Tra le braccia della notte

Terzo volume della saga di Nalini Singh, “Tra le braccia della notte” narra le vicende di Elena e Raphael tornati nella loro dimora e alla loro routine, che viene però interrotta da vari gravi cataclismi e omicidi, segno inequivocabile del risveglio di un Antico, un arcangelo dormiente.
Per chi ha letto i precedenti libri sarà facile intuire chi è il fortunato che sta per riaprire gli occhi, ovviamente la cara e dolce mammina di Raphael.
Detto ciò, premetto che dopo aver letto “Il profumo del sangue” ero una di quelle pazze innamorate folli per questa serie, che contava con ansia i giorni che mancavano all’uscita del seguito… beh, dopo aver letto il terzo capitolo della saga, non posso fare a meno di ricredermi!

Ad ogni pagina speravo, anzi pregavo, nel risveglio dell’Antico e nello scompiglio che ciò avrebbe comportato, insomma qualcosa di più di scosse di terremoti, alluvioni e semplici sanguinolenti omicidi accennati qua e là. E invece nulla! Fino alle ultime 100 pagine, calma piatta! Non un colpo di vento, solo una leggera brezza! E, cosa ben peggiore, l’ho trovato ripetitivo. Cambia il cattivo ma, gira e rigira, mi sembra che la trama sia sempre la solita. Certo, è cambiato il rapporto tra i due protagonisti. Nel primo era interessante e piacevole vedere la sviluppo del legame tra un arcangelo e un’umana, nel secondo era curioso vedere il cambiamento della loro storia causato dalla trasformazione in angelo di elena, ma ora? C’è sì uno sviluppo, il loro rapporto cresce come è giusto che sia, ma a mio parere non abbastanza per sostenere l’intera trama. I due protagonisti crescono, i personaggi secondari sono sempre piacevoli, ben curati e grazie ad alcuni di loro l’umorismo non manca ma, mi ripeto, non a sufficienza per non far sentire al lettore la precarietà della narrazione dell’intera vicenda.

L’impressione che mi ha dato questo terzo libro è quella di una saga in discesa libera. Le pagine scorrevano senza che nulla accadesse, quasi tirandola per le lunghe, come un disperato tentativo di nascondere l’assenza di idee originali, la mancanza di una trama più complessa e articolata.
La storia per me è piatta e senza futuro, manca una linea guida che possa durare per più libri dando un po’ di sapore al tutto. Un mio vecchio professore direbbe che l’autrice non ha fatto nessuna scaletta che raccogliesse le idee, e così ora è allo sbando!

Spero nel quarto, anche se… voglio davvero leggere ancora libri del genere?
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