L’arte di correre

Io sono una persona piuttosto pigra. Così pigra che qualsiasi sport scappa da me urlando ben prima di arrivare a contagiarmi. Beh, quasi tutti gli sport, in verità, perché adoro dormire e mangiare e, sì, rotolare tra le coperte e alzare la forchetta sono catalogati come esercizi fisici. Almeno nel mio universo.
Dico questo per farvi capire che mi ci è voluto un po’ di tempo prima che mi decidessi a comprare un libro che sembra tutto fuorché per pigri.

Murakami al mare. Ebbene sì, ero in vacanza mentre lo leggevo. SIGH!
L’arte di correre non è un romanzo. Non è nemmeno un saggio, in verità. E’ una sorta di diario, ma anche di autobiografia. Ed è stato questo lato a farmi poi concludere l’acquisto del volume. Un’acquisto che si è rivelato davvero ottimo, tra l’altro.
Sì, perché utilizzando la sua esperienza di maratoneta, Murakami ci da la chiave del successo: l’impegno.
Murakami tende per lo più a narrare di episodi legati allo spot e alla scrittura, ma è innegabile che alla fine il successo a cui si riferisce lui non è un successo in un determinato campo, ma nella vita in generale. Per fare qualsiasi cosa ci vuole impegno. Impegno e costanza.
E’ una cosa che mi sento dire (e che mi dico) spesso, perché in alcuni campi (leggasi scrittura) sono più pigro del normale. Leggerlo in un momento come questo mi è stato di aiuto. E benché io consideri un pazzo uno che decide di correre una maxy maratona di circa 100 km (Sì, Haruki, sto parlando di e con te!), questo libro è stato una sorta di catalizzatore, per me. Un buco nero che ha risucchiato parte (una parte eh, non tutta tutta) della mia scarsa attenzione a certi particolari che servono, non tanto per farti scrivere IL bestseller, ma per vivere le cose sapendo di aver fatto il massimo.

Dopo aver letto questo libro, poi, mi è scoppiata la Murakami mania, e ora sono perduto tra gli splendidi volumetti Einaudi. Ma questa è un’altra storia.
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12 pensieri su “L’arte di correre

  1. Diciamo che a pigrizia sono messa come te, anche se aspetto sempre dietro l'angolo il virus dello sport che mi salta addosso di sorpresa, mi contagia e mi dà tutta la resistenza del mondo per affrontare qualsiasi attività fisica. quindi, aspettiamo il virus. ma magari ho gli anticorpi.
    bando alle ciance. Di Murakami ho letto giusto 2 romanzi, ma sto accumulando gli altri per leggermelo un poco alla volta, e questo non l'avevo mai preso in considerazione, me ne è venuta voglia dopo aver letto Il metodo della bomba atomica di Noemi. E ora hai aggiunto un pizzico di curiosità in più. Lo aggiungerò presto 🙂

  2. Mah, mi sa che gli anticorpi ce li ho pure io. Finché non c'è il serio rischio della pancia monumentale io, al massimo, posso aspirare a una scarpinata di libreria in libreria! XD

    Il primo di Murakami che ho letto era stato “Tutti i figli di Dio danzano”, che era carino. Poi ho letto “Kafka sulla spiaggia” e mi sono innamorato. Mi son fatto regalare un po' di suoi libri che son lì in attesa.
    Poi ho preso questo al mare, che mi ha confermato l'amore. Ora sto leggendo “La fine del mondo e il paese delle meraviglie” e sono in piena mania. Non mi fermerò qui! 🙂

  3. Di Murakami non ho letto nulla -_-” non so perchè ma ho una certa diffidenza nonostante le centinaia di recensioni positive! >.> ahahahah io mi aggrego al gruppo pigrizia, il massimo dello sport per me è mangiare e camminare durante lo shopping! :p

  4. La tua introduzione è davvero simpatica – sarà che mi ci ritrovo molto… Anche io sono una pigrona, quando si parla di sport!

    Non ho ancora letto nulla di Murakami, quindi spero ci parlerai dei tuoi prossimi incontri con lui: non so proprio da che libro cominciare, ce ne sono molti che mi ispirano.

  5. Ahah, vedo che noi librofili abbiamo 'sta cosa della pigrizia acuta in comune! XD

    Eh, il problema con Murakami è proprio questo: da dove inizio? Perché in effetti ha scritto molta roba e si potrebbe rischiare di partire col piede sbagliato. Per esempio io ho letto “Tutti i figli di dio danzano”, come primo libro suo, che è bello, ma sono racconti che secondo me hanno poco da spartire con i suoi volumi più importanti. E se io mi fossi fermato a quelli non avrei davvero capito lo spirito di Murakami. Poi è arrivato Kafka sulla spiaggia, e quello… *__*
    Ora sto leggendo (quasi finito) La fine del mondo e il paese delle meraviglie… meraviglioso!!!

  6. Ehehe sarà che l'attività fisica e la lettura sono difficili da fare contemporaneamente xD

    Di “Kafka sulla spiaggia” ho sentito dire solo cose belle… mi sa proprio che comincerò con quello, quando comincerò 🙂

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