La schiuma dei giorni

Sono arrivato alla conclusione che i libri belli, o meglio, i libri che si amano profondamente (che non necessariamente sono la stessa cosa) non possono essere raccontati nella maniera giusta. Non possono perché si è talmente emotivamente coinvolti da non riuscire a mettere in fila tutte le parole che un titolo del genere si meriterebbe.
Forse questo ragionamento riguarda solo me, e non gli altri lettori sicuramente più preparati… fatto sta che raccontare alcuni libri mi risulta davvero difficile, proprio perché li ho molto amati.
E’ il caso, per esempio, de La schiuma dei giorni.


C’è un altro libro che mi è venuto in mente leggendo questa opera di Boris Vian: Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie.
E’ vero, l’abbinamento potrebbe anche fuorviare un aspirante lettore di Vian, però è innegabile che la versione fantastica del nostro mondo, creata da questo autore francese, contiene non tanto delle similitudini col paese inventato da Carroll, quanto dei modi simili di costruzione. Anche Vian, infatti, come l’autore inglese di Alice, ricorre spesso a giochi di parole, o a immagini che partono dalla realtà per essere poi trasformate, rese assurde o eccessive. E questo mi ha colpito fin da subito, facendo entrare il romanzo nelle mie grazie.
E’ infatti un modo reale ma reso fantastico, quello de La schiuma dei giorni. Un mondo in cui trovate bizzarre ed eccezionali fungono da lenti di ingrandimento per capire cosa sono, cosa fanno, cosa amano e cosa odiano gli uomini. Cosa amano, soprattutto, perché La schiuma dei giorni è per gran parte un libro d’amore. Un romanzo d’amore intenso, di quell’amore sincero e profondo ed eterno. Un romanzo non sdolcinato, però, ma che punta sulla forza di questo sentimento, una forza che si basa tanto sulla favola quanto sulla disperazione, perché l’amore non è mai solo rose e viole, come si dice.
Ma limitarsi al lato sentimentale del libro è riduttivo, perché Vian ci parla anche delle ossessioni, dei rapporti interpersonali in genere e delle occasioni mancate, di quelle che ci lasciamo sfuggire, e di quei futuri possibili che distruggiamo con le nostre mani ancor prima di vederli davvero sbocciare.

La schiuma dei giorni è un romanzo frizzante, sognante, divertente, stravagante, che non può lasciare indifferenti. Lo si amerà, oppure lo si odierà, è possibile, ma non lo si potrà mai trovare tra le fila dei libri che si dimenticano facilmente.

E’ anche un romanzo estremamente duro. E’ una torta al cioccolato che sotto un abbondante strato di panna nasconde un disco di duro cioccolato extra fondente. Perché la vita è così. Perché l’amore è così. Perché così siamo noi, sempre in bilico tra la felicità più grande e la disperazione più profonda, e non ci può essere un sentimento senza l’altro. Questo Vian lo sa bene.

E bon, io la finisco qui. Come ho detto all’inizio, non so raccontare bene i libri che mi sono entrati così a fondo nel cuore. Sappiate solo che questo ha preso posto nel ventricolo destro e che ha saputo ben scombussolare la mia vita da lettore. Sì, perché cosa mai potevo leggere dopo un libro come questo? Davvero, ho avuto alcune difficoltà… ma ve ne parlerò un’altra volta.
L’unica cosa che mi resta da dire è: leggetelo assolutamente. E poi ditemi se siete amanti o ‘odianti’ di Vian.

Io vi saluto lasciandovi il simpatico trailer del film tratto proprio da questo libro, che uscirà nelle nostre sale tra un paio di settimane. Un’occasione perfetta per avvicinarsi pure al libro.

Buona lettura e buona visione.
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