Le città degli angeli. Angelopolis

Io avevo amato Angelology. Lo avevo amato perché non era il solito urban fantasy con amori di qua e corse di là. Era una urban fantasy tranquillo, che avanzava con calma e grazie a studi di antichi documenti, spedizioni archeologiche, ecc. Era un romanzo fantasy di ‘studi’, insomma, non d’azione, sebbene un po’ d’azione ci fosse comunque.
C’era stata una nota però, che mi aveva disturbato in quel romanzo: la conclusione. Mi aveva lasciato con l’amaro in bocca perché mi aspettavo di dovermi trovare un secondo volume più in linea col classico romanzo urban che va tanto di moda.


Fortunatamente, Angelopolis continua sulla strada tracciata dal primo volume della serie, con ricerche, spedizioni, e tutta questa roba che potrebbe benissimo rientrare in un romanzo storico.
E infatti anche qui la storia c’è. Ritorna il mix di mitologia cristiana, storia e fantasy che caratterizzava Angelology e non posso che adorare la cosa.
Anche il tratto che tanto mi aveva disturbato nella chiusura del volume precedente, qui trova spiegazioni che mi sento di approvare e che hanno riportato questa storia sui binari del mio gradimento.

In Angelopolis, le cui vicende prendono vita dieci anni dopo la conclusione di Angelology, si riprende la lotta tra Angelologi e Angeli, questa volta con la voglia di concretizzare l’annientamento degli avversari.
Da una parte abbiamo gli Angelologi che sembrano aver trovato la giusta via per sterminare Nefilim e simili, dall’altra abbiamo gli Angeli che stanno studiando un modo per tornare alla purezza della razza.
I testi apocrifi dell’antico testamento e una sorta di diario legato a Rasputin saranno le chiavi per giungere alle conclusioni cercate dagli Angelologi, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, anzi, la Siberia.

Angelopolis risulta un piacevole secondo volume, riprende le parti che tanto mi erano piaciute nel primo libro e cerca di mantenere quella rotta già segnata in partenza.
L’unico problema è che, parzialmente, questo treno deraglia. Sì, perché se da un lato la storia mi è piaciuta e la lettura mi ha tenuto incollato alle pagine, dall’altra ho anche trovato alcuni punti negativi, come per esempio l’eccessiva velocità. In alcuni passaggi, per la maggior parte verso la conclusione, sembra quasi che la Trussoni si sia lanciata con foga verso la parola ‘fine’, dimenticandosi di dare corposità a tutto quello che veniva detto. Ed è questa la pecca del romanzo. Un urban fantasy che poteva davvero essere ottimo, come infatti era Angelology, ma che invece si perde un poco.
Ora, non ho ben capito se ci sarà un terzo volume oppure no, ma io spero che ci sia e che ritorni alla dimensione del primo romanzo.

Faccio anche una piccola nota sul titolo. Forse mi sbaglio io e forse sarò scemo, ma non riesco proprio a capire come mai Angelopolis sia diventato LE città degli angeli. Cioè… nel romanzo c’è UNA sola città degli angeli, l’Angelopolis del titolo. E quella S non credo proprio sia lì per far plurale… ma son pronto a ricevere una smentita eh!

Concludendo, Angelopolis è un seguito buono, che mi ha davvero tenuto sveglio per poter leggere la pagina successiva, e quella dopo, e quella dopo ancora, che però, allo stesso tempo, meritava un’attenzione leggermente maggiore in fase di stesura.
Per i fan della saga credo comunque sia una lettura da fare, magari in attesa di risvolti più curati.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...