La discendente di Tiepole

Alessandra Paoloni l’ho conosciuta ormai qualche anno fa, su un forum che frequentavo, e ho scoperto in lei, fin da subito, una promettente narratrice. Il suo stile è delicato e snello, e invoglia alla lettura. E anche il suo primo romanzo, Un solo destino, mi aveva molto colpito.
E’ per me, quindi, un grande piacere potervi segnalare La discendente di Tiepole, il suo ultimo lavoro pubblicato in maniera tradizionale, ossia cartaceo (lo specifico perché poi è uscito anche un nuovo ebook).


La discendente di Tiepole è un paranormal romance che mi ha permesso di scoprire un nuovo lato di quest’autrice, un lato più oscuro. Un lato che mi è molto piaciuto.
Anche in questo caso, lo stile di Alessandra scorre con grande naturalezza, senza annoiare, e scorrendo va a contornare una storia che utilizza qualche cliché del genere, come il triangolo amoroso, affiancandolo però ad alcune idee più personali. Ho per esempio molto apprezzato il tema del pregiudizio, che si tropva specialmente nella parte iniziale del volume, e che ho sentito molto mio, forse per via della location che rispecchia molto i miei luoghi natali.
Streghe, maledizioni e creature mitologiche si ritrovano a vivere un’avventura insieme, un’avventura che sono sicuro saprà appassionare tutti gli amanti del genere e che saprà sorprendere.
Per non farci però cogliere del tutto impreparati alle vicende del libro, ho chiesto ad alessandra di rispondere ad alcune domande. Le trovate qui sotto. Io vi invito a leggerle e a leggere il poliedrico lavoro di Alessandra.
Buona lettura!

1. Ciao Alessandra e benvenuta nel Meleto. Io ormai ti conosco da un po’, ma ti andrebbe di presentarti ai lettori che ancora non ti conoscono, e di parlarci anche in velocità dei tuoi testi già pubblicati?
Ciao Andrea e grazie per avermi concesso questa tua intervista! Di me c’è in realtà poco da dire: sono una ragazza molto riservata per quanto riguarda la mia vita privata (poco interessante a dir la verità) e ogni volta che mi si rivolge una domanda del genere io dirotto sempre l’attenzione sulla scrittura perché in realtà essa ha occupato fino ad ora gran parte della mia vita. Scrivo da quando sono una bambina e ho iniziato a pubblicare, all’età di vent’anni più o meno, poesie e racconti su riviste locali. Il mio esordio avviene nel 2008 con l’opera poetica “Brevi monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento” (che conto di ripubblicare su amazon al più presto). A questo sono seguiti due romanzi fantasy (Un solo destino e Heliaca la pietra di luce) di cui il primo è stato rieditato e ripubblicato con il nome di La Stirpe di Agortos. Purtroppo questa saga non è stata molto fortunata e quindi tutti i libri sono attualmente fuori commercio. Spero davvero però un giorno di dare loro una nuova possibilità. Il mio ultimo libro edito è La discendente di Tiepole, un’opera molto diversa dalle precedenti.

2. Per me risulta impossibile approcciarmi a Tiepole, senza aver presente Agortos. E la prima cosa che mi salta all’occhio è il fatto che questo tuo nuovo romanzo è molto più ‘oscuro’ del precedente. Come sei riuscita a indossare questi nuovi panni? Hai trovato delle difficoltà?
Ti confesso di aver scritto i due libri quasi contemporaneamente. Ho iniziato a scrivere La discendente di Tiepole nel 2008, l’anno del mio esordio. La saga di Agortos era già pronta (almeno il primo volume) ma in quel periodo la stavo editando per inviarla alle CE. In genere io sono un’autrice poliedrica, mi piace miscelare vari stili e generi. Cerco sempre di mettermi alla prova e di affrontare nuove sfide. La discendente e la saga di Agortos sono due libri molto diversi tra loro sia per storia che per ambientazioni che per toni utilizzati. Nella discendente come hai giustamente osservato il clima della storia è più cupo, misterioso. In Agortos i misteri lo stesso non mancano ma vengono affrontati in maniera più fantasiosa. I protagonisti della discendente affrontano il loro lato più oscuro, i discendenti di Agortos si affidano invece alla natura. In entrambi i libri è presente la magia ma vista con occhi diversi: a Tiepole la magia è intesa come stregoneria (anche se diversa da quella che siamo abituati a conoscere), nell’Egucron invece come magia naturale del mondo e dell’universo.

3. Altra cosa che ho notato è che prediligi i piccoli paesini, ti concentri su questo tipo di comunità. Come mai? C’è una ragione personale, magari legata a dove vivi tu, oppure è solo una ragione stilistica?
Senz’altro il mio paese, Marcellina, mi ha influenzata. Tiepole in realtà non è Marcellina, almeno non geograficamente parlando; mi sono ispirata a un paesino che esiste davvero e nel quale sono stata ma che preferisco ancora non rivelare anche se alcuni lettori a me vicini l’hanno scoperto. Prediligo queste ambientazioni perché l’immaginario del piccolo centro rurale dove tutti sanno di tutto, o almeno credono di sapere, mi ha sempre affascinata. Forse perché in questo tipo di mentalità ci sono cresciuta.

