Ancora una volta il mare

In luglio è tornata in libreria, per i tipi di Feltrinelli, Natasa Dragnic. C’è tornata col suo secondo romanzo, Ancora una volta il mare, e io la stavo impazientemente aspettando.
Il suo esordio, Ogni giorno, ogni ora, mi era particolarmente piaciuto ed era riuscito a regalarmi dei piacevoli momenti. Non potevo che essere tremendamente curioso di scoprire se quel primo romanzo fosse frutto della fortuna o del talento.
Beh, ora posso dirlo… si tratta di talento.


Ancora una volta il mare riprende alcuni concetti già presenti in Ogni giorno, ogni ora. Si tratta infatti, anche in questo caso, di un romanzo d’amore e, come il fratello maggiore, di un amore non facile, contrastato, forse che non porta nemmeno a un lieto fine (oppure sì?). La Dragnic, però, secondo me in questo caso si supera e riesce a fare un lavoro ancora migliore.

La storia ruota attorno a una famiglia italiana, ma di origine tedesca, e in particolar modo a tre sorelle. Queste tre sorelle, forse per burla del destino, finiranno con l’innamorarsi dello stesso uomo, cosa che ovviamente scatenerà non pochi problemi.
L’interessante, però, è che fin dal primissimo capitolo sappiamo che una delle tre finirà col sposarlo, questo Alessandro, ma fino alla fine non sapremo chi sarà la fortunata. Natasa gioca sull’alternanza di capitoli in cui si racconta la storia passata, e capitoli del presente, e riesce a gestire magnificamente un romanzo che scatena curiosità ad ogni pagina.

Oltre ad essere una storia d’amore, però, Ancora una volta il mare è pure un bel romanzo sulla famiglia. Dico famiglia, in maniera generale, perché tra queste pagine vengono racchiuse parecchie dinamiche interpersonali che mostrano svariate situazioni famigliari. C’è infatti il profondo amore, ovviamente, ma anche la rivalità tra sorelle, il peso delle aspettative, l’amore di coppia navigato, sicuro, e la fine di una vita. C’è il dispiacere, ci sono errori, ci sono scelte che condizionano un’esistenza, ci sono gli sbagli dei genitori e quelli dei figli. E’ un grande affresco su quello che può essere, su quello che può diventare, un nucleo d’amore. E risulta impossibile non capire, non condividere alcuni sentimenti, non sentirsi coinvolti con le ragioni di ognuno… perché il torto, poi, non esiste, o sta nel mezzo.

A tratteggiare tutto questo c’è lo splendido stile dell’autrice. Uno stile che io adoro. Uno stile che ricorre spesso alle frasi brevi, ai pensieri lasciati cadere tra le righe… sembra quasi poesia, a volte. Spesso.
La narrazione della Dragnic è molto emotiva e coinvolgente e mi affascina moltissimo.

Ancora una volta il mare è stato per me un romanzo di conferma, dove storia, scrittura e personaggi sono ben delineati e usati alla perfezione. Un romanzo dove l’amore è esplosivo e sa ferire, ma sa anche ricompensare chi sa cogliere l’occasione.
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2 pensieri su “Ancora una volta il mare

  1. Andrea Storti ha detto:

    Cavolo, sulle copertine c'hai un sacco pieno di ragione! Mi ricorda tantissimo quelle di Barreau, e non solo, in effetti. La voglia di vendere a tutti i costi, sai… rovina molte cose. Ma a me la Dragnic piace, e se avevi letto il suo precedente e ti aveva convinto, questo ti confermerà la convinzione! 😉 Se non l'avevi letto… provalo questo. Non dico possa piacere a tutti, anzi, però se sei tra qulli che sapranno apprezzare il suo stile, allora è fatta!

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