Le uscite del mese di novembre

A me sembra sia sempre ora di cambiare mese, a voi no?
E col mese che cambia, eccomi pronto a redigere la lista delle uscite che più mi interessano/ispirano/attraggono/attendo. Ovviamente si parla di libri.
Tra l’altro, in questo periodo sto sempre un po’ più attento del solito alle pubblicazioni, perché si avvicina fin troppo velocemente il mio compleanno e, con esso, la lista dei regali (rigorosamente librosi) che per puro caso dono alla signora Moglie, la quale ha il compito di smerciarla a tutti i miei famigliari.
Ma vediamo insieme questa lista che, sì, è davvero lunga!

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Il primo romanzo di questo mese a volersi indiscutibilmente far comprare da me è il nuovo della Rowling. O meglio, è il primo romanzo di Robert Galbraith, ovvero lo pseudonimo usato dalla Rowling per pubblicare più liberamente e subito intercettato. Di sicuro conoscerete la storia.
Beh, io questa autrice la adoro. Harry Potter l’ho amato, mi è piaciuto un sacco pure Il seggio vacante, quindi…

Il richiamo del cuculo, di Robert Galbraith (alias J.K. Rowling)
464 pagine, 16,90 €, in uscita il 04 novembre per Salani

Londra. È notte fonda quando Lula Landry, leggendaria e capricciosa top model, precipita dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair sul marciapiede innevato. La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello della modella non può crederci. Decide di affidarsi a un investigatore privato e un caso del destino lo conduce all’ufficio di Cormoran Strike. Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Strike riesce a malapena a guadagnarsi da vivere come detective. Per lui, scaricato dalla fidanzata e senza più un tetto, questo nuovo caso significa sopravvivenza, qualche debito in meno, la mente occupata. Ci si butta a capofitto, ma indizio dopo indizio, la verità si svela a caro prezzo in tutta la sua terribile portata e lo trascina sempre più a fondo nel mondo scintillante e spietato della vittima, sempre più vicino al pericolo che l’ha schiacciata. Un page turner tra le cui pagine è facile perdersi, tenuti per mano da personaggi che si stagliano con nettezza. Ed è ancora più facile abbandonarsi al fascino ammaliante di Londra, che dal chiasso di Soho, al lusso di Mayfair, ai gremiti pub dell’East End, si rivela protagonista assoluta, ipnotica e ricca di seduzioni. Robert Galbraith è uno pseudonimo di J.K. Rowling, autrice della serie di Harry Potter e de “Il seggio vacante”.

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C’è poi un nuovo romanzo di Mishima. Di suo ho letto un paio di romanzi ormai parecchi anni fa e credo che in questo momento della mia vita da lettore, il suo stile potrebbe davvero essere da me maggiormente apprezzato. Ho quindi deciso che mi piacerebbe incontrarlo di nuovo. Vediamo se questo titolo potrebbe fare al caso mio.

La scuola della carne, di Yukio Mishima
240 pagine, 16,00 €, in uscita il 06 novembre per Feltrinelli

Taeko, elegante e avvenente trentanovenne, conduce una vita agiata e godereccia, destreggiandosi tra l’atelier di cui è proprietaria, le amiche con cui condivide racconti piccanti e gli eventi mondani. Stereotipo della divorziata indipendente dell’alta società nipponica del dopoguerra, dove il desiderio di occidentalizzazione si contrappone ad antiche tradizioni e pregiudizi, Taeko non vuole rinunciare al proprio stile di vita né alla libertà. Poi, una sera, incontra il giovane Senkichi in un gay bar e l’attrazione è fatale. Una magia che scaturisce dalla carne fresca e virile del ragazzo, dai suoi muscoli tesi, dai lineamenti fieri del viso. La vita di Taeko cambia in un batter d’occhio: proprio lei che aveva sempre voluto solo avventure si ritrova irrimediabilmente in balìa di un giovane tanto bello quanto misterioso. Ne scaturisce un gioco perfido e ossessivo. Ma chi è davvero la vittima? Chi il carnefice?

