Un’inquietante simmetria

Come accennavo qualche post più sotto, dopo aver letto lo splendido La schiuma dei giorni non sapevo più a quale lettura dedicarmi.
Il romanzo di Vian era stato così particolare, così inimitabile, così prepotente nel prendersi un posto nel mio cuore che qualsiasi altra storia non scritta da Vian mi pareva una perdita di tempo. In partenza.

C’era però un grosso problema: stavo per partire per il mare. Mi sarei messo in marcia nel giro di un paio di giorni e dovevo assolutamente trovare qualcosa da portare con me.
Volevo un romanzo che mi catturasse, un page-turner, un racconto che mi avrebbe impedito di raggiungere la spiaggia perché troppo preso dai protagonisti!
Beh, lo ammetto, sono stato piuttosto fortunato perché alla fine ho portato con me il romanzo di cui avevo bisogno.

Sì, ho fatto proprio una foto oscena.
Ma in mia difesa do la colpa al cellulare col quale ho fatto la foto! XD

Audrey Niffenegger mi aveva conquistato col suo La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo (da cui è stato tratto pure uno sciatto film). Quel suo primo lavoro era stata un’opera inattesa ma possente.  Mi aveva tramortito con la sua bellezza.

Un’inquietante simmetria è il suo secondo romanzo. E secondo me bisogna avvicinarlo senza pensare, neanche minimamente, al precedente. Un’inquietante simmetria è un qualcosa di molto diverso. Certo, anche qui abbiamo elementi paranormali che si intrufolano con apparente normalità in un contesto reale e contemporaneo, ma la storia è indubbiamente altra cosa. La storia ha altri toni. Ha altri scopi, ed è bene averlo in chiaro secondo me. Perché Un’inquietante simmetria è un romanzo bellissimo, che io non ho potuto fare a meno di amare, ma che potrebbe risultare meno piacevole se si tende a paragonarlo al precedente.

In questa storia ci sono i fantasmi. Fantasmi veri. C’è Londra. E c’è un cimitero che è diventato monumento.
Ci sono due coppie di gemelle. C’è amore. C’è rivalità. Ma soprattutto c’è il problema dell’individualità e della solitudine.
Questo è un romanzo che parla del singolare, pur avendo sempre in scena un plurale.
Abbiamo il coraggio di staccarci dalle sicurezze famigliari? Abbiamo il coraggio di compiere da soli le nostre scelte? Abbiamo la forza per farlo? La decisione? L’intenzione?
Oppure abbiamo paura? Non vogliamo staccarci da chi ci ha fatto sentire sicuri fino a ora?

E poco importa dell’elemento sovrannaturale. Poco importa degli sviluppi finali, forse un po’ aspettati. L’essenziale qui è la vita delle giovani protagoniste e delle persone che ci ruotano attorno.
E ho trovato estremamente interessante che la gemella apparentemente più sicura, sia poi quella più restia a stare da sola. Ho trovato interessante che la gemella che vuole essere libera, in verità sia già innamorata di una persona, e che quindi si stia già legando ad altri. Ho trovato interessante che il ragazzo della zia morta non riesca a starne senza. Ho trovato interessante che un fantasma non voglia rimanere solo, senza altri simili, senza qualcuno con cui parlare. Ho trovato interessante il marito che conosce vecchie verità e che non fa niente per mettere in ordine le cose.
Tutte queste persone sono creature che non sanno stare sole. Ma forse è perché… nessuno di noi sa stare solo?

Ho trovato Un’inquietante simmetria un ottimo secondo romanzo.
Sì, forse è un po’ più debole de La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, ma la sua forza sta nella sua diversità, nel suo voler essere altra cosa, nel suo voler essere un libro a sé stante, un libro singolo. Che sta da solo.
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4 pensieri su “Un’inquietante simmetria

  1. Mr Ink ha detto:

    Ciao Andrea 🙂 Aspettavo una recensione come la tua per comprarlo.
    Ho assolutamente amato “La donna dell'uomo che viaggiava nel tempo” e sono certo che, anche se in modo diversissimo, troverò elementi interessanti anche in questo. Spero di leggerlo presto e, soprattutto, spero che la nostra Audrey ritorni a scrivere.
    PS. Quasi sicuramente, a breve, dovrei leggere “La schiuma dei giorni”. Mi hanno attirato la tua recensione e quella di Sonia e il trailer del film, che ha due attori, nel cast, che adoro assolutamente, da amante del cinema francese. Qualcosina, mi ricorda il film “Amami se hai coraggio”, con la Cotillard e Guillaume Canet 🙂

  2. Andrea Storti ha detto:

    Ciao Michele! 😉

    Guarda, ci tenevo a precisare di arrivare alla lettura 'staccati' dal precedente perché ho letto un po' di recensioni, in giro, in cui si notano delle perplessità.
    A me il romanzo è piaciuto un sacco. E' forse meno intenso della Moglie, però ha anche volutamente due protagoniste poco amabili. Secondo me è un'ottima lettura. Tra l'altro, Audrey diceva che sta scrivendo The Chinchilla Girl e io lo attendo con super ansia! XD

    La schiuma dei giorni è davvero un gioiello. Un romanzo particolarissimo che sembra essere stato ben catturato dal film. Almeno spero! Poi il regista è favoloso, Audrey anche…

    Non conosco Amami se hai coraggio, ma adoro la Cotillard, quindi vado subito a cercarlo! Ah, tra l'altro devo ancora vedermi Byzantium!

  3. Girasonia76 ha detto:

    A me purtroppo questo romanzo non ha fatto lo stesso effetto, anzi. Però io ero alla ricerca delle sensazioni provate col primo romanzo della Niffenegger che per un certo tempo era diventato quasi il mio romanzo preferito (per essere poi spodestato da altri). Insomma, mi ha delusa e ci sono rimasta male, se rinasco lo leggo prima della Moglie dell'uomo ecc.

    @Mik: Amami se hai coraggio l'ho adorato!

  4. Andrea Storti ha detto:

    Io invece ho lasciato passare parecchio tempo tra i due, e forse questa è stata la scelta vincente, nel senso che pur amando profondamente La Moglie…, non ero ancora così immerso nel suo mood.
    A me davvero ha colpito. Non è come La Moglie, neanche per me, ma mi ha molto colpito.

    Mi state mettendo voglia di Amami se hai coraggio! XD

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