Il collegio di Santa Lucia per giovinette allevate dai lupi

Questo libro l’ho cercato a lungo.
Aveva un titolo che mi incuriosiva da morire e in ogni libreria in cui entravo, quindi, spulciavo sotto la lettera R di Russell per vedere se c’era. Mai trovato. E non so bene il motivo, però non l’ho neanche mai comprato negli shop online.
Poi ho letto Un vampiro tra i limoni, seguito da Swamplandia! e la Russell è assorta al ristretto circolo dei miei autori preferiti in assoluto. E’ stata quindi una gioia immensa, per me, lo scoprire in un piccolo scaffale dedicato alle pubblicazioni Elliot della libreria Coop di Bologna questo tesoro. L’ho preso al volo e l’ho tenuto stretto al petto per evitare che qualcuno me lo rubasse. Ha anche una piccola cicatrice, segno delle esperienze vissute nella sua commercializzazione. Ma non c’ho badato! Non potevo! Era così tenero, e mi guardava con gli occhi del Gatto con gli Stivali di Shrek. E in più, la Signora Moglie, ben sapendo cosa significasse quel titolo per me, aveva dato il suo benestare…



E’ la prima raccolta che la Russell ha pubblicato. Il suo primo libro. E se un po’ si sente l’inferiorità rispetto alle due opere successive, è anche vero che la qualità della sua narrazione e della sua inventiva è così alta che supera tutti comunque.
I racconti sono strani, bizzarri, ma così curati e così ‘profondi’ che non mi hanno lasciato scampo.

Se dovessi trovare un fil rouge che unisce tutti i capitoli di questa raccolta, beh, mi ritroverei a dire la crescita. Quel momento di passaggio in cui un bambino diventa un adulto. E ovviamente è un passaggio raccontato in stile Russell. Non si tratta di racconti di formazione veri e propri, ma di storie sovrannaturali che sembrano raccontare tutt’altro, ma che indubbiamente parlano di un momento di crescita, di trasformazione. E di perdita. Indubbiamente di perdita.
C’è la conoscenza della morte, la perdita dei cari, la perdita della purezza, dei sogni, c’è il dover divenire più educati, più rispettosi, meno selvaggi… siamo di fronte a frammenti magici, fantastici, quasi horror che parlano di noi in una maniera davvero unica.
Tremo di piacere al solo ripensarci e davvero vorrei andare a trovare Karen (ormai la chiamo per nome), stringerle forte la mano e, mentre gliela scuoto per bene, snocciolarle una fila di complimenti senza fine.

Da segnalare pure che il primo racconto della raccolta costituisce la base di partenza di quello che diventerà poi l’unico, al momento, romanzo dell’autrice: Swamplandia!

Questo primo lavoro, che io leggo per ultimo, costituisce (se mai ne avevo bisogno) la prova finale che consacra la Russel come un’autrice unica, inimitabile e spettacolare. Una delle mie tre autrici preferite, sicuramente!
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2 pensieri su “Il collegio di Santa Lucia per giovinette allevate dai lupi

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