La scuola della carne è un romanzo del 1963 finora inedito in Italia. È stato portato sul grande schermo da Benoît Jacquot nel 1998, con Isabelle Huppert nel ruolo della protagonista.

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Russia, ballerini, Zar… devo davvero dire altro per farvi capire cosa mi ha conquistato di questa trama? no, direi di no. Le carte in regola ci sono tutte per tenermi incollato al libro fino all’ultima pagina!

La ballerina dello zar, di Adrienne Sharp

416 pagine, 9,00 €, in uscita il 06 novembre per Beat Edizioni

La Storia narra che Mathilde Kschessinska, figlia del grande Felix Kschessinsky, ballerino che danzò per i Romanov per quasi quarant’anni, divenne, appena diciassettenne, l’amante dello zareviç Niki Romanov. Basato sulle vicende reali dell’ultima grande danzatrice dei Teatri imperiali russi, La ballerina dello zar è uno di quei rari libri che, attraverso lo sguardo di una donna che si ritrova suo malgrado a vivere alcuni dei più tragici eventi della Storia – la rivoluzione d’Ottobre, l’abdicazione dello zar, la prigionia di Nicola II insieme con Aleksej, il figlio legittimo, la drammatica fuga dalla Russia – narra magnificamente di un mondo che si avvia ignaro verso la sua fine.
Con la sua impeccabile scrittura, Adrienne Sharp riporta alla luce la vita dell’élite di San Pietroburgo – gli splendidi abiti bianchi delle donne, i ministri della corte in frac e tuba, le corse folli e selvaggi in troica dell’aristocrazia per le vie della città – un attimo prima in cui tutto si muta in polverosa reliquia.




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Il sette novembre ritorna invece in libreria un autore che, ultimamente, ha conosciuto una grande ribalta. Sto parlando di Fulvio Ervas che, grazie al suo Se ti abbraccio non aver paura, ha fatto davvero un grande successo negli ultimi anni.
Ritorna ora con un giallo di cui è protagonista l’ispettore da lui creato. Un romanzo dunque molto diverso da quello che gli ha regalato la notorietà.
Io non ho mai letto nulla di suo, ma devo dire che i suoi gialli mi hanno sempre ispirato, forse per via dei bei titoli. Potrebbe essere un buon momento per iniziare.


Si fa presto a dire Adriatico, di Fulvio Ervas

320 pagine, 17,00 €, in uscita il 07 novembre per Marcos Y Marcos

Onde azzurre dell’Adriatico, calamari fritti e birra rossa; l’ispettore Stucky ha desiderio di distanza.
In sella alla sua Morini, ricama la costa croata, negli occhi isole di sughero, cocci di terre frantumate. Lungo la strada un guizzo, occhiali nerissimi, perla all’orecchio: ah, le donne. Certe donne.
Lei si chiama Ajda e lo scorta in un campeggio naturista; se ne va con la promessa di tornare.
Senza costume, è più facile abbandonarsi ai racconti che si scambiano i corpi, seguire i balzi sulla sabbia di Argo, il cane salsiccio, l’animale più fiducioso che ci sia. Contemplando paradisi di curve senza silicone, Stucky aspetta il ritorno della bella.
Sarebbe tutto perfetto, ma non dura: anche il sole di Croazia ha la sua ombra.
Un delitto irrompe nel suo sogno di vacanza.
La corda appesa alla trave delle docce è incrostata di sabbia, di salsedine. Sa di mare aperto, vele al vento, scorribande notturne.
Ante Latinski, il commissario incaricato delle indagini, ha scritta sulla faccia la malinconia di Vukovar. Non lo vuole tra i piedi, questo poliziotto italiano.
Il morto è un Boscolo, però, e aveva la parlata di Chioggia.
Com’è finito a farsi impiccare sul lato b dell’Adriatico?
Stucky non ce la fa, a tirarsi indietro.
Ispettore clandestino in terra straniera, rivolta cameriere, nudiste triestine, motoscafi troppo veloci.
Senza distintivo, è più facile tuffarsi anima e corpo in questa storia di pesca abusiva, documenti che scottano, arrembaggi, tradimenti.
Partito col miraggio di una spiaggia, Stucky si troverà a mollare ogni ormeggio, e attraversare il mare.