4. Streghe. Streghe vere! Cosa ti ha spinto ad affrontare questo tema e come ti sei approcciata ad esso. Hai avuto delle scrittrici di riferimento? Te lo chiedo perché, per esempio, quando io penso alle streghe mi vengono sempre in mente le Mayfair della Rice. Anche tu hai delle predilezioni letterarie?
La figura della strega, assieme a quelle del vampiro o del licantropo, mi hanno sempre affascinata. Ho visto film, telefilm e letto libri su questi argomenti. Se devo essere sincera però per quanto riguarda la lettura prediligo più il genere vampiresco. Ho adorato ad esempio la saga della Kalogrodis, e i vampiri di Anna Rice. Nella discendente ho adottato la figura della strega intesa come donna che ha a che fare con l’occulto, che sfida quasi la morte e vuole carpirne il significato attraverso l’invocazione degli spiriti ad esempio o la ricerca dell’immortalità intesa però qui come risurrezione, quindi un ritorno alla vita. Non si ancora bene come Emma muterà divenendo una “strega” come lo era stata sua nonna. Di certo mi sforzerò di essere originale anche in questo.

5. In un certo senso, si può dire che nel libro affronti anche il tema del pregiudizio e della paura del pregiudizio. Penso per esempio alla famiglia della protagonista che manco vuole essere associata alla nonna strega. O alle persone che danno per scontato che anche Emma sia una strega. Come hai affrontato quest’argomento?
Come tutti almeno una volta nella vita anche io sono stata vittima di pregiudizi. E a dirla tutta anche io ne ho avuti qualcuno relativi magari a persone e situazioni che conoscevo solo in maniera sommaria. La mentalità di Tiepole, così ristretta e così lontana dalla verità, rispecchia in parte quella dei piccoli paesini dove tutti credono di sapere tutto di tutti e dove anche la notizia più banale, alimentata però da chiacciere continue, può alimentare la fantasia di molte persone. Dove abito io almeno alle volte funziona in questo modo. Ma è in genere la paura e l’ignoranza a creare pregiudizi. La famiglia di Emma vuole discostarsi dalla storia di Marta Vasselli perché ne comprende la gravità e la stessa cosa accade ai Tiepolesi che per paura di quello che potrebbe fare Emma la giudicano e la condannano ancora prima di conoscerla. Che Emma fosse stata o no legata alla storia di sua nonna, l’opinione di lei da parte dei Tiepolesi non sarebbe cambiata. I pensieri e i pregiudizi possono arrivare addirittura a distruggere la reputazione di una persona, ecco perché è importante non giudicare mai gli altri perché la loro storia può arrivare alle nostre orecchie in maniera distorta.

6. Come mai, secondo te, il “Paranormal Romanc”e attrae così tanti lettori? Cosa attrae te da lettrice e da autrice? E cosa pensi di aver portato di nuovo al genere?
Il paranormal romance è senz’altro un genere che non vedrà mai il tramonto. Personalmente li leggo perché sono una perfetta combinazione tra il fantasy e il gotico, miscela che a me piace moltissimo e in cui mi rispecchio. Tiepole in fondo è un paese fantastico dove avvengono cose sia fantastiche che terribili. Certo, di pubblicazioni di questo genere ce ne sono veramente a centinaia; la storia di Tiepole è solo una delle tante e proprio per questo quando inziai a scriverlo pensai che era doveroso prendere almeno qualche distanza dagli altri libri. Leggendo la trama della discendente si ha l’impressione di avere a che fare con un libro già letto; sono volutamente partita da cliché per inserire un elemento nuovo che è proprio quello legato alle maledizioni di Marta Vasselli, che sono maledizioni “reali”, viste quasi come un virus scagliato dalla strega sull’organismo umano di questi ragazzi che di conseguenza reagiscono in maniera diversa a seconda del loro caso. La trasformazione in creature soprannaturali è molto reale, tant’è che può portare anche alla morte prematura del fisico come è accaduto ad uno dei maledetti ad esempio.

7. Direi che siamo giunti alla fine, io ti ringrazio e ti saluto, ma ti lascio anche dello spazio per dire quello che vuoi, come per esempio segnalarci il tuo nuovo lavoro “Oltre l’oscurità”.
“Oltre l’oscurità” è un progetto letterario che è nato per caso. Scrissi il racconto diverso tempo fa per una nota rivista letteraria femminile che però risultò per la rivista troppo lungo. Quando ho letto del concorso della Libro Aperto Edizioni indetto per opere di genere romance l’ho rieditato corretto ampliato e inviato. Il lungo racconto che mescola il genere romance a quello paranormale è piaciuto e mi è stata quindi offerta l’opportunità di vederlo pubblicato in versione ebook. Opportunità che ho colto al volo. L’ebook e disponibile sul sito della casa editrice e sui migliori store online (come Amazon).

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