Sconti…

La Fnac chiude.
Forse lo sapevate gia, forse no, fatto sta che, nell’ultima settimana, i punti vendita di questo marchio hanno fatto una forte campagna sconti per ‘ripulire’ i loro magazzini.
Preciso, per dovere di cronaca, che questi negozi sono stati acquistati da Trony (quindi non pensate a una loro chiusura assoluta), il quale dovrebbe anche lasciar loro l’utilizzo del marchio, almeno per un primo periodo… ammetto anche, però, che non so cosa succederà a livello dipendenti. Io posso solo sperare che la situazione vari il meno possibile.

Comunque, è inutile dire che le Fnac, durante questa settimana, sono state prese d’assalto. Del resto anche io mi sono armato di calma apparente e sabato mi sono fiondato nel punto vendita di Verona. Come diceva Girasonia, si tratta un po’ sciacallaggio, questo, ma come potevo resistere a quel 70% di sconto su tutti i libri in negozio?
E così mi son portato a casa un po’ di cose…


Mentre giravo per il negozio, però, ho anche avuto modo di riflettere.

Il reparto tecnologia era praticamente vuoto. E con vuoto intendo davvero vuoto, così vuoto che pareva che i clienti avessero preso anche i piedistalli in acciaio!
Il reparto musica, invece, lasciava ancora un po’ di scelta, non molta, per chi ama la musica italiana, mentre la sezione dvd metteva a disposizione solo qualche titolo, ma poca roba.
L’angolo libreria, però, era fornitissimo! Sembrava fosse ancora intatto! Solo qualche disordine alfabetico lasciava intendere che la situazione nascondeva un lato innaturale. O meglio, il disordine e lo strano affollamento di lettori incalliti. Però, per il resto sembrava il solito reparto libri.
Mi sono ritrovato allora a vedere quel negozio come lo specchio dell’Italia, perché tutti i reparti mostravano i pesanti segni dell’applicazione di uno sconto consistente, mentre quello libri era intonso. Nemmeno gli sconti hanno fatto esaurire la sezione libri!
E pensare che le signore davanti a me, nella lunga fila per poter pagare, con la scusa della scontistica hanno fatto incetta perfino di biglietti d’auguri, talmente tanti biglietti d’auguri che nemmeno in due vite intere potrebbero utilizzarli tutti! Hanno perfino acquistato dei cartoncini che si trasformano in pacchetti regalo rigidi e dalle dimensioni predefinite, cose che puoi utilizzare solo una volta nella vita (ammeno che non voglia fare bacchi esteticamente osceni, con vuoti interni e deformazioni da contenuto)! E tutto per via dello socnto! Certo, nel carrellino c’era anche qualche libro, disperso nel mare dei biglietti d’auguri… ma pochi.
Mi sono quindi chiesto se lo sconto del 20% che questo weekend, per via del Maggio dei libri, quasi tutte le librerie italiche applicavano… ecco, mi sono domandato se serve a qualcosa, se serve davvero a incentivare la lettura. Perché quel 70% alla Fnac era utilizzato, ne sono sicuro, esclusivamente da chi è un lettore forte. Cosa può fare, quindi, un misero 20%?

Mi son quindi venute in mente le parole di Matteo Righetto, che durante la sua presentazione de La pelle dell’orso, alla quale avevo assistito il giorno prima, ha parlato anche della lettura tra i ragazzi.
Lui è un professore di lettere, ed è il fondatore di Scuola Twain.
Come non dargli ragione quando invitava gli insegnanti a modernizzarsi, a non far leggere un solo e immenso romanzo chiamato I promessi sposi, ma avvicinarsi anche alla letteratura moderna, perché se i ragazzi non vengono coinvolti, diventeranno in fretta lettori perduti.
E come non dare ragione alla signora che, dal pubblico, ha esclamato: “Sono convinta che anche dalla pancia della mamma riescano a sentire la lettura.”
La signora ha ragione. In fondo, durante la fiera di Bologna ho avuto modo di assistere a un intervento di due appartenenti a Nati per leggere, le quali hanno affermato che è scientificamente provato che la lettura, fin dal primo mese di vita, da grande giovamento alla formazione neuronale del bambino.