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Il 14, invece, viene data alle stampe la raccolta di tutti i racconti di Truman Capote. E sì, lo ripeto per l’ennesima volta, adoro i racconti, io. Inoltre di questo autore ho letto il magnifico Colazione da Tiffany. La raccolta potrebbe essere un buon punto per prendere poi in mano l’intera bibliografia dell’autore.

La forma delle cose. Tutti i racconti, di Truman Capote
351 pagine, 18,60 €, in uscita il 14 novembre per Garzanti

La raccolta completa di tutti i racconti di Truman Capote. Ci sono quelli scritti negli anni Quaranta come “La forma delle cose” che racconta l’incontro su un treno diretto in Virginia tra una ricca signora e un reduce di guerra; “I muri sono freddi”, protagonista una ragazza spregiudicata dell’alta società; “Un albero di notte”, l’inquietante viaggio di una studentessa che precipita nel peggiore incubo della sua infanzia. Si passa poi a quelli degli anni Cinquanta e Sessanta, come il malinconico “L’occasione”, sulla caduta in disgrazia di una donna che ha perso tutto tranne il cane; o “La casa dei fiori”, in cui una prostituta impara ad amare. Passando per i celebri “Fra i sentieri dell’Eden” e “Il giorno del ringraziamento”, si arriva all’autobiografico “Un Natale”, e all’inedito “Yacht e altre cose”.

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Sempre il 14 Novembre esce anche una cosa che, beh… non ha bisogno di presentazioni. Si tratta del cofanetto che racchiude tutti e sette i volumi di Harry Potter con la nuova veste grafica dell’artista Kazu Kibuishi.
Lo vorrei tanto perché io non possiedo i libri di HP. Li leggevo a scrocco da mia sorella! E questi sono così belli…

Harry Potter. La serie completa. Cofanetto, di J.K. Rowling
7 volumi, 3796 pagine, 129,40 €, in uscita il 14 novembre per Salani


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Sempre il 14 esce poi il nuovo romanzo della mia adoratissima Joanne Harris.
ATTENZIONE! Si tratta del secondo volume della serie fantasy incentrata sui miti nordici e incominciata qualche anno fa con Le parole segrete. Lo dico a scanso di equivoci perché c’è sempre il rischio che l’editore non indichi questo particolare, e poi perché sono convinto che i lettori ‘classici’ della Harris possano rimanere un po’ sconvolti nel trovarsi un romanzo fantasy tra le mani.

Le parole di Luce, di Joanne Harris

600 pagine, 16,60 €, in uscita il 14 novembre per Garzanti

Maddy e Maggie hanno la stessa età, ma non potrebbero essere più diverse. Maddy è coraggiosa e ribelle; Maggie, invece, ama le regole e la disciplina. La sua passione sono i libri antichi. E solo immersa tra quelle pagine che riesce a non sentirsi sola. Eppure c’è qualcosa di misterioso che unisce le due ragazze nel profondo. Un marchio sulla loro pelle: una runa. Un simbolo considerato da tutti una maledizione, un flagello. Perché nel mondo dove vivono Maddy e Maggie la magia è proibita. Giocare è vietato. E sognare è considerato il più terribile dei peccati. Ma c’è qualcuno che non ha paura di quel segno antico. Adam, un sorriso che toglie il fiato e due occhi azzurri impenetrabili dietro cui si nasconde un oscuro passato. All’inizio Maggie cerca di allontanarlo, ma poi non riesce a resistere alla forza sconosciuta che la attira verso di lui: il ragazzo è l’unico a conoscere il segreto scritto nella runa. Un segreto che parla di lei, delle sue origini e della scomparsa della sua famiglia. Un segreto che custodisce una minacciosa profezia che sta per compiersi: il loro mondo e il loro amore sono in pericolo. Maggie è la sola in grado di difenderli. Ma per farlo deve essere pronta ad accettare il suo destino. Un destino che la lega in modo indissolubile a Maddy. Le due ragazze hanno bisogno luna dell’altra. Finalmente sono vicine come non mai, ma allo stesso tempo inesorabilmente lontane.

