale espresse in rete, quindi attraverso una serie di supporti digitali.
    Voglio dire, se fossimo tutti parte di un circolo di lettura che si riunisce periodicamente in un luogo fisico ed è costituito da persone che si conoscono e si frequentano, e in questo momento fossimo tutti seduti, appunto, in circolo al centro di una bella biblioteca, con i nostri tomi profumati e polverosi tra le mani… se fossero queste le condizioni nelle quali si levano voci contro gli eBook, mi sembra che non ci sarebbe nulla di strano.
    Ma non è così.
    In questa situazione utilizziamo, per esprimere pareri e confrontarci, il solo supporto digitale; e alcuni, attraverso il supporto digitale, affermano di non amare la lettura di libri su supporto digitale.
    Non vi sembra una cosa sulla quale riflettere?

  7. Andrea Storti ha detto:

    @Rita: doni un interessante spunto su cui riflettere, perché effettivamente sono parte della realtà digitale a tutti gli effetti. Voglio però chiarire che non è che sono CONTRO il digitale. Sarei ben ipocrita visto che pure io ho pubblicato in digitale. Io dico solo che l'esperienza della lettura digitale non mi coinvolge quanto quella 'fisica', quindi non riesco ad amarla e faccio fatica ad approcciarla. Detto questo, io LEGGO in digitale. Sia ben chiaro. E lo trovo pure un modo per riuscire a pubblicare cose che magari, se esistesse solo il cartaceo, non verrebbero nemmeno considerate. Forse, però, dovrebbero essere maggiormente distinte, le due cose, per potermi davvero piacere. Per esempio, se il supporto digitale diventasse qualcosa di più di un semplice contenitore di pagine, inserendo… che ne so… giochi, video, musica… allora, forse… Cioè… diventerebbero davvero due mezzi differenti.

  8. Andrea Storti ha detto:

    @Chagall: immagino che il mio problema sia che faccio fatica a esprimere tutto quello che davvero voglio dire. Forse perché son frettoloso, perché leggendo un post sul blog di Rita, scopre che pure lei la pensa così, e cioè che un ebook dovrebbe essere più 'ricco'! 🙂

    E non mi spiacerebbe aprire una casa editrice a tutti gli effetti (pure cartacea eh), ma mi mancano tempo e risorse, mi sa. XD

  9. Chagall ha detto:

    Beh, ci sono case editrici che producono anche solo cinque titoli in un anno, ma fanno dei libri molto belli. Oppure potresti fare un'associazione culturale, per realizzare dei volumi in tirature molto limitate ma di un certo valore. L'importante è sapere quello che si vuole 😉

  10. Andrea Storti ha detto:

    Ehm… diciamo che mancano pure i fondi! E ora mi sa che non è il caso di farli mancare ancor di più. Ma forse dobbiamo parlarne in privato… che mi sa che a pochi interessa della mia scarsità monetariotemporale. XD

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