Perché si scrive?

Perché si scrive? O meglio, perché si scrivono libri? Anzi, perché uno si mette a scrivere un libro?
E’ una domanda che io mi faccio spesso.
Me la faccio perché, essenzialmente, sono un pigrone. Allo stesso tempo, però, nella mia testa ci sono rotelle che, di tanto in tanto, gridano: “Revolution!” e decidono, di punto in bianco, di creare una storia.

Le storie, almeno nel mio caso, sono tarli. Tarli dai quali non ci si riesce a liberare e che continuano a mangiucchiare, a mangiucchiare, a mangiucchiare… quindi il riuscire a mettere questi racconti nero su bianco potrebbe, e sottolineo potrebbe, essere un mezzo per estirpare questa bestiola e liberarsi di un’ossessione.
Trasportare però una storia dall’idea alla pagina dattiloscritta è un’impresa titanica. Almeno per me.
Ci serve meticolosità (che non ho), organizzazione (che non ho), ordine (che non ho), pazienza, forza fisica, forza mentale, silenzio (almeno nel mio caso), spazio appartato (almeno nel mio caso)… e tanti, tanti, tanti pensieri. Sempre. Costanti.
E’ una cosa piuttosto stressante.
Ma è anche una cosa piuttosto piacevole, alla fine, perché il famoso tarlo diventa un amico. E cosa c’è di più bello di donare a un amico una vita? E cosa c’è di più stupendo del trovarsi finalmente sereni, senza più quel bzzzzz in testa?


Allo stesso tempo, però, sono pure convinto che la vita di una storia non sia fatta per terminare una volta scritta. La storia vive davvero solo quando viene letta.
Non credo agli scrittori che dicono di scrivere per sé stessi. Se fosse così, non scriverebbero libri.
Una storia la si vuol condividere con gli altri, perché in fondo sono pensieri nati da te e… perché no? Uno potrebbe pure voler capire se si tratta semplicemente di pazzia, o di una riflessione che può incoraggiare, cambiare, divertire, intristire qualcuno.

Il far leggere qualcosa agli altri comporta però una responsabilità. Il lettore perde tempo, per leggere la tua storia. Anche un tuo amico caro perde tempo. Tempo che non tornerà più indietro.
Se poi pubblichi, il lettore perde anche dei soldi.
Quindi uno scrittore è responsabile di tempo e soldi altrui.

A questo punto del discorso, dunque, posso dire che scrivere una storia comporta tanta fatica e tanto sudore, e da questa fatica e da questo sudore ricavi grosse responsabilità.
Perché mai dovrei scrivere una storia, allora?

Io non lo so, però devo ammettere che sono rimasto molto colpito da questo post di Sandrone Dazieri. Lui dice un sacco di cose corrette, cose che contribuiscono ogni giorno ad alimentare la domanda che da il titolo a questo post, ma parte da un’idea che è quella di scoraggiare l’aspirante scrittore a scrivere. 
La cosa mi ha fatto ripensare al motivo che ti porta a raccontare una storia e, sì, è vero… probabilmente sono in molti a pensare di voler scrivere e pubblicare per diventare ricchi e famosi (cosa assolutamente falsa, poi), ma credo anche che molti scrivano per puro divertimento, o per emulazione, o perché pensano di avere cose da dire.
Secondo me non si dovrebbe mai scoraggiare la scrittura, però bisognerebbe spingere le persone a chiedersi il perché dovrebbero scrivere. Qual è il motivo che ti spinge a farlo?
Qual è il motivo che VI spinge a farlo?
Qual è il motivo che Mi dovrebbe spingere a farlo?

Io non lo so. Lo ammetto. E ammiro quindi tutti quelli che si autopubblicano, per esempio, perché danno per scontato che quella roba debba essere letta da qualcuno.
Io, per esempio, non ci riuscirei mai, perché sento di aver bisogno che qualcuno credi in me, punti in me…
Ammiro chi si getta sulla scrittura con convinzione e tenacia, senza sapere dove arriverà.
Ammiro chi afferma che il diritto di scrivere sia di tutti.
Già. Ma mi chiedo: vi siete mai chiesti perché scrivete?
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14 pensieri su “Perché si scrive?

  1. Mi piace un sacco questo post, anche se mi ritrovo senza nient'altro da dire che abbia una parvenza di intelligenza. Forse perché non scrivo né sogno di farlo, e forse perché io a volte a tanti esordienti li strozzerei, visto che non hanno nulla da dire e quel nulla lo dicono pure male.
    Però tu con queste parole già fai capire che invece hai da dire e quindi…
    e quindi qui ci vuole Chagall a spronarti. 😛

  2. Ma, a me pare di dimostrare semplicemente che ho tante domande senza risposta e che, come questi esordienti o aspiranti tali, pubblico roba (questo post) pensando che a qualcuno possa interessare. XD

  3. Ahah, l'avevo letta. E devo dar ragione a Cercas… poi dipende da che domande susciti. Perché se ispiri la domanda: “Ma dov'è il mio Christian Grey?”, sai, allora hai sbagliato tutto! XD

  4. Che bel post :D!
    Io nel mio piccolissimo scrivo, ma per me stessa.
    Credo di avere parecchi conti in sospeso con me stessa perché riesco a scrivere solo sulla carta, con la penna, come se fosse una specie di cura ai miei patemi mentali. Dopo infatti mi sento meglio.
    Non riesco ovviamente a considerarmi una scrittrice perché provo quasi orrore all'idea che qualcuno legga le mie storielle, però scrivere mi serve perché ha questo non-so-che di terapeutico.
    Mi piace scrivere ma non ho mai pensato alla pubblicazione, credo abbia un senso da qualche parte.

    Non so, mi hai fatto venire un sacco di pensieri contorti, forse dovrò guardare Scrubs per l'ennesima volta.

    Ma tu ammiri anche i piccoli self che poi ti vogliono vendere il loro libro a 20 euri ?

  5. Ahah, io ammiro la convinzione dei self… poi, per prezzi, libri, ecc… beh, ecco.. ne riparleremo! XD

    Ecco, vedi? Tu però non hai desideri di pubblicazione. Non al momento, almeno, e questo ti mette già in buona luce! (Anche io adoro scrivere con carta e penna!)
    Quello che scoccia me sono più che altro le persone che sentono il bisogno di pubblicare roba, roba che magari è stata respinta da trilioni di editori. Non necessariamente la loro roba fa schifo, ma cosa ti spinge a continuare?

  6. Da qualche parte ho letto che la nostra è un'epoca di egocentrici, non potrei essere più d'accordo. Molti son convinti di avere qualcosa d'importante da dire.
    Io non mi metto neanche tra il novero degli aspiranti scrittori perché scrivo solo per rilassarmi, per buttar fuori quello che penso, ma è un gesto fine a se stesso.
    Poi credo che scrivere seriamente non sia così da tutti…io trovo che sia difficile scrivere qualcosa che possa avere un senso anche per un eventuale lettore, per scrivere devi rispettare determinate regole/canoni/parametri etc etc…cioè, è difficile xD!
    Molti però non si pongono questi problemi!

  7. Esatto! Il punto è proprio questo: perché non ti chiedi come mai, e cosa, stai scrivendo?
    Perché non ti fai delle domande sul motivo per cui dovresti fare tanta fatica?
    No, perché… se non fai tanta fatica, allora non stai facendo un buon lavoro! XD

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