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E sì, lo ammetto, sono in pieno periodo ‘storici’. O comunque mi sto lasciando catturare da romanzi ambientati in epoche passate e che raccontano di dinamiche che forse oggi non esistono più, in quel modo, ma che lasciano comunque messaggi molto attuali.
Che dire dunque di questo romanzo che parla di scrittura, desideri e amore?

Angel, di Elizabeth Taylor

304 pagine, 9,00 €, in uscita il 20 novembre per Beat Edizioni

n uno di quei villaggi dickensiani della vecchia Inghilterra, vive Angel Deverell, quindicenne con gli occhi verdi, la carnagione bianca e i capelli scuri, e un animo scontroso e indolente. Senza vere amiche, con un astioso rapporto con la madre, la ragazza vive in un mondo tutto suo, creato dai suoi sogni e dalle sue fantasticherie. Un mondo in cui occupa un posto centrale Paradise House, la villa nobiliare in cui sua zia lavora al servizio di Madam, una vera lady coi polsi ornati da splendidi granati. Il destino, però, ha approntato per Angel la più imprevedibile delle svolte.
Un giorno la ragazza decide di trasferire le sue fantasticherie in un romanzo. Grazie al fiuto di un editore di Bloomsbury, l’opera conoscerà un incredibile successo. Angel sarà celebre e ricca e avrà Paradise House e, soprattutto, avrà Esmé Howe-Nevinson, pittore di talento, bello e scapigliato, capace di scoprire la sua natura e di assoggettarsi volontariamente al suo capriccio. Romanzo incluso in una lista delle tredici migliori opere letterarie del dopoguerra pubblicata dallo «Spectator», insieme a capolavori quali Lolita, Herzog e Il signore delle mosche, Angel ha consacrato sulla scena letteraria internazionale il talento di Elizabeth Taylor.

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Non un romanzo, il prossimo titolo, ma una sorta di catalogo di oggetti. Di giocattoli. L’ho inserito in questa lista perché mi incuriosisce moltissimo e mi pare un bel modo per ripercorrere l’infanzia, ma anche l’attaccamento a delle cose che diventano, col tempo, simboli di affettività, di momenti, più che oggetti in sé.

Il catalogo dei giocattoli, di Sandra Petrignani

120 pagine, 9,00 €, in uscita il 20 novembre per Beat Edizioni

Pezzi di materia che si animano, attrezzi da lavoro dei nostri primi anni, i giocattoli ci raccontano qualcosa di come eravamo quando loro erano i nostri bizzosi, amatissimi dèi: la carabina col tappo che emetteva un rumore secco, quasi lo schiocco di un bacio, le automobiline a chiavetta con il suono di ranocchia, l’universo dei pianeti marini nelle biglie disseminate sul letto, i birilli come biberon, con quel nome da capitombolo… Oggi li osserviamo con un misto di nostalgia, inquietudine e una punta di crudeltà. Eppure, i sessantacinque giocattoli descritti in questo libro non seguono un pretesto semplicemente memorialistico. Demoni e angeli custodi, depositari di antichi incanti, paesaggi, odori, «vampiri commedianti che di notte vegliano sui bambini derubandoli momentaneamente della vita», i giocattoli, chiamati a raccolta in questo libro, ci restituiscono l’infanzia come una possibilità eterna, una bacheca colorata, allegra e scintillante, un «cosmo meraviglioso» che chiede di essere esplorato in ogni momento della nostra vita.
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Sempre per la serie “Amo i racconti”, visegnalo anche una raccolta di racconti davvero brevi che viene pubblicata da Marcos Y Marcos. L’autrice è sudafricana e questo aumenta la mia curiosità, perché credo di non aver mai letto nulla di autori sudafricani.
Poi, questo editore…