Tutto questo per dire che gli sconti, in verità, servono solo a chi lettore lo è già. Purtroppo.
Ma anche per dire che la lettura la si impara in famiglia, prima di tutto, e secondariamente a scuola. Vi prego, quindi, mettete dei libri ai piani bassi delle vostre librerie domestiche! Alla sera, prima di andare a letto, leggete una fiaba ai vostri figli! Lo dice pure Pennac!
Cari maestri, fategli leggere qualcosa di carino, di divertente, perché se non capiscono che coi libri ci si può divertire, non leggeranno mai i nostri bambini!
E… caro Governo Italiano… trai le tue conclusioni da tutto ciò.
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6 pensieri su “Sconti…

  1. LaLeggivendola ha detto:

    Uso spesso anch'io la definizione di 'lettore perduto'. Mette tristezza. Mi chiedo quanta differenza possa fare per le case editrici spedire alle biblioteche scolastiche i libri destinati al macero. Io credo che un po' di differenza ci sarebbe, alle elementari io e i miei compagni ci tuffavamo sugli scatoloni, litigavamo per accaparrarceli. Non so, è un momento veramente buio che rischia di diventare ancora più buio. Ormai è chiaro che dall'alto non verranno mai aiuti né riconoscimenti della situazione, la cosa assurda è che neanche gli editori sembrano avere la minima intenzione di fare qualcosa, come se il calo dei lettori non li riguardasse.
    Sono preoccupata.

    (Comunque La principessa Sposa e Ritratto di famiglia con superpoteri sono fantastici *____*)

  2. Andrea Storti ha detto:

    Eh, la situazione è assolutamente preoccupante! Effetivamente i libri destinati al macero potrebbero essere inviati alle biblioteche scolastiche… c'è però una cosa da dire: se qualcuno non invoglia quei bambini a prenderli, i libri, nessuno li leggerà mai. Considera che alle superiori, su una classi di circa 25 persone, solo io leggevo, per esempio…
    Bisogna rivoluzionare il modo di pensare. Ma di pensare proprio anche l'insegnamento della letteratura. E le menti dei genitori, pure! XD
    Per esempio, quelli di Nati per leggere dicevano che dimostrato uno sviluppo neuronale se la mamma legge al bambino anche di un mese. Questo perché il bambino riconosce la voce della madre e le cellule entrano in maggiore funzione, una cosa del genere.
    Questo, però, comporta una miglior predisposizione all'apprendimento. Quindi, mi chiedo… i genitori leggerebbero ai figli se questo volesse dire non che diventeranno lettori forti, ma bambini capaci di stare a scuola?

  3. radiolinablu ha detto:

    Hai fatto degli acquisti stupendi! Oddio quanto avrei voluto poter fare un salto a Torino questo week end… Chissà com'è lì la situazione nel reparto libri… E' un dramma che neppure questa super svendita incentivi all'acquisto. Io non me lo sarei fatta scappare fossi stata da quelle parti!!
    Ciao ^^

  4. Andrea Storti ha detto:

    Grazie! 🙂 Infatti confido saranno davvero una buona compagnia.

    Eh, guarda, io e mia moglie siamo stati contenti e allibiti. Contenti perché ci aspettavamo la devastazione totale, e quindi di non trovare uno straccio di libro decente. Mentre così non è stato. Ma anche allibiti perché, cipè… settanta % di sconto! E il reparto pieno!!! Io ho speso 28 € invece di 100!!!
    Mio dio, che desolazione!

  5. Lady Debora ha detto:

    Qui da me non c'è questo marchio, ma se ci fosse stato senza neanche a dirlo mi sarei fiondata già li, portafoglio in mano e sorriso stampato….Che peccato che noi italiani non apprezziamo i piccoli piaceri come la lettura -__-” poi ci meravigliamo se i nostri figli sbagliano a scrivere anche i propri nomi fra un po' >.< io se mai un giorno ne avrò li metterò un libro in mano prima ancora che impari a camminare ;p

  6. Andrea Storti ha detto:

    E' un vero peccato sì!
    Io spero davvero si trovi una campagna corretta per diffondere la lettura, perché il problema non saranno i figli dei lettori, ma i figli dei non lettori, che non avendo libri in casa, manco avranno la curiosità di sfogliarli.

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