The ocean at the end of the lane

Se c’è una cosa che mi piace di Gaiman, quella è la sua capacità di inserire il fantastico nel reale. Una capacità che mi conquista ogni volta, anche in questo suo ultimo lavoro.


Non ho poi letto molto, di questo autore. Mi sono infatti dedicato per la maggior parte alle sue opere per ragazzi, sebbene nella libreria abbia diversi altri volumi pronti per essere aperti. E’ indubbio, però, che il suo stile e la sua poetica sia riconoscibilissimi e che anche in questo nuovo romanzo per adulti si senta la ‘Gaimanicità’! Che cosa sia la ‘Gaimanicità’, però, è difficile da dire. E’ una sensazione estatica/estetica che pervade il lettore durante l’esperienza della lettura. Sì, perché credo che con Gaiman sia sempre un’esperienza, più che un’azione.

Questo romanzo è il racconto di una crescita. O meglio, di quella fase della crescita in cui capisci, secondo me, che i tuoi genitori non sono perfetti. No, non lo sono. Non lo sono affatto.
Nessun adulto lo è. Anzi, possono essere davvero crudeli e cattivi.
E poco importa che la causa scatenante sia una creatura risvegliata per sbaglio. Poco importa che questa creatura provochi questi cambiamenti nella vita del protagonista, perché in fondo sono gli adulti a mostrarsi diversi.

E’ anche un romanzo sull’amicizia, ed è un romanzo sulla magia. Su quella magia che in verità racchiude la parte incomprensibile del mondo, parte in cui forse rientra pure l’amicizia.

E’ un libro delicato, questo, che però lancia alcune frecciatine non da poco alle vite che viviamo.
Non credo lo si possa definire il miglior romanzo di Gaiman, quello no… però è un racconto davvero ben fatto, che lascia residui di ‘Gaimanicità’ e pensieri sparsi su quello che si è stati e quello che si sarà.

Concludo ricordandovi che la versione italiana del romanzo è in uscita per Mondadori l’08 Ottobre. Costerà 17,50 € e conterà 192 pagine.

Sussex, Inghilterra. Un uomo di mezza età ritorna alla casa della sua infanzia per un funerale. Sebbene la casa non ci sia più da un pezzo, l’uomo è irresistibilmente attratto dalla fattoria in fondo al sentiero, dove a sette anni aveva conosciuto una ragazza fuori dal comune – Lettie Hempstock -, sua madre e sua nonna.Erano decenni che non pensava più a Lettie. Eppure non appena si siede vicino allo stagno (quello stagno che lei sosteneva essere un oceano) accanto alla vecchia fattoria in rovina, ecco che il passato ritorna con i suoi ricordi, troppo strani, spaventosi e pericolosi per essere ricordi di episodi davvero successi a qualcuno, tanto meno a un ragazzino.Quarant’anni prima un uomo, un inquilino della casa di famiglia, aveva rubato la loro auto, dentro la quale si era suicidato proprio in fondo al sentiero. Quella tragica morte aveva evocato antiche forze che andavano lasciate in pace. Si erano scatenate oscure creature che venivano da chissà dove e il narratore era dovuto ricorrere a tutte le sue risorse per sopravvivere. L¿orrore più terribile e minaccioso aveva creato devastazioni indicibili. E lui, ai tempi solo un ragazzino, disponeva come unica difesa di tre donne che vivevano in una fattoria in fondo al sentiero… La più giovane di loro affermava che lo stagno è un oceano. La più anziana si ricordava del Big Bang.
Questo attesissimo romanzo di Gaiman è una storia poetica, commovente, terrificante ed elegiaca che ci parla dei ricordi e della magia che si nasconde negli angoli meno frequentati della realtà.
Ci sono libri che leggi. Poi ci sono libri che ti piacciono.Ma raramente capita di imbattersi in un libro come questo che ti inghiottisce anima e corpo fin dalla prima pagina.
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5 pensieri su “The ocean at the end of the lane

  1. SiMo85 ha detto:

    Mi chiedevo infatti quando l'avrebbero tradotto!! Io ero già pronta a leggerlo in inglese, però almeno so che se dovessi avere delle difficoltà posso avere l'appoggio dell'italiano.

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