Centro strappi, di Liesl Jobson

256 pagine, 15,00 €, in uscita il 21 novembre per Marcos Y Marcos

Flash fiction: se ne parla sempre di più. La misura giusta per il web, per twitter, per facebook; assaggi che mettono fame, schegge che compongono un quadro a poco a poco, ciascuna suggestiva, penetrante.
Cento strappi sono cento scatti in Sudafrica: coppie con gli stivali in macchina per scendere nel fango di fattorie disperse, una donna che arranca nel traffico di Johannesburg animata da fami differenti, prove generali d’orchestra dove il primo violino è solo e sventurato, liste della spesa che raccontano la storia di un matrimonio più a fondo di quanto potrebbe fare un romanzo intero.
Il tono è sempre disincantato e dolce, svela stupidità e tenerezza, crudeltà e amore.
Abile direttore d’orchestra, Liesl Jobson muove i suoi personaggi con tempi perfetti di entrata e di uscita, domina i solisti, padroneggia contrappunti e armonie.
Questi cento racconti, brevi e brevissimi, sono fatti di tante scene e tante voci, ma la musica è una sola.


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E ora un po’ di titoli che usciranno sempre questo mese, ma la cui data di pubblicazione precisa mi rimane ignota. Non ci rimane che tenere d’occhio gli scaffali delle librerie!
Nel caso scovassi queste info, ovviamente, il post verrà subito aggiornato.

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La Byatt l’ho imparata ad amare leggendo Il libro dei bambini, un’opera davvero unica e meravigliosa. E’ stata una lettura difficile, per me, ma così intensa che non posso assolutamente permettermi di non leggere altro di suo. e fatalità, in questo novembre esce un nuovo romanzo. Meglio di così…

Ragnarock. La fine degli dei, di A.S. Byatt
120 pagine, 17,50 €, in uscita a novembre per Einaudi

Mentre le bombe squarciano i cieli d’Inghilterra, “la bambina magra” si rifugia in un libro illustrato sugli dèi nordici. E nelle leggende già musicate da Wagner, trova la sua possibilità di sopravvivenza. “C’era una bambina magra, che aveva tre anni quando scoppiò la guerra mondiale. Seppure a fatica, riusciva a ricordare il tempo prima della guerra, perché sua madre spesso le raccontava che c’erano miele e panna e uova in abbondanza”. Inizia così il nuovo romanzo di A. S. Byatt, dove le storie del mito norreno sono il terreno immaginifico su cui si innestano autobiografia e ragionamento. Mentre fuori infuria il caos della guerra mondiale, la bambina magra – voce narrante e alter ego dell’autrice – legge e rilegge le vicende di Yggdrasil, Rándrasill, Odino, Loki, Jörmungandr, Thor, e in quell’universo senza salvezza e senza resurrezione, più terapeutico di ogni fede consolatoria, trova una strada per contenere l’affanno, l’ansia dell’emergenza, la paura che suo padre sia morto nei cieli. Fantasia e intelletto si fondono in un’opera che illumina storie arcaiche di significati nuovi.



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Il prossimo libro non è un romanzo, ma un saggio che si interroga sugli angeli e, attraverso l’utilizzo dei testi più significativi che li riguardano, e che appartengono alle tre grandi religioni Ebraica, Cristiana, Islamica, si cerca di tracciare i contorni di queste figure così presenti nelle religioni e nella filosofia.
Sì, lo ammetto, a me la curiosità è venuta leggendo Angelopolis.

Angeli, di Giorgio Agamben
934 pagine, 22,00 €, in uscita a novembre per Neri Pozza

Teologi e filosofi, poeti e pittori non hanno mai cessato di interrogarsi sulla natura degli angeli. La loro immagine insieme splendida ed estenuata, pensierosa e feroce è penetrata così profondamente, oltre che nelle preghiere e nelle liturgie quotidiane dell’occidente, nella filosofia, nella letteratura, nella pittura, nella scultura, ma anche nei sogni a occhi aperti, nelle sottoculture e nel Kitsch, che una comprensione anche semplicemente coerente dell’argomento sembra impossibile. In che modo comunicano fra loro e con gli uomini di cui si prendono cura? Hanno un vero corpo o una specie di manichino che ogni volta assumono e lasciano cadere? Qual è il loro sesso? Sono capaci di sentimenti, possono ridere o piangere? Ma, soprattutto, qual è la loro funzione nel governo divino del mondo?
Divisa in tre sezioni corrispondenti alle tre grandi religioni del Libro – Ebraismo, Cristianesimo, Islam – questa antologia riunisce per la prima volta in una accurata presentazione critica i testi più significativi mai scritti sugli angeli, da Origene a Tommaso d’Aquino, dalla Bibbia a Maimonide, da Avicenna al sufismo. Ne esce un’immagine completamente nuova, in cui le delicate creature alate che ci sorridono dai quadri di Giovanni Bellini mostrano improvvisamente i tratti terribili della milizia divina e quelli loschi di una sterminata burocrazia celeste, che tiene nelle sue mani non solo le fila dei rapporti fra il divino e l’umano, ma anche la stessa posta in gioco della politica occidentale.

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Neri Pozza porta in libreria un volume che sicuramente sarà molto amato dai fan della serie televisiva Downton Abbey, me compreso. Si tratta di un volume che raccoglie la sceneggiatura della prima stagione, insieme ad aneddoti vari sulla creazione della serie. Un piccolo gioiello!
Downton Abbey, di Julian Fellowes
536 pagine, 18,00 €, in uscita a novembre per Neri pozza

È il 15 aprile 1912 quando il Titanic affonda e più di 1500 persone perdono la vita. La notiziadella tragedia fa il giro del mondo. Quando arriva tra le verdi campagne dello Yorkshire, in Inghilterra, nella tenuta di Downton Abbey, il conte e la contessa di Grantham appaiono più sconvolti e turbati di chiunque altro.
Lo stesso destino che non ha concesso loro un figlio maschio, ma soltanto tre femmine Mary, Edith e Sybill, gli ha appena strappato anche il legittimo erede della loro proprietà, Patrick Crawley, morto a bordo del transatlantico.
Ora il nuovo beneficiario è Matthew, cugino di terzo grado della famiglia, un uomo «inopportuno», «scandaloso», che, in spregio a ogni nobile tradizione e costume, lavora per vivere.
Inizia così la serie più seguita e premiata della tv britannica, ideata e scritta da Julian Fellowes, già vincitore di un Oscar per la sceneggiatura del film Gosford Park, diretto da Robert Altman. In questo libro l’autore raccoglie non soltanto il copione della sceneggiatura originale, ma aggiunge svariati aneddoti sul processo di creazione dei personaggi; sulla scelta dei luoghi, in primo luogo Highclere Castle; sulla ricostruzione dettagliata degli ambienti, come le cucine d’epoca ricreate negli studi londinesi di Ealing.
Downton Abbey è un’opera «talmente ben fatta che non è necessario aggiungere nessuna battuta, ma soltanto leggerla a voce alta» per immergersi, grazie alla forza dei dialoghi e a una serie di perfetti colpi di scena, nella vita di una famiglia aristocratica di inizio Novecento, e scoprirne i crucci e le insoddisfazioni, la noia e le gelosie, i rapporti con i domestici e gli amori più inconfessabili, e godere dell’elegante ritratto di un’epoca che ha cambiato il nostro mondo per sempre.
Dalla serie drammatica più seguita della storia della tv inglese, le invidie, gli amori e gli intrighi di una famiglia aristocratica agli albori del Novecento.

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E che dire del prossimo romanzo? Uno storico che parla di amore e sofferenza e salvezza. Un romanzo che pare già dalla trama struggente e allo stesso tempo salvifico. Una trama che mi incuriosisce tantissimo.
Enon, di Paul Harding
240 pagine, 16,00 €, in uscita a novembre per Neripozza

Quasi tutti i Crosby, da Howard, che girovagava con il suo carro pieno di mercanzie tra i boschi del Maine, a George Washington, che trascorreva i suoi giorni riparando orologi, hanno lasciato vedove le mogli e orfani i figli.
Charlie Crosby costituisce l’eccezione. Il destino è scritto diversamente per lui. Nipote di George Washington, Charlie vive a Enon, una piccola città a nord di Boston. Pittura case, e a volte gli capita di tagliare l’erba nei giardini e spalare la neve. Una vita fatta di piccole cose: camminare nei boschi con Kate, la figlia tredicenne che si incanta ancora a dar da mangiare alle cince e ai picchi che vengono a beccarle i semi dal palmo; avventurarsi in canoa lungo il fiume che attraversa il paese; contemplare Susan, la moglie, un mistero vivente per il benevolo distacco che traspare dai suoi occhi turchesi e tuttavia, proprio per questo, un mistero irresistibile. Certo, per i genitori di Susan, Charlie è una persona debole o tutt’al più di buon senso, capace solo di borbottare frasi di poco conto in loro presenza. Tuttavia, la loro considerazione non lascia crepe nel rapporto tra Charlie e la moglie, reso ancora più forte dalla nascita della loro adorata unica figlia.
Un giorno però irrompe, crudele, insensata, terribile, la tragedia. In un piovoso pomeriggio di settembre che annuncia la fine dell’estate, mentre sta rientrando in auto dopo una passeggiata nei boschi, Charlie riceve una telefonata di Susan. Con la voce spezzata dal dolore, la moglie gli dice che un automobilista ha travolto Kate mentre tornava in bici dalla spiaggia, e che tutto è stato così rapido, inevitabile e assurdo che i soccorsi si sono rivelati inutili.
La fine della ragazza lascia macigni pesanti sul cuore di Charlie. Susan cerca di reagire, di non soccombere alla sofferenza, ma Charlie cede di schianto. Un giorno, dopo aver trascorso quasi tutta la notte seduto al buio, esausto e senza riuscire a dormire, Charlie scaglia un pugno contro la parete del pianerottolo. Il vecchio intonaco di crine si riversa dal muro come la sabbia da una clessidra a sancire che un altro tempo si è esaurito: quello tra Charlie e Susan, che se ne torna a casa dei suoi, nella sua vecchia camera da letto, che la madre usa per cucire ormai da vent’anni.
Sembrerebbe tutto perduto per il nipote di George Washington Crosby, tutto precipitato nell’abisso della disperazione. Tuttavia, da qualche parte è ancora all’opera la semplicità salvifica della natura e del mondo.
Con un romanzo struggente e poetico, Paul Harding narra una storia in cui il dolore più grande – la perdita di un figlio per un genitore – apre a una nuova considerazione, a un nuovo senso della vita. Confermandosi uno dei narratori più talentuosi della sua generazione, Harding non si sottrae mai, come Faulkner, al compito che fa grande uno scrittore: «descrivere quello che sembra impossibile dire a parole» (The Dallas Morning News).
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6 pensieri su “Le uscite del mese di novembre

  1. Son capitata qui per caso, che belle uscite del mese sei riuscito a scovare!
    Mi piacion quasi tutte , in particolare mi son segnata Mishima, Capote e Sharp… incuriosita mi son guardata anche le uscite del mese che ai scelto precedentemente e devo assolutamente leggere “La macchina fatale” di Beuman! Karen Russell la punto da una vita , la prossima volta che vado in biblioteca la prendo … insomma bei libri , mi sa che seguirò questa rubrica regolarmente! 🙂
    Dalia

  2. Mi interessano un sacco “Angeli” e “Il richiamo del cuculo” 🙂 Gli altri della Neri Pozza meritano senz'altro un'occhiata, la nuova edizione di HP non penso la prenderò (anche se le copertine sono davvero carine).

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